Wrocław e il suo lampionaio

“Dove andiamo in vacanza quest’anno?” “In Polonia?” “Sì, ne ho sentito parlare”. “Ma dove? Cosa c’è d’interessante?”. Tempo fa abbiamo dotato tutti gli internauti di una guida veloce su un viaggio in Polonia, partendo proprio con una panoramica su città e regioni che vale la pena visitare, e proseguendo poi con i mezzi per raggiungerla, l’alloggio, i negozi, la gastronomia e l’immancabile alcool.
Oltre a questo nel grande archivio del blog, nel tempo sono state pubblicate decine di articoli e video che parlano di Cracovia, Varsavia, Danzica, della Mazuria, di Wrocław e tanto altro ancora. Oggi aggiungiamo un altro tassello proprio su Wrocław. Natia Docufilm ha prodotto un minireportage con cui è possibile scoprire una romantica peculiarità di questa bella città, il lampionaio, un dipendente comunale che ogni giorno accende la sera e spegne la mattina i 103 lampioni a gas, uno ad uno, del suggestivo quartiere di Ostrów Tumski. Con la sua livrea è diventato una delle tante attrazioni turistiche della città polacca. Per soddisfare ulteriormente la nostra sete di curiosità, subito sotto riportiamo un articolo scritto qualche mese fa da Janusz Wójtowicz, giornalista del posto che ci parla del capoluogo della Bassa Slesia.
Ci sono ancora città da scoprire nella vecchia Europa? Fuor di ogni retorica, sì; e allora bisogna ringraziare il programma delle Capitali Europee della Cultura se oggi sbarchiamo a Wrocław — quarta città della Polonia e, con la spagnola-basca San Sebastian/Donostia, Capitale 2016 — nota agli italiani quasi solo grazie a un vettore low cost sulle cui mappe si chiama Breslavia, dal tedesco Breslau. I nomi dicono molto della storia di questa affascinante città strattonata tra est e ovest nei tornanti della storia del continente, con migrazioni di massa allora tutte europee. Ma per fissarne negli occhi qualche cenno di identità, il viaggiatore dovrà prima abbassarli a cercare i simpatici gnomi bronzei che popolano vie e piazze e che ricordano i moti arancioni dell’Ottanta, e poi alzarli su per fissare i cosiddetti quattro punti cardinali, coinvolti nel fitto programma di eventi che sino al 18 dicembre animeranno la città.- nota di QP&I: gli gnomi sono in crescita esponenziale: nel 2016 si è passati dai 163 di gennaio agli attuali 286, grazie alla facilità con cui si può fare domanda (ma i costi di progettazione, realizzazione e ricerca della manodopera sono a carico del richiedente).
Ampio oltre tre ettari, il Rynek, ovvero la Piazza del mercato, è esattamente come ci si aspetta che sia un cuore urbano sulle rive del fatidico Oder: vasto, circondato da facciate storiche di case borghesi ricostruite dopo il 1945, con municipio e torre in mattoni rossi. Gli stessi mattoni che danno il tono alle decine di chiese e che, viste dall’alto della moderna Sky Tower, costellano il tessuto cittadino come altrettante navi dalla chiglia capovolta. L’approdo verso cui tutte paiono puntare è il secondo punto cardinale: Ostròw Tumski, l’Isola della Cattedrale di San Giovanni Battista. Circondata dal fiume ora in parte coperto e da cui i cittadini dovettero difendersi durante la terribile alluvione del 1997, collegata da ponti pedonali alle altre silenziose isole, è un pezzo di Settecento perfettamente ricostruito dopo la guerra mondiale. Consiglio: aspettare il tramonto e seguire il lampionaio in cilindro che accende i fanali a gas. Il terzo punto di riferimento è bicefalo: ai bordi del centro storico si visitano facilmente due capisaldi culturali e punti forti degli eventi 2016. Nell’Università non bisogna perdere il sontuoso barocco dell’Aula Leopoldina e la splendida sala dell’Oratorium Marianum, sede di concerti da camera e di balli storici. Più a sud e non lontano dall’Opera, ecco il nuovissimo NFM, National Forum of Music, un magnifico auditorium alla pari (o al di sopra) delle più blasonate sale da concerto del mondo. A Wrocław i mezzi pubblici funzionano benissimo: conviene salire sul 10 e raggiungere in periferia Hala Stulecia, il Palazzo del Centenario. Vagamente inquietante, il colosso di cemento armato parla silenziosamente della storia europea. Costruito nel 1913 con tecniche avveniristiche per la Mostra internazionale che celebrava il centenario della vittoria tedesca su Napoleone a Lipsia, ha visto passare sotto la gigantesca cupola dagli echi babilonesi raduni nazisti e congressi comunisti, messe di Giovanni Paolo II e incontri con il Dalai Lama. Oggi è Patrimonio Unesco e il 23 febbraio di quest’anno vi si è esibito in concerto Ennio Morricone.
Si torna verso il centro e, fuori dai circuiti più gettonati, conviene scendere verso sud e dare uno sguardo ai quartieri attorno alla stazione per ritrovarsi di colpo in atmosfere urbanistiche assolutamente made in Deutschland che, come in un libro aperto, mostrano il passato tedesco-prussiano di Breslavia-Wrocław. Poi all’angolo tra Piłsudski e Świdnicka ci si sofferma a guardare i passanti che si confondono con il gruppo di statue di cittadini qualunque che scendono sottoterra sfondando l’asfalto per poi riemergere sull’altro marciapiede. Simboleggiano l’immergersi nel e il riemergere dal blackout del colpo di Stato del 1981. Sì, in Europa c’è ancora molto da scoprire.

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