Lingua polacca – 9. Giorni della settimana, mesi, stagioni

Come indica il titolo, dedichiamo la giornata di oggi al lessico. Dal momento che non sono richiesti particolari sforzi, se non un po’ di memoria ed esercizio, osserveremo le applicazioni più frequenti di quanto citato, e arricchiremo la lezione anche con alcune curiosità. Partiamo quindi con l’unità di tempo più breve, i giorni della settimana:
Lunedì
Poniedziałek
Martedì
Wtorek
Mercoledì
Środa
Giovedì
Czwartek
Venerdì
Piątek
Sabato
Sobota
Domenica
Niedziela
Per quanto riguarda il genere dei nomi, basta ricordare le regole grammaticali viste a suo tempo per rendersi conto come środa, sobota e niedziela siano femminili, mentre i restanti giorni sono maschili. Non ci sono eccezioni di rilievo neanche per la formazione del plurale. Oltre al ruolo di soggetto, le situazioni in cui più di frequente usiamo i giorni della settimana sono tre:
1) Indicare un giorno concreto e “unico” in cui si svolge un’azione: qui si usa l’accusativo. In parole povere, i giorni di genere maschile non cambiano desinenza, mentre quelli femminili la cambiano in -ę. Ex. Vado al cinema lunedì e mercoledì -> Idę do kina w poniedziałek i w środę.
2) Nel contesto di un’azione che si ripresenta nello stesso giorno: qui si usa il plurale. Ex. Vado in piscina il giovedì e il sabato -> Chodzę na basen we czwartki i w soboty.
3) Insieme alle preposizioni “da” (od) e “a” (do) si usa il genitivo – caso che vedremo nelle prossime lezioni, quando inizieremo ad occuparci più in dettaglio delle declinazioni dei nomi -. Per i giorni maschili la desinenza del genitivo è -u (senza la -e- finale), mentre per quelli femminili è -y (o -i). Ex. “Resto in Italia fino a domenica.” “Allora a lunedì!” -> “Zostaję we Wloszech do niedzieli.” “W takim razie do poniedziałku!“.
C’è una particolarità interessante in quanto all’etimologia. In italiano molti di noi già sanno che l’origine va cercata nei nomi dei pianeti (lunedì = giorno della Luna, martedì = giorno di Marte, etc.). Nel polacco invece, come in gran parte delle lingue slave, si segue un più schematico criterio numerico partendo dalla domenica cristiana come primo giorno della settimana. In particolare, niedziela deriva dall’antico slavo nie działać, nel senso di nie pracować (non funzionare, non lavorare). E’ da qui che poi si forma la parola poniedziałek (da po niedzieli, dopo la domenica), wtorek deriva da wtórym (secondo giorno dopo la domenica), środa <- środek (il mezzo, e quindi il giorno in mezzo alla settimana), czwartek <- czwarty (il quarto), piątek <- piąty (il quinto), e infine sobota <- szabat (e cioé l’ebraico Shabbat, il giorno prima della festività domenicale).
Vediamo brevemente le stagioni, implementando il nominativo fornito nello schema seguente con altri due casi di maggior utilizzo:
Primavera
Wiosna
Estate
Lato
Autunno
Jesień
Inverno
Zima
1) La specificazione di qualcosa, espressa con il genitivo (wiosny, lata, jesieni, zimy). Ex. il vento della primavera, la canzone dell’estate, la fine dell’inverno -> wiatr wiosny, piosenka lata, koniec zimy. (Nota: in alternativa si possono usare anche gli aggettivi: wiosenny, letni, jesienny, zimowy).
2) Il momento in cui si svolge un’azione: usiamo il caso strumentale (wiosną, latem, jesienią, zimą). Ex. Che si fa in primavera? Co wiosną się robi?
Rispetto ai giorni della settimana, le origini di questi nomi sono indipendenti tra loro, ma sempre risalenti all’antico slavo. Annotiamo solo un paio di curiosità su zima, che viene da zimny, chłód (freddo), e su lato (ciepła pora roku = stagione calda). Proprio sull’estate prende piede una curiosa teoria su un’antica concezione dell’anno misurata da un’estate all’altra (od lata do lata), e con cui si spiegherebbe come il plurale di rok (anno) sia proprio lata.
Gennaio Styczeń
Febbraio Luty
Marzo Marzec
Aprile Kwiecień
Maggio Maj
Giugno Czerwiec
Luglio Lipiec
Agosto Sierpień
Settembre Wrzesień
Ottobre Październik
Novembre Listopad
Dicembre Grudzień
Siamo arrivati dunque ai dodici mesi dell’anno.  A livello linguistico possiamo citare i tre casi principali di utilizzo:
1) La data: in polacco si usa il genitivo (un po’ come dire in italiano “il 12 di luglio” o “il 23 di aprile”…). Per un discorso di eccezioni e casi particolari, elenchiamo direttamente qui i mesi declinati al genitivo: stycznia, lutego, marca, kwietnia, maja, czerwca, lipca, sierpnia, września, października, listopada, grudnia (anche i numeri si declinano, ma per questo rimandiamo alla lezione che ad essi dedicheremo prossimamente).
2) Per indicare un mese in cui si svolge l’azione (ex. torno in Polonia a maggio, luglio e ottobre). Qui si usa il locativo, e anche in questo frangente risolviamo la faccenda fornendo la lista già declinata: (w) + styczniu, lutym, marcu, kwietniu, maju, czerwcu, lipcu, sierpniu, wrześniu, październiku, listopadzie, grudniu.
3) Insieme preposizioni “da” (od) e “fino a” (do), si usa il genitivo (vedi punto 1).
Chiudiamo con l’origine di questi termini. In italiano tutto si fonda sulla cultura degli antichi romani: i mesi erano dedicati ad alcuni dei (Giano, Marte, Venere, Mai, Giunone) o imperatori (Giulio Cesare, Augusto). Il resto si basa sul vecchio calendario, composto solo da dieci mesi a partire da marzo, con settembre settimo mese (7), e poi ottobre (8), novembre (9) e dicembre (10). Per i mesi polacchi invece il retroterra culturale è totalmente diverso, e si presentano molti riferimenti ad avvenimenti della vita sociale o della natura. Vediamo brevemente:
Styczeń: la teoria più accreditata è quella per cui questo mese si trova a contatto (na styku) tra l’anno vecchio e quello nuovo (styk è il punto in cui due elementi si toccano); si parla anche di alcuni paletti di legno chiamati tyki, una parola che si presta per diverse ipotesi in base alla funzione di questi paletti (per contrassegnare le strade innevate, per coltivare i campi, o per indicare i rami raccolti in inverno).
Luty: un vecchio termine con cui si indicava qualcosa di fastidioso o tedioso come il vento e il freddo (febbraio tradizionalmente è il mese più ostile).
Marzec: come in italiano, il mese che i romani dedicavano al dio della guerra Marte.
Kwiecień: viene da kwietny, che vuol dire fiorito.
Maj: dalla dea romana del commercio Mai, madre di Mercurio.
Czerwiec: czerw è la larva dell’ape. Ne appaiono molte sulle radici della Scleranthus perennis (il cui nome polacco –  czerwiec trwały – deriva sempre da questi insetti) proprio in giugno, e attraverso di esse si produceva un colorante rosso (guardacaso: rosso = czerwony).
Lipiec: il tiglio (lipa) fiorisce in quel periodo.
Sierpień: tradizionalmente mese di raccolto nei campi, effettuato con l’ausilio della falce, che si dice sierp.
Wrzesień: il brugo (wrzos), simile all’erica, fiorisce in questo mese.
Październik: è il periodo in cui si pettinano il lino e la canapa raccolti, eliminando gli steli secchi residui della trebbiatura (in linguaggio tecnico, canapuli), che si chiamano proprio paździerze.
Listopad: quando le foglie cadono (liście opadają) dagli alberi.
Grudzień: viene dalla parola gruda, che indicava una zolla di ghiaccio o una superficie irregolare di terreno ghiacciato.
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