Come aprire un’attività in Polonia (NIP, REGON)

Tra crisi dell’economia occidentale, delocalizzazioni e disoccupazione, oggi nel mondo del lavoro regna il caos che vediamo intorno a noi e che in molti si risparmierebbero volentieri. Se a questo aggiungiamo lo sviluppo turistico ed economico che i grossi centri polacchi stanno conoscendo da 20 anni a questa parte, ecco che si spiega come mai cresce non solo il gruppo di italiani pronti a farsi assumere nel quadrato dell’Aquila Bianca, ma anche il numero di piccoli e medi imprenditori che considera la possibilità di aprire una propria attività in loco. In passato abbiamo visto cosa serve per soggiornare e lavorare in Polonia (permesso di soggiorno, residenza, PESEL). In quest’articolo invece tracceremo delle linee-guida utili per capire come ottenere una partita IVA, sia essa un’attività individuale o una società. Nel corso di questi anni lo stato ha fatto molto per cercare di semplificare la macchina burocratica, tanto che la procedura è riassunta con la definizione “jedno okienko“, riferito alla possibilità di risolvere il tutto presso un unico sportello in 24 ore. E’ davvero così? Per le entità fisiche e civili in teoria sì, ma vediamo i particolari in cinque tappe esplicative.
  1. I codici NIP e REGON (la partita IVA)
Il passo fondamentale per aprire una partita IVA è l’iscrizione al Centralna Ewidencja i Informacja o Działalności Gospodarczej (CEIDG), un dipartimento generalmente situato nell’ufficio comunale della città di riferimento (Urząd Miasta). Nella prima parte del formulario CEIDG-1 si compilano diversi dati personali, tra cui l’indirizzo della propria residenza polacca. Ciò vuol dire che prima di registrarsi al CEIDG o contestualmente a ciò è opportuno richiedere e ottenere almeno una residenza temporanea: una copia del CEIDG-1 compilato viene inviata al distretto locale di competenza che confermerà o meno l’identità del richiedente. Tale conferma di norma si riceve entro 24 ore lavorative, e se l’applicazione contiene errori se ne richiede la correzione, da effettuare entro sette giorni. Piccolo appunto: alcuni recenti ritocchi normativi fanno sì che il codice PESEL (l’omologo del nostro codice fiscale) non sia più necessario. Tuttavia è un dato che consigliamo vivamente di richiedere sia per eventuali operazioni future e sia perché non comporta spese o complicazioni di sorta. In caso non lo si possedesse, è possibile farne richiesta sulla base della propria residenza polacca con un secondo semplice formulario spesso fornito dai dipartimenti dell’Urząd Miasta in cui ci si trova. Quel che è cruciale con la registrazione al CEIDG è la creazione della partita IVA vera e propria, che in Polonia consta di due codici, il NIP e il REGON.
Il NIP è il Numero Identificativo del Contribuente (Numer Identyfikacji Podatkowej), ed è sempre di 10 cifre. Proprio come per la partita IVA italiana, il NIP deve essere riportato ogniqualvolta si effettui la dichiarazione dei redditi e in genere nelle documentazioni a fini fiscali o burocratici. A rilasciarlo è l’ufficio fiscale (Urząd Skarbowy) dopo aver ricevuto una copia del CEIDG-1 compilato, e lo invia alla persona richiedente via posta. Una piccola curiosità: il NIP in principio era necessario per tutti i contribuenti a fini fiscali (insieme al PESEL); una prima riforma applicata il 1° settembre 2011 obbligava solo chi ha una propria attività ad avere anche il NIP, mentre per i lavoratori non aventi attività in proprio era sufficiente il PESEL. Tuttavia dal 1° marzo 2015 una sorta di piccola controriforma non obbliga più le aziende a inoltrare richiesta per il PESEL per i neo-assunti stranieri, dunque per il versamento dei contributi e delle tasse tendono a rivolgersi piuttosto all’ufficio fiscale per la creazione del NIP (riferimenti anche nella prima metà di quest’altro articolo). Attenzione: chi avvia un’attività operante anche in altri stati dell’Unione Europea, deve richiedere il cosiddetto europejski NIP, che si ottiene all’Urząd Skarbowy successivamente all’iscrizione al CEIDG e attraverso il formulario VAT-R/UE, atto a registrarsi come debitori di imposta. Ci torneremo nell’ultima parte.
Oltre al NIP, con il CEIDG-1 si richiede anche il codice REGON. REGON è l’acronimo di Rejestr Gospodarki Narodowej, è un altro codice obbligatorio poiché attesta la registrazione della propria attività al Krajowy Rejestr Urzędowy Podmiotów Gospodarki Narodowej, un registro ufficiale nazionale facente parte dell’Ufficio Principale di Statistica (Główny Urząd Statystyczny -> GUS). Di fatto è necessario solo per fini statistici e di raggruppamenti settoriali delle varie attività, per i rapporti con lo ZUS (Zakład Ubezpieczeń Społecznych, omologo dell’Inps) e con la propria banca. Niente di pragmaticamente utile. Ci sono due tipi di REGON, uno di 9 cifre per attività operanti in un unico voivodato, e uno di 14 per aziende che si trovano in più regioni (le prime 9 cifre rimangono sempre le stesse, e le ultime cinque cambiano in base alle varie sedi dislocate sul territorio nazionale).Quindi il formulario CEIDG-1 viene inviato anche al GUS che nel giro di sette giorni recapita il REGON al richiedente, via e-mail per le persone fisiche, e via posta per quelle giuridiche. Si può anche controllare l’esistenza del proprio REGON sul sito ufficiale del GUS, e chi desidera richiederne un certificato – gratuito – deve recarsi al centro GUS più vicino (ce n’è uno per regione). IMPORTANTE: la procedura dell’unico sportello (quindi del solo formulario CEIDG-1) è praticabile solo per le persone fisiche; per le società invece (che elencheremo tra due paragrafi) è necessario recarsi di persona anche in un altro ente, il Krajowy Rejestr Sądowy, un Registro Nazionale dove si completa la richiesta sia del NIP che del REGON compilando un formulario KRS ad hoc che sarà inoltrato sia all’Urząd Skarbowy che al GUS. Una sezione è riservata alle coperture sanitarie fornite dallo ZUS, ma è prudente andarci successivamente di persona per definire alcuni dettagli, che vedremo più tardi. A titolo di curiosità, sempre nell’ottica della semplificazione voluta dallo stato, dal 1° dicembre 2014 questo formulario KRS sostituirebbe i formulari NIP-2, RG-1, KRS-Z3 e quello sullo ZUS (ve ne sono di quattro tipi, che vedremo in seguito), ma a seconda della situazione cui ci si trova, gli uffici addetti potrebbero richiedere di compilare uno o più di questi tre formulari citati, tuttora disponibili. Altri formulari complementari potrebbero essere necessari a seconda dei connotati della società che si desidera avviare. Per ragioni di spazio non ci soffermeremo su questo, ma generalmente tutto si risolve in loco senza il rischio di diventare succubi della burocrazia.
Tornando nel merito della compilazione del formulario CEIDG-1, è fondamentale avere già ben in testa che cosa si vuol fare, dacché tra i dati da compilare nel modulo CEIDG-1 c’è il nome della propria attività. Nel caso di partite IVA fisiche è obbligatorio indicare il proprio nome e cognome (es: “Ristorante Bella Italia – Mario Rossi”). Tale denominazione è necessaria solo nei rapporti con istituti e uffici pubblici e fiscali; a fini pubblicitari e commerciali non si è tenuti a indicare il proprio nome (e si può citare semplicemente “Ristorante Bella Italia”). Inoltre, si devono indicare i settori commerciali in cui l’attività vuole estendere il suo raggio d’azione (scegliendo da un’apposita lista, la Polska Klasyfikacja Działalności), motivo per cui sarebbe illegale fatturare per una commissione di un settore non indicato al momento dell’iscrizione (naturalmente qualsiasi dato relativo all’attività si può modificare, incluso il settore commerciale in cui si vuole operare – sempre con lo stesso formulario e a costo zero). Tra gli altri dati è richiesto il numero previsto di personale da assumere, la sede / le sedi, il conto bancario (personale o aziendale), le caratteristiche principali dei versamenti IVA e la comunicazione allo ZUS – l’INPS polacco – sull’apertura della nuova attività (torneremo su questi ultimi due punti nei paragrafi successivi). La domanda di registrazione al CEIDG si può presentare anche online con firma elettronica previa registrazione al sito www.ceidg.gov.pl, o per posta cartacea. Verosimilmente questo allungherebbe i tempi burocratici, motivo per cui suggeriamo di effettuare il tutto di persona. Ad ogni modo la firma definitiva avviene personalmente presso l’ufficio distrettuale (Urząd Gminy).
  1. Ditta individuale o società?
A seconda delle esigenze quindi si può aprire una ditta individuale, una società civile o una vera e propria società commerciale. Vediamo qui le varie forme disponibili con le principali caratteristiche strutturali e burocratiche:
– Firma jednoosobowa (Ditta individuale) -> Tempi di avvio: un giorno. Dichiarazione simultanea a ufficio fiscale (US), ZUS (l’Inps polacco) e registro nazionale (GUS) con un unico formulario. Registrazione gratuita. Capitale minimo non necessario. Facile cambio di profilo dell’attività. Contributi sociali e sanitari non dipendono dalle entrate (si può scegliere l’opzione più bassa e pagarla mensilmente a prescindere dalle entrate). Possibilità di sovvenzioni europee e finanziamenti dall’ufficio di collocamento. Responsabilità personale dei debiti con il proprio patrimonio (responsabilità estesa anche al coniuge, ma senza il suo patrimonio).
– Spółka cywilna (Società civile – non presente in Italia) -> Tempi di avvio: un giorno. Dichiarazione simultanea a ufficio fiscale (US), ZUS (l’Inps polacco) e registro nazionale (GUS) con un unico formulario. Registrazione gratuita. Capitale minimo non necessario. Proprietari due o più persone, che condividono solidalmente spese e profitti. Responsabilità personale dei debiti con il proprio patrimonio privato. Contratto tra i soci non necessariamente via atto notarile. Questa società non costituisce un ente: si basa sul codice civile e i soci suddividono individualmente tra loro le tasse.
Spółka jawna (Società in nome collettivo) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Capitale minimo non necessario. Costi di registrazione: da 1300zł. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento) della regione di competenza. Contratto tra i soci non necessariamente via atto notarile. Simile a spółka cywilna ma sotto la giurisdizione del codice delle società commerciali (e non quello civile). La denominazione della società deve contenere il cognome (o il nome attività) di almeno uno dei soci. Ogni socio risponde degli obblighi societari solidalmente con gli altri con il proprio patrimonio.
– Spółka partnerska (Partenariato – non presente in Italia) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Capitale minimo non necessario. Costi di registrazione: da 2300zł. Contratto tra i soci via atto notarile. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento). Formata da due o più persone abilitate ad una libera professione (medici, avvocati, architetti, traduttori, farmacisti, etc.). Come soci, solo persone fisiche e non giuridiche. Un partner non è responsabile per l’eventuale negligenza di uno degli altri partner. Sotto la giurisdizione del codice delle società commerciali (e non quello civile). Soci responsabili con il loro patrimonio solo sugli obblighi societari non legati alla professione. La denominazione della società deve contenere il cognome di uno dei soci e l’espressione “i partner/partnerzy”.
Spółka komandytowa (Società in accomandita semplice) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Capitale minimo non necessario. Costi di registrazione: da 2300zł. Contratto tra i soci via atto notarile. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento). Facile condivisione tra soci con diverse quote di capitale. Responsabilità limitata per obblighi finanziari: almeno uno è tenuto a rispondere agli obblighi societari con l’intero patrimonio, ma gli altri sono responsabili fino a quote prestabilite con i soci. Alti costi di contabilità. La denominazione della società deve contenere il cognome di uno dei soci e l’espressione “spółka komandytowa “.
Spółka komandytowo-akcyjna (Società in accomandita per Azioni) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Costi di registrazione: da 2800zł. Capitale minimo: 50.000zł. Contratto e statuto tra i soci via atto notarile. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento). Come da definizione, unisce i caratteri della società in accomandita a quella per azioni (composizione e gestione capitale, azionisti, consiglio d’amministrazione, etc.). Almeno un socio è tenuto a rispondere agli obblighi societari con l’intero patrimonio (accomandatario), e gli altri azionisti sono responsabili fino a quote prestabilite con i soci (nota bene: se il nome di un azionista è incluso nel nome della società, risponde degli obblighi societari così come l’accomandatario). La denominazione della società deve contenere il cognome di uno dei soci e l’espressione “spółka komandytowo-akcyjna”.
– Spółka z ograniczoną odpowiedzialnością (Società a responsabilità limitata) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Costi di registrazione: da 2800zł. Capitale minimo: 5.000zł. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento). Può essere composta da soggetti sia fisici che giuridici, ma anche da una sola persona. Contratto tra i soci via atto notarile. La società costituita è entità giuridica, e a rappresentarla è un consiglio di amministrazione, in cui possono esserci anche persone/enti diversi da proprietari o soci. Altri organi necessari dovrebbero essere l’assemblea degli azionisti e la commissione di vigilanza. Responsabilità limitata al capitale, alle quote e ai limiti prefissati nell’accordo tra i soci (no con patrimoni privati dei proprietari o soci). Vantaggi ma anche rischi penali in caso di fallimenti o illegalità. Costi legali e contabili più alti. La denominazione della società è libera, ma deve contenere l’espressione “spółka z ograniczoną odpowiedzialnością” (sp. z o.o.).
Spółka akcyjna (Società per Azioni) -> Tempi minimi di avvio: due settimane. Costi di registrazione: da 2800zł. E’ necessaria l’iscrizione al registro KRS (a pagamento). Capitale minimo: 100.000zł. Può essere avviata da una o più persone, ma non da una sp. z o.o. (cioè non da una S.r.l.). Struttura simile per certi versi ad una sp. z o.o.. Contratto e statuto tra i soci via atto notarile. La società costituita è entità giuridica, e a rappresentarla è un consiglio di amministrazione, in cui possono esserci anche persone/enti diversi da proprietari o soci. Per la sua funzionalità sono necessari consiglio d’amministrazione e consiglio di sorveglianza. E’ l’unica società che può cercare capitali attraverso la borsa e le obbligazioni. Azionisti non responsabili per gli obblighi societari, ma hanno diritto di riunirsi in assemblee per azionisti. Il costante bisogno di spese amministrative e consulenze contabili, finanziarie e legali la rende profittevole solo per grandi aziende. La denominazione della società è libera, ma deve contenere l’espressione “spółka akcyjna” (S.a.).
  1. Operazioni accessorie, varie ed eventuali
A seconda del tipo di attività che si apre, altre operazioni supplementari potrebbero rivelarsi necessarie o utili per raggiungere il proprio obiettivo. Determinate categorie commerciali infatti richiedono delle particolari licenze, delle concessioni o dei permessi. E’ il caso di chi vuol produrre o vendere: alcolici, energia e/o carburanti, servizi di sicurezza, tabacco, prodotti farmaceutici, armi o materiali esplosivi, guide aeree, etc. A seconda del tipo e della quantità di quanto appena citato vi sono differenti tariffe, che non approfondiamo per le solite ragioni di spazio, ma tutto è sempre risolto nei dipartimenti interni addetti dell’Urząd Miasta.
Conto bancario: prima accennavamo che può essere aziendale o personale. C’è da aggiungere che in teoria non è un elemento obbligatorio per l’apertura di un’attività. Tuttavia, è richiesto un conto bancario se si effettuano transazioni superiori ai 15.000€ al mese o se vi sono particolari tipi di transizioni in entrata o in uscita come in ambito contabile e fiscale (anche questi dettagli si definiscono seduta stante con l’ufficio competente). Per aprire un conto aziendale servono documenti personali e dell’attività aperta (iscrizione al CEIDG). A rigor di legge non è obbligatorio fornire il REGON alla banca, ma potrebbe comunque essere richiesto per uso interno. Alla creazione del conto si informano ZUS e Urząd Skarbowy.
Timbro: non è obbligatorio ma può essere utile per dare maggiore ufficialità e professionalità ai documenti. Per farlo è sufficiente l’iscrizione al CEIDG, e i costi sono modesti. Solitamente vengono riportati il nome dell’azienda con quello del proprietario, indirizzo, numero di telefono o pagina internet, NIP e REGON.
  1. ZUS – Previdenza sociale e contributi
Con l’iscrizione al CEIDG (e al KRS se necessario), si deve informare anche lo ZUS (Zakład Ubezpieczeń Społecznych), che ricopre le funzioni dell’Inail (assicurazione contro gli infortuni) e dell’Inps (in quanto a contributi pensionistici). Per stabilire i dettagli dei contributi da versare non nuoce recarsi appositamente – per legge entro sette giorni dall’avvio dell’attività o entro sette giorni dall’assunzione di un dipendente. Servono documenti personali, iscrizione al CEIDG, NIP, REGON (che dicevamo dovrebbero essere generati nel giro di 24 ore), e un conto bancario, necessario per pagare oneri sociali, coperture sanitarie, assicurazioni e fondo pensione. Il tutto si salda sempre entro il giorno 10 del mese successivo. Naturalmente è più agevole commissionare i calcoli delle varie coperture ad uno studio di contabilità, ma per capirne un minimo i meccanismi schematizziamo a mo’ di esempio alcuni numeri per un’attività individuale. Queste sono le coperture:
  1. Contributi per pensione (emerytalne), obbligatorio: 19,52%
  2. Contributi per invalidità (rentowe), obbligatorio: 8%
  3. Contributi per malattia e riabilitazione (chorobowe), opzionale: 2,45%
  4. Fondo di lavoro e della tutela dei dipendenti (fundusz pracy), obbligatorio: 2,45%
  5. Contributi sugli incidenti (wypadkowe), per chi svolge mansioni pericolose: 1,8%
E in più:
  1. Contributi per la salute (zdrowotne), obbligatorio (per usufruire di ospedali e istituti pubblici): 9%
Su cosa si calcolano queste percentuali? Per i primi cinque punti i contributi standard si versano in base alla retribuzione media mensile stabilita dallo stato (per il 2016 è di 4.055zł, nel 2015 era di 3.959zł) da cui si calcola una percentuale minima del 60% (per il 2016, 2.433zł). In parole povere, il totale delle sei coperture si aggira sui 1111zł mensili, circa 20zł in più rispetto al 2015. Tuttavia le persone fisiche che aprono un’attività per la prima volta godono di forti agevolazioni sul pagamento dei contributi per i primi due anni: oltre ad essere esenti dal pagamento per la copertura d, le percentuali delle altre quattro coperture si calcolano prendendo come parametro il 30% dello stipendio minimo (nel 2016 è di 1850zł, 100zł in più rispetto al 2015). E’ facile intuire che così facendo gli importi sono decisamente più bassi: il totale da versare è di circa 456zł, e dunque l’agevolazione è di circa il 60%. Piccolo appunto: la copertura f è l’unica a non offrire agevolazioni di sorta per i neoimprenditori, e si versa allo stato in modo autonomo dacché si ottiene prendendo come dato di partenza il 75% sul reddito medio nel settore imprenditoriale di appartenenza (per il 2015, 3.104,57zł. 9% = 279,41zł mensili).
Un altra situazione di grosso vantaggio si ha allorché un imprenditore è in possesso di un contratto da dipendente: in questo caso si paga di tasca propria solo i contributi per la salute (f), mentre il resto è coperto dal proprio datore di lavoro.
A seconda del contesto personale o societario è opportuno compilare uno dei seguenti formulari:
  • ZUS ZZA – chi ha contratti a tempo pieno e guadagna almeno il minimo mensile stabilito ogni anno dal Consiglio dei Ministri (per il 2016 la quota stabilita è di 1850zł – ogni anno in media cresce di poche decine di złoty);
  • ZUS ZUA – chi non ha altri lavori, o sono part-time, o si guadagna meno del minimo mensile stabilito;
  • ZUS ZFA o ZUS ZPA – per le società, dipende se civili o di capitale, e se ci sono uno o più azionisti.
Inoltre, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività si dovrebbe informare, se necessario, l’Ispettorato del lavoro sul tipo di attività e numero di impiegati, così come bisognerebbe comunicare l’eventuale servizio di un commercialista, poiché successivamente per gli enti fiscali o previdenziali il referente sarebbe direttamente quest’ultimo.
  1. Ufficio Fiscale (Urząd Skarbowy) – IVA e Irpef
E’ da qui che i codici NIP sono generati e inviati ai richiedenti, ma abbiamo detto in precedenza che non è necessario ritirarlo di persona dal momento che lo si riceve via posta. Oltre a ciò, è a quest’ufficio che si versano le imposte IVA (in polacco VAT) e Irpef (podatki dochodowe). Se i passi precedenti sono stati fatti in modo corretto e completo, è possibile evitare del tutto di recarsi all’Urząd Skarbowy, ma se si volessero chiedere tutti i dettagli sulla tassazione e magari cambiare qualche impostazione, sarebbe bene farci un salto di persona poiché solo lì si possono avere informazioni certe e complete. Ritorna qui l’opportunità di servirsi dell’aiuto di uno studio di contabilità.
Come visto all’inizio di questo lungo percorso, nel formulario CEIDG-1 si devono già indicare modi e tempi sul pagamento dell’IVA, oltre a riportare chi e come presenterà i documenti contabili. Al di là di ciò, vediamo quali altri passi sono opportuni o necessari. Partiamo dalla registrazione come debitore d’imposta, tramite il formulario VAT-R: non è obbligatoria per le persone fisiche ma solo per le società. In questo formulario si indica anche se pagare ogni mese o ogni trimestre. Chi vuole il NIP europeo è tenuto a compilare questo formulario nella versione VAT-R/UE. Dal 1° gennaio 2015 questa registrazione è gratuita, e l’obbligo di chiedere la dichiarazione di conferma della registrazione è stato abolito. Tuttavia se si volesse avere tale dichiarazione, si porta la ricevuta di un bollo di 170zł versato all’ufficio distrettuale (Urząd Gminy) nello stesso territorio dove si trova l’ufficio fiscale.
Per il pagamento dell’IVA si possono effettuare versamenti mensili o trimestrali. Nel primo caso si compila il modulo VAT-7, mentre nel secondo si compila il VAT-7K. Queste imposte si devono versare entro e non oltre il 25 del mese successivo alla scadenza del mese/trimestre. In caso di società operanti in UE, si deve compilare anche il VAT-UE prima della fine del mese/trimestre in corso (si paga con bonifico bancario o in posta all’US).
Le imposte sul reddito (podatki dochodowe, l’Irpef polacco) invece si  pagano solo a intervalli mensili, entro il 20 del mese successivo. Non è necessario alcun formulario, si indica questo dettaglio solo nel CEIDG-1, dopo di che si paga all’US con bonifico bancario. Un passo importante da fare è scegliere la tipologia di tassazione calcolata sul guadagno ( = ricavi totali meno i costi di produzione). Si può optare per una tassazione lineare al 19% (liniowy) o per una generale (na zasadach ogólnych) che prevede uno scalone: un guadagno al di sotto dei 85.528zł annui consente una quota fiscale al 18%, mentre al di sopra di tale quota scatta un gradone al 32%. Dunque per scegliere l’opzione più opportuna bisogna prevedere all’inizio dell’anno le entrate della propria attività – ed evitare di fatto la supertassazione al 32% -. Ultimo ma non ultimo, la dichiarazione dei redditi, che le entità fisiche devono presentare entro il 30 aprile dell’anno seguente.
Torniamo a ribadire che queste sono procedure e linee-guida che, per quanto dettagliate, rimangono nell’ottica di un panorama burocratico generale che prevede anche casi particolari per attività e categorie specifiche. Ecco perché all’atto dell’apertura della propria attività in Polonia è bene chiedere una conferma agli enti preposti per evitare eventuali sorpresine.

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2 risposte a Come aprire un’attività in Polonia (NIP, REGON)

  1. Antonio ha detto:

    Confermo tutto. Aperta una P.IVA l’anno scorso. Anni luce avanti rispetto all’Italia.
    Anticipi di Iva, Gestione separata INPS in costante aumento….solo un ricordo di un paese malato.

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