Una Pasqua tra uova colorate e gavettoni

La Pasqua nel mondo cristiano è sentita tendenzialmente come una festa bella, gioiosa, più che per la resurrezione di Cristo probabilmente perché è la prima ricorrenza della primavera, che apre la strada a mesi più miti e soleggiati. In Polonia c’è un momento per tutto: la fase di digiuno e astinenza materiale e spirituale che caratterizza la Quaresima pare essere più sentita di quanto non lo sia in altri Paesi occidentali, così come le usanze e le tradizioni festose legate alla Pasqua sono tante e di diverso genere, forse più di quante se ne possano vedere in Italia. Oggi faremo una bella panoramica a questo proposito soffermandoci sui costumi più in voga o più curiosi. Come retroterra storico ricordiamo solo che la Pasqua è la più antica delle festività cristiane – ufficializzata dal Concilio di Nicea dell’anno 325 e ispirata alla Pesach ebraica -, una ricorrenza che racchiude nella Passione l’atto di fede nella cristianità, ovvero l’immolazione di Cristo in croce e la sua risurrezione per liberare l’uomo dal peccato originale e testimoniare la vittoria della vita sulla morte… Ma nei secoli al sacro si è mischiato sempre di più il pagano. Ecco dunque le peculiarità che caratterizzano la Pasqua in Polonia:
Le palme pasquali – Si entra nel vivo già la domenica delle Palme con le cosiddette palmy wielkanocne, a queste latitudini fatte con ramoscelli di salicone, lamponi o ribes, e decorate con diversi tipi di fiori, erbe e piume colorate. 187.1 Palme di pasqua A ridosso della Settimana Santa non è cosa rara trovare queste particolari composizioni – alte anche diversi metri – in alcune vie cittadine, e in qualche località si svolgono vere e proprie competizioni per la palma più bella. Le più conosciute sono a Łyse, in Mazuria, e Lipnica Murowana, vicino Cracovia. Come per le nostre palme o ramoscelli d’ulivo, è tradizione per le famiglie portarne qualcuna per la benedizione durante la messa domenicale e tenerla poi a casa. Al sacro si unisce inevitabilmente la superstizione: si dice portino fortuna per il resto dell’anno, e che nascoste dietro un quadro allontanino la sfortuna e le malizie dei vicini di casa. Passando ai giorni successivi, il giovedì e il venerdì santo presentano le stesse celebrazioni tradizionali presenti in Italia. Il clou arriva il sabato.
Le ceste pasquali – Durante la vigilia di Pasqua si è soliti preparare una cesta con del cibo, chiamata Święconka, da far benedire in chiesa il giorno stesso. In Polonia quest’abitudine esiste almeno dal XII secolo (alcune fonti parlano perfino del VII), attinta forse dalle civiltà romano-germaniche. Immancabili nel cesto sono l’agnello simbolo di Cristo risorto – vero o riprodotto simbolicamente con marzapane, burro o ingredienti simili -, altra carne per celebrare la fine della Quaresima, burro (prosperità), pane, e soprattutto le uova, simbolo di vita e rinascita, opportunamente dipinte. Il tutto si consuma il giorno seguente, a risurrezione avvenuta.
Le uova colorate e dipinte – L’uovo è apprezzato da sempre, forse per la sua forma così caratteristica, o forse perché contiene tutti gli elementi necessari al nostro organismo, acqua, sali minerali, grassi, proteine e carboidrati. Fatto sta che l’origine dell’uovo colorato parte da molto lontano, verosimilmente dagli antichi Persiani, che se le scambiavano dopo averle tinte di rosso. Quest’usanza fu successivamente assimilata da Greci e Romani: oltre ad essere simbolo di cuore e amore, si pensava che avessero il potere di sconfiggere il fascino emanato dal male. Un vecchio proverbio rumeno recita: “Se noi cristiani smettiamo di colorare le uova di rosso, in quel momento inizierà la fine del mondo”. In Polonia il fenomeno esiste dal X secolo e si è ampliato, dando origine alle odierne pisanki (uova decorate con dipinti o disegni). Ecco alcune tecniche di colorazione. 187.2 Il procedimento più usato è sciogliere un colorante in acqua calda e immergervi le uova: temperatura, tempo di immersione e quantità di colorante sono direttamente proporzionali all’intensità del colore che si vuol dare. Per rafforzarlo, aceto o lacca per capelli possono essere d’aiuto. Un’ottima alternativa ecologica sono i coloranti naturali come succo di barbabietola (rosso-rosa), succo di frutti di bosco (viola), decotto di cipolle (giallo-marrone), o erbe bollite in acqua (verde), ottenendo le kraszanki. Una volta colorate e lasciate asciugare si passa alla decorazione. Il metodo più diffuso è quello di dipingerle con smalti per le unghie di vari colori: è la via più facile, pratica e veloce. Si può usare della carta colorata adesiva, ritagliata a piacimento e attaccata sull’uovo (oklejanki), ma chi si sente un vero artista sfrutta altri piccoli espedienti come piccoli batuffoli di ovatta, perline colorate, o fili di cotone per riprodurre ad esempio un pollo o un agnello. In alcune zone di Polonia e Austria si possono incontrare opere raffinatissime realizzate svuotando un uovo fresco con una particolare tecnica a soffio e grattandone il guscio con un ago per formare dei motivi a mo’ di pizzo (ażurki). Chiudiamo con una curiosità pagana per le ragazze: secondo un’antica credenza, lavarsi il viso nell’acqua in cui sono state cucinate le uova fa scomparire le lentiggini e altri difetti estetici!
La colazione di Pasqua – Secondo la tradizione, di prima mattina il rumore assordante dei petardi e il suono delle campane dovrebbero svegliare il cavaliere dormiente dei monti Tatra e muovere i cuori degli avari e dei vicini maligni. Vestiti di tutto punto, ci si siede attorno ad una tavola adornata di fiori primaverili e pisanki per la ricca colazione domenicale che pone fine alla Quaresima. Le uova giocano un ruolo dominante, preparate nei più svariati modi. Dopo di ché si passa al żurek, una zuppa a base di farina di segale, panna acida, pezzi di salsiccia, patate, uova e spezie. Oggi apprezzato, in passato si era soliti celebrare il “funerale del żurek” (pogrzeb żuru): durante la Quaresima infatti la si mangiava quasi ogni giorno senza carne, risultando alla lunga stancante, così una volta ricevuta la propria porzione durante la colazione pasquale la si versava a terra. Ad arricchire il pasto ci sono salsicce bianche ed affettati di vario tipo, e come dulcis in fundo non mancano torte tipiche come la baba (precursore del nostro babà), il mazurek (in diverse versioni con biscotti, marzapane, frutti, marmellata, noci o altro ancora), la makowiec (con semi di papavero) o il sernik (al formaggio dolce). Per celebrare la gioia famigliare spesso si organizza una “caccia al coniglio“, di solito dei piccoli dolci di cioccolato nascosti che i membri della famiglia devono cercare. Il coniglio (zajączek) è un altro antichissimo simbolo pasquale, portatore di regali ai bambini, e segno anch’esso di vita e fertilità.
Pasquetta – In polacco Lany Poniedziałek (lunedì bagnato), ma spesso si indica anche con le espressioni śmigus-dyngus o święto lejka. Tempo permettendo, si esce in famiglia o tra amici per un picnic o una passeggiata lungo il fiume o nei boschi. Qualunque sia la compagnia, si deve stare molto attenti a gavettoni d’acqua di ogni genere e portata, i cui autori possono essere anche perfetti sconosciuti “in nome della tradizione”, una tradizione sviluppatasi tra il XIV e il XV secolo e diffusasi anche in altri Paesi balcanici e centrorientali. 187.3 Cartolina ucraina In origine le parole śmigus e dyngus (di etimologia probabilmente tedesca) indicavano due concetti diversi, il primo legato allo sciacquare ramoscelli di salicone con acqua per segnare la purificazione contro sporcizia e malattie, e il secondo alle visite ad amici e parenti e ad un maggior consumo alimentare. Con il tempo i due termini sono stati unificati, e il potere purificatore dell’acqua è stato abbinato anche all’auspicio di una maggiore fertilità. Ecco il motivo per cui erano (e sono) prese di mira più le ragazze che i ragazzi. Quest’attività ludica aiutava molto la socializzazione tra i giovani, tanto che la Chiesa in quei secoli aveva più volte espresso la sua contrarietà (come l’editto “Dingus prohibitur” del 1420 del Vescovo di Poznań). Le superstizioni più consolidate si reggono su questa logica: se la vittima è una giovane ragazza, avrà più possibilità di trovare un marito, ma se si offende le toccherà l’esito contrario. L’unico modo per salvarsi da questo destino è di pagare un piccolo “riscatto”, il proprio uovo dipinto. Anche per questo, il sabato precedente le ragazze cercano di fare l’uovo dipinto più bello. Infine, se un ragazzo dona ad una ragazza un uovo dipinto significa che gli piace. In alternativa all’acqua, si possono dare delle frustate con i ramoscelli di salicone benedetti la settimana prima, anch’essi portatori di salute e fortuna. Giochi molto simili allo śmigus-dyngus e praticati su scala locale sono ad esempio śmiergust, dziady śmigustne e kurek dyngusowy, dove l’acqua la fa sempre da padrone e dei travestimenti contribuiscono ad arricchire il carattere ludico della giornata.
Emaus – Nella Polonia Sud-Occidentale il giorno di Pasquetta esistono ancora delle bancarelle di vario genere dove comprare giocattoli, dolcetti, o dove si può giocare in piccole fiere o lotterie. Il fine è quello di ottenere l’indulgenza: l’origine infatti va ricercata nella Cracovia del XVI secolo. Proprio in questa città l’Emaus, chiamato così perché fatto nei pressi di una vecchia chiesa chiamata comunemente in questo modo, era unico nel suo genere grazie ai diversi rabbini ebrei e studiosi della Torah che vi prendevano parte.
L’aringa appesa (wieszanie śledzia) – Qui entriamo in alcuni esempi di come si rappresenta l’eliminazione del male, un costume in uso soprattutto per i bambini. Il primo è quello dell’aringa, non necessariamente vera, appesa o inchiodata con gioia dai ragazzini ad un albero o ad un palo. La causa è simile a quella del funerale del żurek: in passato l’assenza di carne e altri cibi prelibati obbligavano a passare la lunga quaresima mangiando quasi sempre aringhe, fino quasi a nauseare i fedeli osservanti di questa regola alimentare. L’assassinio dell’aringa era una liberazione, permetteva il ritorno ad una dieta più varia ed abbondante.
L’annegamento di Giuda (Topienie Judasza) – Il giovedì di Pasqua i ragazzini costruiscono un pupazzo di paglia e lucchetti, e lo si appende sul campanile della chiesa. Il venerdì lo si fa cadere dal campanile, lo si picchia e trasporta per le vie della zona, e arrivati sulla riva del fiume gli si da fuoco e lo si butta in acqua per punire il suo tradimento. L’origine è relativamente recente, parliamo del XVIII secolo, poiché in realtà è la sostituzione – tentata ma non riuscita dalla Chiesa – di una ben più antica leggenda di origine slava, quella della dea Marzanna (in italiano Morana), simbolo dell’inverno e della morte (probabilmente dal latino mors, morte). Anche in questo caso si fa un fantoccio di paglia decorato con vestiti, perline e altri ornamenti a mo’ di giovane fanciulla o di vecchia donna. Maltrattata e strattonata, la si porta per le strade del paese accompagnata dai bambini con in mano rami verdi di ginepro. La sua fine è la stessa di quella di Giuda: data alle fiamme e gettata nel fiume. La sua morte infatti significa la fine dell’inverno, dunque l’inizio della primavera. Da qui sono nate altre superstizioni, come non prendere burattini trovati in acqua o non guardarsi sulla via del ritorno: potrebbero provocare rispettivamente serie malattie alla mano e un incidente mortale. Inoltre, chi torna per ultimo al paese dopo l’annegamento di Marzanna deve fare i conti con la morte entro la fine dell’anno.
Siuda Baba – Un’altra vecchia leggenda è diffusa in Piccola Polonia (regione di Cracovia), e parla dell’esistenza di una sacerdotessa che viveva in un bosco sacro di Lednica Górna. All’interno del suo corpo ardeva il fuoco, e una volta l’anno andava in giro in cerca di seguaci. Così il giorno di Pasquetta si può vedere un uomo travestito da vecchia donna con abiti strappati e ricoperto di fuliggine nera andare casa per casa insieme ad uno zingaro e 4 o 6 ragazzi di Cracovia – così vuole la tradizione – per ricevere dei piccoli doni. In caso di accoglienza positiva intonano un canto per la risurrezione di Gesù, diversamente potrebbero fare un dispetto, come sporcare porte o maniglie con il nero della fuliggine.
Le pulizie di primavera – Non ultimo per importanza, con l’arrivo della Pasqua, anche in Polonia c’è l’abitudine di fare le grandi pulizie, non solo per una questione intrinseca di igiene, ma anche con un preciso significato simbolico, sempre lo stesso: si scaccia l’inverno dalla casa, e con esso il male, la sfortuna e le malattie.

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Una risposta a Una Pasqua tra uova colorate e gavettoni

  1. tanyathechipette ha detto:

    Ciao Flavio, volevo dirti una cosa: QUESTO BLOG è STUPENDO!!! Sono stata in Polonia due mesi per mia scelta per un progetto di tirocinio, e ho conosciuto nuovi amici. Vorrei chiederti se potrei parlarti della mia esperienza via email.
    P.S.: se dovesse spuntare un nick “tanya” da questo commento, è poichè questo account lo uso anche per un fanclub che gestisco.
    A presto
    FS93

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