Perché “Italia” in polacco si dice “Włochy”?

Non siamo i primi ad occuparci di questo tema, ma le varie informazioni che siamo riusciti a recuperare ci consentono di trattare l’argomento per la prima volta, e in italiano, in modo completo. E’ una delle cose più incomprensibili che un italiano scopre quando arriva in Polonia, e anche sui visi degli stessi polacchi si disegna un bel punto interrogativo quando glielo si chiede. A parte la piccola sfumatura slovacca (Taliansko) e il più visibile distinguo ungherese (Olaszorszàg), in tutti i Paesi del mondo “Italia” si dice Italia, Italy, Italie, Italien, Itali, Italija… Perché invece in polacco si dice “Włochy”?
Le ipotesi che sono state formulate con il tempo sono più di una, anche perché molte di queste si basano su intuizioni etimologiche in realtà non esatte, o semplicemente sull’immaginazione. C’è quella che parla dell’esistenza di un certo Jan Włoch, fondatore di un villaggio in terra italica, ma la leggenda più popolare è quella secondo cui gli italiani sono chiamati in modo cosi strano a causa dei capelli (Italiani <- capelli = Włosi <- włosy). Qui i contesti si moltiplicano: forse perché i capelli neri danno l’apparenza di una maggiore foltezza del pelo, e gli italiani hanno per loro peculiarità folti capelli neri; o forse perché la regina Bona Sforza ai suoi tempi portò in Polonia molti parrucchieri italiani, che furono chiamati in modo dispregiativo “Włosi”… Per quanto queste supposizioni siano curiose e affascinanti, le fonti sono frammentarie e non confermate da ulteriori documenti. In altre parole, queste storie possono rimanere solo delle ipotesi pittoresche, e meno realistiche rispetto a quella che la scienza linguistica ritiene la ragione più probabile e plausibile.
Ricordiamo il centro della questione: Italia si dice “Włochy”, italiano e italiana si dicono “Włoch” e “Włoszka”, l’italiano – inteso come lingua – si dice “włoski”. Tutto sembra derivare dai Volsci o Volscini (in latino Volcae, in polacco Wolskowie), un antico popolo che ai tempi dell’Impero Romano abitava la zona appenninica tra il sud del Lazio, il nord della Campania e parte del Molise. Essi erano apparentati con il ceppo etnico degli Osco-Umbri, poco più a Nord, e parlavano il “Volsco”, di origine etrusca. Dacché gli antichi Romani li consideravano come un popolo non molto sviluppato, ma comunque pericoloso, li sottomisero più volte fin quasi a estinguerli nel IV sec. d.C.. Fu cosi che questo popolo fu costretto ad emigrare nel Nord Europa.
Indipendentemente dai posti in cui le diverse carovane di Volsci si stabilivano, i nomi con cui essi venivano chiamati dagli autoctoni o dai popoli dei territori vicini erano piuttosto somiglianti: in Gran Bretagna abbiamo Welish (evolutosi poi negli attuali “Wales”, “Welsh”, e cioè “Galles”, “gallesi”); nella regione belga della Vallonia si diffuse il nome Walonreye, e saltando in Grecia e dintorni troviamo Vlachos. Con ogni probabilità tutto è partito dalle terre germaniche e, sembra, per una causa un po’ diversa: la lingua delle tribù del posto suonava per i latinofoni in modo tale che fu chiamata “bar-bar” (da qui si originò il nome dei “barbari”); allo stesso modo i germanici avevano chiamato la lingua volsca “Walh“, con molteplici sfumature a seconda che ci si trovasse in Bavaria, in Svizzera, in Austria, etc. Solo successivamente con questo termine si indicavano coloro che venivano dalla penisola appenninica o in generale dall’Europa del Sud e parlavano lingue latine o celtiche (con plurale “Walha”, “Walh” si è evoluto fino all’attuale “Welsch”, come vedremo in seguito). In altre parole, si indicava lo straniero. Anche le popolazioni slave attinsero questo termine, che evolse in “Vlach” e che fu modificato, anche in questo caso, a seconda delle varie zone: in Serbia, Croazia e Bulgaria “Vlah“, in Slovenia “Laški“, in Rep. Ceca e Slovacchia “Valach“, in Ucraina “Voloh“, in Russo “Valah“, in ungherese “Oláh“.
Nel contesto storico polacco c’è un’altra storia che va a completare quanto detto finora: oltre i confini meridionali della Polonia vi era una regione corrispondente al Sud dell’attuale Romania, dove si pensava risiedessero i discendenti dei legionari romani o comunque gente italica, e quindi latinofona. Tale regione venne chiamata Wołoszczyzna (ovvero la Valacchia), abitata da un popolo chiamato a seconda delle zone “Wołoch“, (termine influenzato dal russo), “Wołch” o “Wołoszyn“. Ecco dunque un altro riscontro di come l’evoluzione della denominazione dei Volsci e dei loro discendenti abbia portato nella lingua gli attuali “Włoch” e “włoski” (già allora si diceva che i Valacchi parlassero la lingua “Właski“). Riassumendo, l’evoluzione linguistica che verosimilmente sembra esserci stata in Polonia è la seguente:
Volcae
Walh
Walha
Wlah / Vlach
Wołch  /  Wołoch(Y)
Wołoszyn
(lingua) właski
Włoch
Włosi
(lingua) włoski
Anche nel caso della Polonia è probabile che “Wołoch”, “Wołch”, volessero dire semplicemente “straniero”, ovverosia persone con una cultura diversa e che parlavano una lingua diversa dalla loro. La teoria sembrerebbe reggere se si desse credito all’ipotesi che anche la denominazione della Germania e del tedesco in polacco – Niemcy, Niemiec – potrebbe derivare da “nie + my” = “non noi”, ma in realtà ci sono altre supposizioni in merito (una sostiene che tali nomi derivino semplicemente dal fiume Niémen, sito tra Lituania e Bielorussia, e un’altra si rifà al nome dell’antico popolo dei Nemeti).
E’ da apprezzare come la lingua polacca sia stata così forte da mantenere la propria versione ” Wołch” – evolutosi poi in “Włoch” – a discapito di “Wołoch”, il cui tratto “-olo-” indica la sua provenienza russa (anche gli ungheresi citati ad inizio articolo avevano di fatto due forme, Olas-, russa, e Olasz-, ungherese). Questo lemma ha resistito anche in era moderna: nel XIX secolo si diffuse il lemma originario dal latino “Italia”, e anche negli anni ’20 del XX secolo un deputato italiano a Varsavia cercò di introdurre la parola “Italia”, poiché si era associato erroneamente il termine “Włoch” al tedesco “Welsch”, che indicava in senso dispregiativo gli italiani (in realtà nell’equivalente polacco non vi era tale accezione negativa). Nonostante ciò, in entrambi i casi la lingua polacca non dismise il suo “Włochy”.
Una nota di colore: sapete se l’italiano viene anche indicato con dei soprannomi in Polonia? La risposta è “sì”, principalmente uno, “makaroniarz” (è facile capire il perché…) o semplicemente “makaron“. E’ tuttavia curiosa una storia secondo cui prima della II Guerra Mondiale fosse in uso anche il termine “lodziarz” (letteralmente, gelataio), poiché in quel periodo si diffuse massicciamente il gelato italiano (in polacco, lody włoskie).
Per concludere, diamo un ulteriore sostegno alle ipotesi spiegate finora sul perché noi siamo chiamati “Włosi” e abitiamo in una nazione chiamata “Włochy”: ciò consiste nella spiegazione fornita da Jan Miodek, direttore dell’Istituto di filologia polacca all’Università di Breslavia e autorevole membro del Consiglio della Lingua Polacca (Rada Języka Polskiego). Nel video sottostante conferma quanto da noi descritto, incentrandosi sul teorema secondo cui non di rado il nome di una nazione deriva dalla denominazione di uno dei popoli o di una delle regioni situate all’interno della stessa. Agli esempi dal professore, noi aggiungiamo che la stessa Polonia non sfugge a questo, visto che i “Polan” erano un popolo che viveva a Ovest dell’attuale Polonia. E i riferimenti possono continuare: l’Ungheria in ungherese si dice “Magyarország” e i suoi abitanti sono “magyar” (in italiano anche “Magiari”, in polacco anche “Madziar”), mentre gli ungheresi chiamano i polacchi anche “Lengyel”, da Lędzian, un popolo che abitava il sud-est dell’attuale Polonia…
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10 risposte a Perché “Italia” in polacco si dice “Włochy”?

  1. Aleksandra ha detto:

    E perché i tedeschi portano questo nome in italiano se il nome del paese è Germania?
    un caro saluto! Aleksandra

    • Claudia Tura ha detto:

      Io sono polacca, e so che si dice cosi perche (il polacco) deriva dallo slavo che non deriva da nessun altra lingua quindi se io mi invento una lingua ci metto le parole come voglio. Ed e per questo che il polacco non e’ una lingua latina:sono due lingue completamente diverse!!! 🙂
      Saluti, Karolcia ♥♥:-)

  2. Marian ha detto:

    It looks to me that the Romanians were known as Volsci

    The Annals of Jan Dlugosz , XV Cent.AD

    Stephan, Voivode of Moldavia, has died while among the Walachians, whose ancestors had been expelled from Italy, it is said they were the Volsci, and who, having cunningly squeezed out the former Ruthenian lords and settlers, as their numbers increased, adopted their faith and customs, thus making it easier for them to assume control”

    http://historum.com/european-history/52802-vlach-people-origine-history-8.html

  3. Marian ha detto:

    About the Wallacians:

    Read this:

    The Romanians were known in the past as:
    VALACHUS (By the Catholic West)
    FLACI(By catholic West)
    IFLAK (By the Turks)
    VLASI & VOLOH (By the Slavs)
    OLAH &BLACH (By the Hungarians)
    OLAHOK (By the Hungarians)
    OLASZOK (The Hungarian name for the Italians)
    WALACH (By the Germans)
    WALSCHER (The German name for the Italians)
    BLACHOS & VLACHOS (By the Greeks)
    BLOCH (By the Saxons in Transilvania)
    WOLOSZY (By the Polish)
    WLOCHI (The Polish name for the Italians)
    In old German WALH = ROMAN
    In Gothic VOLK = ARMED PEOPLE
    In old slavonic VLAST = POWER(considered of Gothic origin)
    In old slavonic VLAST = GIGANTE

    Romanians always called themselves ROMANS & RUMANS, RUMANI and the neighbors called them Vlachs,Vlasi,Olahs,etc.
    Since The language of the Church was Old Slavonic where RUM = ROME
    The Vlachs called themselves Ruman
    The other people in Europe who claim roots from Rome are in Switzerland and call themselves “Romansh”
    The Germans couldn’t call the Romanians/Vlachs = Foreigners
    Based on the same principle why the Germans didn’t call the Prussians, Slavs, Baltics foreigners???
    The only alternative is the Gothic one: Volk = Armed people
    And Slavonic , Vlast = Power

    From:
    CONSTANTINE FLAVIUS PORPHYROGENITUS (BYZANTINE EMPEROR 913-959)
    From “De administrando imperio”.Constantine’s surname,
    PORPHYROGENITUS(that is, born in the Purple Chamber of the Imperial
    Palace in CONSTANTINOPLE).

    “The emperor Diocletian was much enamored of the country of Dalmatia,and
    he brought folk with their families from ROME and settled them in this
    same country of Dalmatia,and they were called ROMANI (VLACHS) from their
    having been removed from ROME, and this title attaches to them until this
    day…”
    “The territory possessed by the ROMANI used to extend as far as the river
    Danube”

    (Constantine shows that the ROMANS(Latins, NOT Greek Romans or
    Byzantines) or Vlachs are the original Romans.

    “The country of the ZXHLUMI was previously possessed by the ROMANS, I
    mean, by those ROMANI whom Diocletian the emperor translated from ROME”
    (Constantine is talking about the Imperial Romans,who are going to be
    known under the name of VLACHS).

    “The country of Diocleia was also previously possessed by the
    ROMANI(Vlachs) whom the emperor Diocletian translated from ROME”

    “The country in which the Pagani now dwell was also previously possessed
    by the ROMANI(Vlachs) whom the emperor Diocletian translated from ROME
    and settled in Dalmatia”.

    “At that time when the Avars had fought and expelled from those parts the
    ROMANI(Vlachs) whom the emperor Diocletian had brought from ROME and
    settled there,and who therefore called ROMANI from their having been
    translated from ROME to those countries”

    SUMMARY: In his description of the Greek Roman Empire,we can definitely
    identify two people,the Imperial Romans(VLACHS-those Romans who
    initiated the empire),called by Constntine,ROMANI, and the Greek
    Romans(BYZANTINES-those Romans who adopted GREEK as the language of the
    State and Church).

    POPE CLEMENT VI (1342-1352).
    “Olachi Romani,commorantes in partibus Ungariae,Transilvanis,Ultralpinis
    et Sirmus”

    (In Hungary,Transilvania,Muntenia and Sirmia live the Roman-Vlachs)
    or
    “Tam nobilibus quam popularibus Olachis Romanis”

    SUMMARY: Romanians = Romans (Vlachs).

    POPE PIUS II (1458-1464) (Commentarium rerum memorabilium)

    “VALACHI lingua utuntur Italica, verum imperfecta, et admodum corrupta;
    sunt qui legiones Romanas eo missas olim censeant adversus Dacos, qui eas
    terras incolebant; legionibus Flaccum quendam praefuisse, a que Flacci
    primum,deinde Valachi, mutatis litteris, sint appellati;quorum posteri
    (ut ante relatum est) ”

    SUMMARY:
    (The Vlachs are a people of Roman origin,born from an antic Roman
    Imperial colony,speaking a language close to Latin or Italian)

    NICOLAUS MACHINENSIS, episcop of Modrussa ( DALMATIA)

    “Inferiora vero quaecumque Ister Boristenesque intercipt usque ad Ponti
    ripas Valacchi obtinent,
    romani quondam vel exules vel milites, a duce Flacco ita cognominati,
    nunc immutatione litterae Vlacchi appellati: quo vocabulo non modo ea
    gens sed omnes quoque finitimae nationes hodie Italos nominant. Valacchi
    originis suae illud praecipuum prae se ferunt argumentum quod, quamvis
    Mysorum lingua quae illyrica est omnes utantur, vernaculo tamen sermone,
    hoc est latino haud prorsus obsoleto ab incunabulis loquuntur; et cum
    ignotis congressi, dum linguae explorant comertium, an ROMANAE loqui
    norint interrogant”.

    SUMMARY:
    ( Romanians/Vlachs = Romans)

    Janus Pannonius,Hungarian Humanist/Poet (1434-1472)

    “Sarmatici montes et vos septemplici Istri
    Caerulea Euxinio cornua mixta Mari,
    Ac tu Romanis olim possessa colonis
    Sed iam corrupto, barbara rerra, sono
    Quid dominum lentis longe retinetis in armis?”

    Summary:
    (Romanians/Vlachs = Romans)

    Alessandro Cortesi (1469-1491),Poet.

    “An procul expusos Nomadas, serasque luentes
    Pastores rupto Siculos pro foedere poenas?
    Trinacriae Siculos quondam, Schythiaeque colonos,
    Fortia magnanimos praebentes colla Valachos,
    Qui referunt prisca Roamanam ab origine gentem?”

    Summary: (ROMANIANS/VLACHS = ROMANS)

    POPE Innocent III (in a latter from 1203).

    “Therefore, we, who have been appointed by the will of GOD and Father,
    unworthy as we are, as vicars and successors of the Apostolic See, to
    prove by the force of facts our fatherly love for the Church of the
    Bulgarians and ROMANIANS (VLACHS),who are said to be THE DESCENDENTS OF THE ROMANS,by their flesh and blood”

    POPE Innocent III (in a letter addressed to IONITA, lord of the
    Bulgarians and Romanians,from 1203)

    “Thus, taking this into account, we have decided since long, through our
    envoy or our letters, that we should pay a visit to your lordship, so
    that,realizing your faith to the Roman Church,Your Mother, we might then
    send to you,WHO SAY THAT YOU ARE A DESCENDENT OF THE NOBLE KIN OF THE
    ROMANS…As, he (God the Father) will help you to be a ROMAN in this
    wordily life and for your Eternal Salvation by your own striving, the
    same as you are BY YOUR DESCENT; and he shall help the people of your
    country, which say that they are the ROMANS,blood and flesh”.

    Enea Silvio Piccolomini, “Cosmography” 1501.

    “Transilvania…,it is inhabited by three peoples: the Saxons, the
    Szecklers and the ROMANIANS.
    The Saxons had come from Saxony,and are strong men,used to the struggle…
    The Szecklers are considered the most ancient Hungarians…,The ROMANIANS
    are of Italian stock…, A colony of the ROMANS was settled there (Dacia)
    to keep a tight rein over Dacians under the leadership of a certain
    Flaccus, after whose name the coutry was called Flacohia and its
    inhabitants were called VLACHS instead of Flacci. This people speaks now
    a ROMAN idiom, although partly changed,and hardly understood by an
    Italian”.

    Francesco della Valle,1532,(Secretary of Aloisio Gritti,a natural son to
    Doge Andrea Gritti).

    “The Romanians(Vlachs) are of Italian stock, and according to them, they
    are the descendants of the OLD ROMANS”.

    The anonymous notary of King Bela,Gesta Hungarorum.

    “For, after king Attila’s death,the ROMANS called the soil of Panonia a
    graze field as,their herds used to graze in the country of Panonia.And
    they were right in calling the Panonian soil the grazing fields of the
    ROMANS, as even nowadays, the ROMANIANS(Vlachs) feed their sheep on the
    Hungarian estates”.

    IOAN KINNAMOS(Imperial secretary under two Byzantine emperors, Manuel I &
    Andronic)

    “It is said about the Vlachs that they are the old descendents of those
    from Italy”.

    Poggio Bracciolini (1380-1459),”Disceptationes convivales”, Florentine
    Humanist.

    “Apud superiores Sarmatas colonia est ab Traiano ut aiunt derelicta, quae
    nunc etiam inter tantam barbariem multa retinet latina vocabula, ab
    Italis, qui eo profecti sunt, notata.
    Oculum di****, digitum, manum,panem,multaque alia quibus apparet ab
    Latinis, qui coloni ibidem relicti fuerunt, manasse eamque coloniam
    fuisse latino sermoneusam”.

    Summary: Romanians(Vlachs = Romans).

    Flavio Biondo(1392-1463), Humanist.

    “Et qui e rgione Danubio item adiacent Ripenses Daci, sive Valachi,
    originem, quam ad decus prae se ferunt praedicantque ROMANAM, loquela
    ostendunt, quos catholice christianos ROMAN quotannis et Apostolorum
    limina invisentes, aliquando gavisi sumus ita loquentes audiri, ut, quae
    vulgari communique gentis suae more di****, rusticam male grammaticam
    redoleant latinitatem”

    Summary: Romanians(Vlachs= Romans).

    NICOLAUS MACHINENSIS, Episcop of Dalmatia, under Pope Pius II.

    “Inferiora vero quaecumque Ister Boristenesque intercipt usque ad Ponti
    ripas Valacchi obtinent, romani quondam vel exules vel milites, a duce
    Flacco ita cognominati, nunc immutatione litterae Vlacchi appellati: quo
    vocabulo non modo ea gens sed omnes quopue fimitimae nationes hodie
    Italos nominant”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Janus Pannonicus (1434-1472), The most important Hungarian Humanist.

    “Sarmatici montes et vos septemplicis Istri
    Caerulea Euxinio cornua mixta Mari,
    Ac tu Romanis olim possessa colonis
    Sed iam corrupto, barbara terra, sono
    Quid domimum lentis longe retinetis in armis?”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Filippo Buonaccorsi Callimaco (1438-1496), Italian Political Annalist.

    “Sed utcunque immensus uel infinitus potios, eadem ubuque lingua et
    praeter Romanorum coloniam Valachiam gentes omnes eadem primordia
    profitentes”.

    “Fama nouae coloniae aliquamdiu motus Scuthios compescuit.Deinde non
    solum propulsantibus, sed egregie etiam inferentibus bellum Romanis datae
    acceptaeque sunt utrinque paene innumerabiles clades, cum pleraque a
    caesaribus supplementa et auxilia suis mitterentur”.

    Summary: Romanian (Vlachs) = Romans.

    Jan Dlugosz (1415-1480),Polish Chronicler.

    “(1359) Stephano Moldaviae Voievodae, apud Valachos mortuo, quorum
    maiores et aboriginarii de Italiae Regno pulsi ( genus et natio Volscorum
    esse fuisseque creduntur) veteribus Dominis et colonis Ruthenis, primum
    sudole, deinde abundante in dies multitudine, “.

    Summary: Romanians(Vlachs )= Romans.

    Raffaelo Maffei Volterano (1506),Italian Humanist.

    “Eo quod Romanos, ut dixi, accepere colonos, pleraque uocabula loquuntur
    lingua semijtalica,argumento est nomen Valachiam enim appellant, quod
    Valach Italicum lingua ipsorum dicatur”.

    Summary: Romanians ( Vlachs = Romans).

    Marcantonio Coccio(1436- 1506), Italian Historian.

    “Valachi italicum genus hominum: horum terram Daci olim tenuerunt: nunc
    Teutones, Siculi et Valachi tenent… Valachorum nobilissimi qui
    agriculturam et qui pecuariam exercent”.

    Summary: Romanians(Vlachs) = Romans.

    Felix Petancici(1445-1517), Humanist from Ragusa.

    “Haec est provincia Dacia dicta apud veteres, Romanorum colonia(unde eius
    aborigines hac etiam nostra tempestate) passim latino utuntur colloquio”.

    Summary: Romanians(Vlachs) = Romans.

    Joachim Vadian(1484-1551),Swiss Humanist.

    “Supra Cataractas Danubius, infra vero Ister dicitur, sunt autem hae
    maximae, intre montes Dacorum Straboni, eos hodie Iazigibus et
    Transiluanis subiunctos, Walachos nominant, vocabulo Boemis Sarmatisque
    uernaculo, quod inde natum uidetur, namque 奏y Vlasschi’ Italos nominant
    quos ibi consedisse ex Pannonicis Sarmaticisque Romanorum bellis constant,
    cum ne hodie quidem eorum lingua ab Italica multum sit absona”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Stephan Taurinus (1485-1519), Moravian Humanist.

    “Valachia vulgo Latinis Vlaccia dicitur, provintia Pannoniae
    Cisdanubianae contermina in pontum usque descendens cum Damubo, veteres
    inferiorem Moesiam dixere, vide superius loco suo. Inde Vlacci Vlacciae
    populi, quos vulgus Valachos appellant”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Johann Boemus (1520), German Humanist.

    “Sed ea Thraciae pars quae Gethica olim dicebat, vbi Darius Hidaspis
    filius pene perijt, hodie Valachia appellatur, a Flaccis quiritum gente,
    Rhomani enim Gethis superatis et deletis Flacci cuiusdam ductu eo
    Coloniam miserunt, vnde prumum Flaccia, dein corrupta voce Vallacia
    dicta”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Sebastian Franck (1499-1543), German Humanist.

    “In didem landt (Walachia) haben ettwan das volck G
    ethe gewonet, die gross krieg gebraucht haben, zu letst mit den Rhomischen waffen ernider
    gerruckt, abgetilckt vnd mit yhrem volck besetzt, vnder dem Rhomischen
    hauptmann Flacco, von dem sy Flaccia nachmals vnlang Walachia gnant
    worden ist, das diss volcks spraach noch heut her meysttheyl Rhomisch ist,
    doch also corrumpiert, daz sy einem Rhomer kaum verstendtlich seind”

    Summary: Romanians(Vlachs) = Romans.

    Georg Rithaymer(1563), Austrian Humanist.

    “Valachi Italicum genus hominum in colonias huc missum, plane in mores
    Getarum abierunt, ita nihil antiquae originis suae retinent, praeter
    linguam quam barbare et corrupte conant”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Nicolaus Olahus(1493-1568),Romanian(Vlach) Humanist.

    “Lingua, ritu, religione eadem Moldavi utuntur, qua Transalpini; vestitu
    aliqua saltem ex parte differunt…Sermo eorum et aliorum Valachorum fuit
    olim Romanus, vt qui sint coloniae Romanorum: nostra tempestate, maxime
    ab eo differt; praeterquam quod multa eorum vocabula, latinis sint
    intelligibilia…Valachi, Romanorum coloniae esse traduntur. Eius rei
    argumentum est, quod multa habeant communia cum idiomate Romano, cuius
    populi pleraque numismata, eo laci reperiuntur; haud dubie, magna
    vetustatis imperiique Romani istic indicia”.

    Summary: Romanians(Vlachs) = Romans.

    Theodor Bibliander(1548),Swiss Humanist.

    “Post irruptiones Gothorum et Germanicarum gentium et Sclavinorum, atque
    lacerationem et ruinam, imperij, sermo provincialis degeneravit longius a
    sua origine, ut in provincia Daciae Vualachorum lingua, Vlasky enim
    Italum aut Walhen sonat Slavis. Idem accidit in Hispanijs, in Gallia,
    denique in ipsa Italia, in Latio, in urbe domina gentium et sede Romanae
    eloquentiae”

    Summary: Romanians(Vlachs) = Romans.

    Iacob Heraclid,Despot-Voda, prince of Moldovia.

    “Con voi valenti homeni et gente bellicosa discesi dali balorosi Romani,
    quali hano fatto trmer il mondo… Et a questo se faremo cognoscer a
    tutto il mondo li veri Romani et discesi da queli et il nome nostro sara
    immortale et conergeremo l’imagine di nostri padri”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Stanislaw Orzechowski(1513-1566),Polish Humanist.

    “Hi (sc. Daci) erant ex Italis Romanisque proceati, qui Duce Lucio
    Valerio Flacco cum Daciam occupavissent, in hisque Regionibus uxores
    duxissent, ac consenuissent, hoc Dacos reliquerunt, qui eorum lingua
    Romini a Romanis, nostra Walachi, ab Italis appellantur. Wloszy enim
    Polonis idem est, quod Itali Latinis”.

    Summary: Romanians (Vlachs) = Romans.

    Martin Opitz(1597-1639), The father of modern German literature.

    “Doch ewre (der Romer) Sprache bleibt noch hier auff diesen Tag,
    Darob man dich gewiss gar billich wundern mag.
    Italien hat selbst nicht viel von seinem alten
    Ingleichen Spanien vnd Gallia behalten:
    Wie wenig diese nun den Romern ehnlich sein,
    So nahe sind verwandt Walachisch und Latein”
    “Es steckt manchs edles Blut in kleinen Bawrenhutten,
    Das noch den alten brauch vnd der Vorfahren sitten
    Nicht gantzlich avgelegt. Wie dann jhr Tantz anzeigt,
    In dem so wunderbar gebuckt wird und geneigt,
    Gesprungen in die hoh, auff art der Capreolen,
    Die meine Deutschen sonst auss Franckrich mussen holen,
    Bald wird ein Kreiss gemacht, bald wiederumb zutrant,
    Bald gehn die Menscher recht, bald auff der lincken hand,
    Die Menscher, die noch jtzt fast Romisch muster tragen,
    Zwar schlecht, doch witzig sein, viel dencken, wenig sagen”

    Romanians(Vlachs) = Romans.

    ETC,ETC…
    FOR MORE INFORMATION READ ADOLF ARMBRUSTER(Romanitatea Romanilor).
    Or( Romanian Foreign Sources on the Romanians).

  4. Marian ha detto:

    Slavic word “Da” is Latin “Ita”?

  5. principessaale ha detto:

    Finalmente sapro` cosa rispondere alle domande italiane: come mai dite Włochy? 🙂 grazie per la spiegazione

  6. ugo ha detto:

    ho ricevuto un pacchetto di acquisto via internet da un negozio polacco,e la scritta ufficiale della corrispondenza postale indicata è “Wlochy”; nessuna indicazione tipo Italy o similare. Comunque mi è stato consegnato!

  7. arturo stalteri ha detto:

    È sconcertante che il «direttore dell’Istituto di filologia polacca all’Università di Breslavia e autorevole membro del Consiglio della Lingua Polacca» sostenga che i Volsci siano stati una popolazione di lingua «celtica» laddove chiunque sa che il consenso scientifico generale annovera questa lingua italica nel ceppo umbro della lingua osco-umbra!!!

  8. Pingback: Viaggio mentale tra gli aggettivi di nazionalità: italiano – tedesco – È casa o mondo?

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