L’Italia “mafiosa” nelle pizzerie straniere

Lo scorso 14 Agosto la sezione palermitana del Corriere della Sera ha pubblicato un breve articolo su una “scoperta” fatta dal vicepresidente della Commissione Antimafia all’Ars Fabrizio Ferrandelli, il quale durante una vacanza a Copenhagen ha notato nel menù di una pizzeria della capitale una pizza denominata “mafioso”. La reazione, ovviamente, non poteva che essere di sdegno, dal momento che in questo modo si mantiene vivo lo stereotipo per cui l’Italia, o la Sicilia in particolare, sarebbe un Paese caratterizzato principalmente da mafia e delinquenza.
Ci siamo posti così l’obiettivo di andare più a fondo sulla notizia del “Corriere”, e di constatare che questa forma di stereotipo è molto più sviluppata di quanto si possa pensare. Chiaramente, e per fortuna, non stiamo parlando della maggioranza dei locali in stile italiano, ma la nostra indagine ci ha permesso di vedere che purtroppo, nel dare il nome ad un piatto o addirittura ad un locale di stampo italico, si sfrutta in più occasioni questo pessimo escamotage, e in particolare abbiamo registrato una curiosità, una consolidata associazione che lega il contesto delle pizze, delle pizzerie, ma anche di qualche ristorante, all’immagine tipica della mafia siciliana. Nel darvi il resoconto dei dati raccolti ci limiteremo all’ambito polacco, ma questo fenomeno sembra verosimilmente essere diffuso un po’ in tutti i Paesi in cui la gastronomia italiana è presente e popolare.
restauracja mafiaCome appena accennato, anche in Polonia tutto questo non si limita ad un paio di episodi isolati: sebbene la nostra ricerca non sia stata troppo esasperata, è stata comunque sufficiente per confermarci che si tratta di un fenomeno reiterato in più angoli del Paese, che in alcuni casi si può già notare dal logo o dallo stile del locale, caratterizzato da foto o immagini riprese o ispirate a film classici come “Il Padrino”.
Per quanto concerne il nome dei locali, vengono usati molto Corleone o Don Corleone (a Cracovia, Varsavia, Słupsk, e Poznań), Mafia o Mafioso (Cracovia, e un’intera catena nella regione di Lubuskie, Centro-Ovest), Capone o Al Capone (Poznań, Orunia), e Cosa Nostra (Cracovia, Poznań). Gli stessi termini vengono usati da una percentuale molto alta dei locali da noi sondati anche per denominare le pizze, usando occasionalmente anche la variante polacca (pizza mafjina, Gdańsk), o qualche alterazione involontaria o apparentemente immotivata (Carleone, Don Carlo), e inoltre ci si può imbattere in tali definizioni anche per un’insalata o per un piatto di pasta. Un paio di catene di ristorazione site nelle città più grandi della Polonia hanno denominato rispettivamente una pizza “Sparare”, e un piatto di pasta “Penne con crimini”. Più di un locale ricorre alla pizza “Soprano”, e tra queste c’è una pizzeria di Kokoszki, piccolo paese del Nord, che non si è risparmiata con le denominazioni discutibili, inserendo tra varie pizze malavitose perfino una pizza “Mussolini”…
pizzeria con foto padrinoPurtroppo la cosa non si ferma qui, dal momento che perfino tra gli scaffali dei supermercati si può leggere ad esempio “Soprano” su dei pacchi di pasta, o “Mafijne” su dei biscotti, così chiamati probabilmente solo perché sono al limone (limoni -> Sicilia -> mafia). Come prendere questo fenomeno, come una semplice nota pittoresca o come un messaggio che con il tempo può consolidarsi, assuefando così la conoscenza degli stranieri all’associazione Italia = mafia? E’ possibile prendere davvero qualche provvedimento in merito da parte delle istituzioni – come sosteneva Fabrizio Ferrandelli – o siamo costretti ad arrangiarci solo con la sensibilizzazione (almeno quella degli italiani)? C’è da aggiungere infatti una delle cose forse più tristi: alcuni di questi locali sono posseduti o gestiti non da polacchi, ma da italiani veraci, i quali per primi dovrebbero cercare di dare una svolta positiva ad uno stereotipo che già di per sé è l’estremizzazione di una caratteristica, e che in più è legato ad un’immagine così negativa e deprecabile come l’illegalità e l’anarchia.
renoma siciliaCome ciliegina (amara) sulla torta, vogliamo concludere con un ristorante di Poznań – di proprietà polacca – che ha incentrato tutto il suo marketing sulla malavita organizzata, a partire dal nome del locale (Al Capone), passando per la descrizione sul loro sito internet (“Specjalnością naszego lokalu jest bez wątpienia pizza, której nie powstydziłby się sam boss chicagowskiej mafii!” – La specialità del nostro locale è senza dubbio la pizza, di cui il boss della mafia di Chicago non si vergognerebbe!), e finendo con i nomi delle pizze, praticamente quasi tutti incentrati sul crimine e l’illecito, ovviamente in puro stampo italiano, o nel migliore dei casi italo-americano. E’ così che abbiamo le pizze Mafia, Scarface, Alcatraz, Masakra, Gangsterka, Ruletka (roulette), Milion dolarów, Pranie brudnych pieniędzy (riciclaggio di denaro sporco), Mafijny zlot (raduno mafioso), Nielegarna broń (arma illegale). Qui non c’è pietà neanche per la braciola di maiale (“schab mafioso”).
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4 risposte a L’Italia “mafiosa” nelle pizzerie straniere

  1. rossana ha detto:

    tutto sommato le nazioni ex comuniste bramano far soldi alla svelta- per cui posso capire l’ammirazione per i mafiosi eh eh,la polonia non è da meno, warsawa o le altre città mediamente grandi sembrano abitate da succedanei mafiosi . è evidente dal proliferare di auto di grossa cilindrata e locali carissimi .
    il polacco comune con i suoi poveri zloty dovrebbe lavorare 20 anni solo per poter comprarsi le gomme.

  2. Pingback: Il made in Italy dei polacchi | Qui Polonia & Italia™

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