Lingua polacca – 1: Fonetica e pronuncia

Per oltre due anni il blog si è dedicato a diversi aspetti sia dell’Italia che della Polonia. Abbiamo parlato di alcuni eventi particolari, di qualche esperienza o “avventura” personale, abbiamo cercato di scardinare credenze e stereotipi di vario tipo affibbiati ad entrambi i Paesi (clima, varie peculiarità sociali ed antropologiche), e ci siamo concessi un’infarinatura su alcuni caratteri della Polonia come la gastronomia, la politica, l’economia, e servizi di un po’ tutti i tipi presenti in loco, dai negozi ai trasporti.
Non abbiamo mai toccato invece il pilastro che costituisce l’esistenza e la coesione di una società e di una cultura: la lingua. Oltre che in Polonia, il polacco è parlato anche nelle comunità estere createsi con l’emigrazione in diversi Paesi (quelle in Stati Uniti, Germania e Ucraina sono particolarmente nutrite). Fa parte della famiglia delle lingue slave ma, come l’italiano, è un idioma relativamente permeabile alle influenze dall’estero, dall’inglese al tedesco, passando per il russo e lo stesso italiano, e risalendo fino al latino e al greco. Ma mentre man mano certe parole italiane cadono in disuso a favore di quelle straniere, nel polacco sembra realizzarsi ancora una moderata coesistenza tra i termini slavi e quelli importati da fuori.
Ciò non toglie che per noi europei occidentali il polacco e per estensione le lingue dell’est europeo risultano totalmente incomprensibili sia per l’assoluta diversità delle parole, sia per la pronuncia altrettanto complessa. Ed è proprio da quest’ultimo particolare che vogliamo iniziare ad addentrarci in questo mondo tanto ostico ai profani. Puntualizzo solo che l’idea non è quella di fornire delle lezioni professionali con cui imparare in maniera accademica il polacco, quanto quella di toccare le caratteristiche più importanti o più curiose e fotografare alcune nozioni-chiave: Chissà che chi ha in mente una futura vacanza (o un incontro galante…) non riesca nella “mission impossible” di arrangiarsi da solo. Iniziamo dunque con l’alfabeto: esso comprende ben 32 lettere (sono escluse Q, V e X, che nel polacco puro non esistono), più 8 gruppi di lettere, per un totale di 35 fonemi. Si può capire la ricchezza della fonetica polacca se la si paragona per esempio con quella italiana (21 lettere, 5 gruppi di lettere, 29 fonemi), e qui sotto è consultabile l’intero alfabeto ortografico e fonetico, affiancato dai simboli IPA (International Phonetic Alphabet) per i colleghi linguisti, e arricchito ove necessario da brevi note facili per tutti da mettere in pratica:
CONSONANTI. Ecco una descrizione tutta personale di due modalità di pronuncia di alcune consonanti che ci servirà tra poco: la prima la chiameremo “sottile”, si caratterizza per un suono più dolce e si produce tenendo le labbra vicine tra loro e con una posizione dei muscoli della bocca come per accennare un sorriso. La seconda modalità la chiameremo “grossa” in quanto il suono è più pastoso, e si produce con i muscoli della bocca rilassati e una posizione delle labbra quasi a formare un cerchio.
B
b
blisko
C

ts

C+I: è come la “c” di “cielo” (modalità sottile)
C+A, E, O, U: è come la “z” di “zucchero”
ciasto
centrum, praca, co, cudowne
Ć

è come la “c” di “cielo” (modalità sottile)
ćma; brać
D
d
daleko
F
f
fotel
G
g
è sempre come la “g” di “gomma”
gofry; guma; gest; region
H

è aspirata, come nell’inglese “hi”
hotel
K
k
kobieta
L
l
lustro
M
m
miasto
N
n
niebo
Ń

ɲ

simile alla “gn” di “gnomo”, ma più leggera e sfumata (modalità sottile)
dzień
P
p
portfel
Q
(non esiste)
R
r
rabat
S
s

ɕ

è come la “s” di “sabato”
S+I: è come la “sc” di “sci” (modalità sottile)
sobota
siatka; Kasia
Ś

ɕ

è come la “sc” di “sci” (modalità sottile)
śliwka; jeśli
T
t
truskawka
V
(non esiste)
W
v
è come l’italiana “v”
kawa; piwo
X
(non esiste)
Z
z

ʑ

è come la “s” di “rosa”
Z+I: è come la “j” del francese “jean” (modalità sottile)
zdanie; zebra
zima
Ź

ʑ

è come la “j” del francese “jean” (modalità sottile)
źle
Ż

ʐ

è come la “s” dell’inglese “pleasure” (modalità grossa)
żubr; żaba
VOCALI: rispetto alla didattica tradizionale, mi sono permesso di includere tra le vocali sia la J, il cui fonema di fatto si può omologare alla I, che la Ł, simile alla U (ma tuttavia non uguale):
A
a
banan
Ą

ɔ̃

è come una “o” nasale (“on“). Simile alla “o” del francese “mon”
mąka
E

Ɛ

si tratta sempre di “e” aperte
telefon
Ę

ɛ̃

è una “e” nasale (“en“). Simile alla “in” del francese “fin”
ręka
Y

ɨ

simile alla vocale indistinta “ə”. E’ come la tipica “e” finale nel dialetto napoletano
wytrawny
I
i
imbir
J
i
anche se è una consonante, è come una “i”
moje
O

ͻ

si tratta sempre di “o” aperte
pomidor
Ò
u
è come la “u”
góra
U
u
gust
Ł
w
molto simile ad una “u”, ma più arrotata. Come la “w” dell’inglese “well”
ładne
DIGRAMMI
CH

è come la “h” aspirata
mucha
CZ

tʂ

è come la “c”   di “cella” (modalità grossa)
czarny
RZ

ʐ

è come la “s” dell’inglese pleasure” (modalità grossa)
rzeka
SZ

ʂ

è come la “sc” di “sciabola” (modalità grossa)
szary
DZ
dz

dʑ

è come la “z” di “zanzara”
DZ+I: è come la “g” di “gioco” (modalità sottile)
dzwonić
dziwny
DŹ

dʑ

è come la “g” di “gioco” (modalità sottile)
dźwięk
DŻ

dʐ

è come la “g” di “gente” (modalità grossa)
dżem
Come si vede, la quantità di consonanti e vocali è davvero vasta, molti suoni sembrano simili tra di loro, ma alle orecchie di uno straniero in erba non presentano differenze di alcun genere. Dunque, anche se abbiamo già dichiarato l’approccio generico e sommario sul polacco, farsi l’orecchio sulla fonetica polacca è importante, perché queste differenze ci sono e sono rilevanti: una pronuncia anche leggermente deficitaria di una parola può essere sufficiente perché un polacco non ci capisca o perché pronunciamo un’altra parola, magari poco conveniente. In altri termini, è opportuno distinguere un po’ tutte le consonanti o le vocali tra di loro, specialmente:
Y da I e J
Z da S
SZ da Ś e SI
RZ e Ż da Ź e ZI
CZ da Ć e CI
DŻ da DŹ e DZI
Ci sarebbero ancora altri dettagli fonetici da precisare ma, per una comunicazione base, possiamo permetterci di tralasciarli. Precisiamo solo due particolarità: le consonanti doppie non si leggono con un unico suono lungo, come si fa in italiano, ma pronunciandole distintamente (es. An-na); infine, come in italiano, l’accento delle parole cade di norma sulla penultima sillaba.
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14 risposte a Lingua polacca – 1: Fonetica e pronuncia

  1. Giovanni ha detto:

    Bravo Flavio, fa sempre piacere che un bravo italiano provi ad insegnare ad un’asinello, la lingua polacca. Io mi trovo in Polonia da guasi un anno, del polacco non ho ancora capito molto, pensavo che a stare in mezzo a loro fosse piu’ facile apprendere questa meravigliosa e difficcilissima lingua.(almeno per noi italiani) In casa la mia compagna mi parla in italiano, e io faccio molta fatica a relazionarmi, se non capisco di cosa si stia parlando, ultimamente ho perso la speranza di parlarlo il polacco, preferisco una passeggiata nel bosco che studiare, forse ho perso la motivazione, che pero’ devo dire che abitando qui, e volendo rimanere ad abitarci, il non capire mi da piu’ la nostalgia dell’Italia. Da solo non riesco, devo assolutamente iscrivermi ad un corso di polacco, pero’ non so se qui dove abito trovero’ qualcosa. Comunque la mia figliastra studia Italiano al Ginnasio, forse tramite la sua insegnante… Pozdrawiam Giovanni

    • Ancarola Bruno ha detto:

      ho appena in iniziato a studiare il polacco per tentare di comprendere meglio il mondo della mia compagna. Trovo questa iniziativa interessante ed utile. Sono sicuro che mi aiuterà a raggiungere il mio obiettivo.

    • Monika ha detto:

      Cari Italiani:)
      forse siete interessati ad aiutare ad una studentessa polacca all’UW che studia la lingua italiana:) Ho preparato un’indagine sulla grammatica contrastiva rivolta agli italiani e che studiano il polacco. Se siate disposti ad aiutarmi, vi sarei molto grata.
      Grazie molte in anticipo!
      Monika

      • maryonn ha detto:

        Sto imparando un po’ di polacco, perché faccio degli incontri in varie lingue in Google hangout e il “padrone di casa” (quello che organizza) è un polacco. Di solito parliamo tedesco, spagnolo, italiano francese e inglese. C’è l’incontro anche in polacco, ma finora non ho partecipato perché non conoscevo una parola. Per fare onore all’amico polacco voglio imparare qualche parola, ma è difficile in effetti. Seguo questo blog sperando in un aiuto.

      • DEAN ha detto:

        Ciao. Cosa hai preparato? Forse sarei interessato. Dove vivi?

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