6 Dicembre: La festa di Mikołajki (San Nicola)

Mikołajki è legato direttamente al santo ricordato in quel giorno, Święty Mikołaj, San Nicola. In particolare ci si riferisce a San Nicola di Myra, in Italia conosciuto come San Nicola di Bari. In Polonia è un giorno un po’ più particolare degli altri in quanto i bambini (ma anche gli adolescenti e, perché no, qualche adulto) ricevono dei piccoli regali portati tradizionalmente dal santo. Ma perché vige quest’usanza? Che relazione c’è tra un santo e dei regali per i bambini, e perché in Italia non esiste la stessa tradizione? In realtà, in Polonia come nel resto d’Europa e del mondo si sono mischiati eventi storici a credenze religiose e leggende, e per poter capire il tutto al meglio, è necessario fare un po’ d’ordine e partire dal soggetto principale.
Nicola è vissuto tra il III e il IV sec. d.C. ed era vescovo di Myra, città dell’allora Impero Bizantino, nell’attuale Turchia meridionale. Nel complesso fu riconosciuta la sua autorità personale ed ecclesiastica sia dal cristianesimo cattolico romano che da quello ortodosso russo – dove la sua icona spesso è visibile accanto a quelle di Gesù e di Maria -. Morì il 6 dicembre (forse del 343), e le storie sui suoi miracoli, sugli atti taumaturgici e di carità sono numerose, tanto da essere uno dei primi santi cristiani. Il ruolo di Bari in tutto questo va contestualizzato con la conquista di Myra da parte dei musulmani nell’XI secolo: Bari e Venezia erano dirette rivali nei commerci marittimi con l’Oriente, e il forte spirito cattolico già diffuso nella penisola accentuò la competizione per prelevare le spoglie del santo. I più veloci ad organizzare la spedizione furono i baresi, che nel 1087 presero oltre metà delle reliquie (13 anni dopo anche i veneziani trovarono dei resti). Così si creò la nomea di San Nicola di Bari, già allora ricordato nella data della sua morte. Alla luce di tutto ciò, perché il 6 dicembre non è un giorno festivo? Ciò è dovuto al Concilio Vaticano II che avrebbe perfino messo in discussione l’esistenza storica del personaggio. Come compromesso, papa Paolo VI nel 1969 confermò la ricorrenza di San Nicola, ma senza contrassegnarlo nel calendario come giorno festivo. Tuttavia, l’importanza di questo santo si può capire da diversi elementi: è tra quelli che vanta il maggior numero di patronati in Italia (oggi 272), è ricordato anche in molti Paesi d’Europa ed è patrono della Russia. Inoltre, grazie ai racconti che lo riguardano, è il santo protettore di tante categorie della società: bambini, marinai, pescatori, avvocati, defraudati, farmacisti, commercianti, prostitute.
La sua associazione con i regali nasce proprio da alcune di queste storie e leggende, già nel Medioevo. Il racconto più conosciuto ha per protagonisti un vicino di casa di Nicola con le sue tre figlie. Il vicino, in precedenza ricco, era caduto in disgrazia, non aveva la possibilità di dare una dote alle figlie per farle sposare, e il suo carattere scorbutico non facilitava di certo la ricerca dei possibili generi. Aveva ormai preso la decisione di introdurle in un bordello per farle prostituire, ma Nicola seppe di questo e, dopo aver trovato ispirazione dalle Sacre Scritture, regalò di nascosto del denaro in tre notti consecutive a ognuna delle tre figlie, come dote di matrimonio. Durante la terza notte fu scoperto dal vicino, che lo ringraziò imbarazzato e mutò il suo approccio alla vita seguendo i princìpi cristiani. Così nella tradizione popolare europea San Nicola diventò colui che porta i regali.
143.1 Mikolajki XVIIICome conseguenza di ciò si diffuse un’altra leggenda, la più popolare per i bambini. All’alba del 6 dicembre, quando tutti dormono ancora, San Nicola guarda dentro le case attraverso i vetri delle finestre: se vede delle scarpe pulite, lascia dei piccoli regali; se invece le scarpe non ci sono o sono sporche, lascia delle bucce marce di patata. L’elemento delle scarpe deriva dal mito sassone di Odino, che si diceva facesse una battuta di caccia ogni solstizio invernale con i suoi cavalli: i bambini lasciavano vicino al camino scarpe o calze piene di paglia per nutrire i suoi cavalli, e Odino lasciava regali e dolci in segno di ringraziamento. A prima vista, questa leggenda ricorda l’italianissima Epifania, ma è tutt’altro che sicuro se tra le due festività ci sia un collegamento diretto o se sia solo una coincidenza (si parla anche di origini pre-cristiane dell’Epifania legate al ciclo dell’agricoltura), e la differenza nelle date non aiuta a scoprirlo (il 6 dicembre per San Nicola, il 21 dicembre per il germanico Odino e il 6 gennaio per l’Epifania).
L’usanza dei regali in Polonia risale al XVIII secolo, quando si davano ai bambini piccole cose come pan di zenzero, noci dorate, mele, frutti di vario genere, o altri tipi di oggetti messi sotto il cuscino o in una grande calza. Da secoli questa ricorrenza è considerata simbolicamente come degna introduzione alle festività del Natale e del Capodanno. Anche per questo permane ancora oggi l’elemento della piccolezza del pensiero: non si comprano cose costose o eccezionali, ma ci si limita a semplici dolci o piccoli giocattoli, e oltre all’ambiente familiare, Mikołajki è festeggiato soprattutto nelle scuole primarie. E’ curioso come, a dispetto delle vecchie radici della festa, il termine Mikołajki sia stato coniato solo nella seconda metà del XX secolo in onore di questa ricorrenza, per evidenziarne l’accezione festosa. Se ci si chiede invece perché in Italia non esiste la stessa tradizione celebrativa presente nell’Europa sassone e slava, la risposta è già nella domanda: la quantità e la tipologia di storie e leggende collegate al santo si concentrano soprattutto in quelle zone del continente, mentre in Italia questa dimensione culturale è pressoché inesistente.
Babbo Natale vs San NicolaL’ultimo aspetto che andiamo ad osservare è una serie di elementi che legano San Nicola e il Natale, e che forse la maggior parte di noi non conosce. Se torniamo alle leggende diffuse in Europa, ve n’era una incentrata sull’impresa di San Nicola alle prese con una forza del male: in Olanda si parla di “Zwarte Piet”, “Pietro il nero”, che in italiano è conosciuto come “l’uomo nero”; in Germania ci sono diverse varianti con folletti, elfi, o in genere entità diaboliche che uccidevano i bambini. In tutti i casi, le storie avevano due possibili finali: o l’antagonista tornava negli inferi, o veniva catturato e obbligato ad aiutare San Nicola a distribuire doni ai bambini. Come si vede, l’uomo nero, i folletti, gli gnomi, sono tutti personaggi conosciuti nel contesto natalizio, e collegandoli con la distribuzione dei doni, il cerchio si chiude: chi porta i regali nella notte tra il 24 e il 25 Dicembre è San Nicola. A riprova di questo, basta prendere il nome statunitense di Babbo Natale, Santa Claus, e riprendere il Paese da cui è stato importato, l’Olanda. Lì il personaggio si chiama Sinterklaas, ed è chiaramente ispirato a Sint Nicolaas, San Nicola. Come ulteriore riscontro, anche l’immagine del moderno Babbo Natale viene da quella tradizionale di San Nicola, nel suo abito vescovile rosso, con barba e capelli bianchi già allungati con il tempo nelle varie raffigurazioni.
Una curiosità finale: la spiegazione sul “trasloco” di San Nicola dal 6 al 24 dicembre va sempre cercata sul continuo mescolarsi di quelle storie, miti fantastici e tradizioni culturali spiegate finora, grazie a cui si possono spiegare anche altri dettagli. Ad esempio, le calze/scarpe presenti nella leggenda di Odino ci fanno comprendere l’associazione tra Babbo Natale e le calze negli addobbi usati negli altri Paesi europei e in USA, cosa che in Italia si fa solo in riferimento alla Befana; la trasformazione dei cavalli (presenti sempre in Odino) in renne; o ancora, la diversa ubicazione di Santa Claus / San Nicola / Babbo Natale: gli statunitensi lo collocano in Alaska (anche se lo chiamano Polo Nord); gli europei lo immaginano in Lapponia (Finlandia), in Svezia o in Groenlandia. Insomma, mai come in questo caso si possono vedere diverse culture e tradizioni fondersi e dar luogo a nuove storie, personaggi e tradizioni. In questo caso, l’importante è che si festeggi con gioia San Nicola, e non fa niente se lo si fa il 6 o il 25 dicembre.

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