Donald Tusk Presidente del Consiglio Europeo

Nato a Danzica il 22 Aprile del 1957, già nel 2011 è stato Presidente di turno del Consiglio dell’UE (gestito a turni semestrali da tutte le nazioni dell’Unione), e da oggi 1° dicembre 2014 è ufficialmente Presidente del Consiglio Europeo: il nome di Donald Tusk è ormai scritto nella storia della Polonia dacché in entrambi i casi citati è il primo polacco a ricoprire un ruolo così autorevole in campo europeo. Potrebbe non sembrare una grande notizia dal momento che la Polonia è entrata nell’Unione Europea solo nel 2004, ma l’importanza della nomina si avverte se si considera l’intero contesto storico e geopolitico del Paese negli ultimi due secoli. Perennemente sotto la sfera d’influenza russa, dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 la Polonia ha avuto una vera e propria metamorfosi: prima l’apertura al capitalismo occidentale, poi l’entrata nell’Unione Europea, il tutto incorniciato da un’inarrestabile crescita economica che l’ha portata ora ad essere un importante interlocutore politico ed economico a livello internazionale. E’ doveroso dire comunque che gli straordinari risultati si devono non solo alla buona organizzazione interna e alla grande voglia di farsi valere del popolo polacco, ma anche al sostegno della stessa Unione Europea, che ha allevato e cresciuto la “creatura Polonia” per renderla modello esemplare del successo del sistema occidentale, e al contempo per spostare più a Est i propri confini geopolitici a dispetto della stessa Russia.
Ora però si vuole andare oltre in questa lunghissima strategia. Sebbene la ricchezza complessiva della Polonia sia ancora ben poca cosa rispetto ai PIL delle nazioni che contano, non c’è dubbio che in questo momento il Paese sia un protagonista autorevole grazie alla dinamicità della sua economia, e aldilà delle indubbie competenze, la nomina di Tusk a Premier Europeo rappresenta anche una mossa politica ben precisa. Altro particolare da non sottovalutare, la Polonia è il Paese che prenderà il maggior importo di fondi europei per il settennato 2014-2020 (ammontano a 82,5 miliardi di euro, e non 106 come previsto in un primo momento). Ciò dovrebbe dare lo slancio definitivo alla nazione: l’Europa vuol far vedere agli occhi di tutti che la Polonia è a pieno titolo un Paese europeo, e vuole farla camminare con le proprie gambe sia in ambito diplomatico che in quello economico per renderla a tutti gli effetti un interlocutore alla pari.
Tornando al nuovo Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk è stato un partecipante attivo alla vita politica polacca fin dagli anni ’80, opponendosi alle restrizioni del monopartito nazionale PRL e sostenendo un generale liberalismo, prendendo parte anche al movimento Solidarność di Lech Wałęsa. Mantenendosi sempre nell’area liberaldemocratica, nel 2001 fonda con alcuni colleghi il partito Platforma Obywatelska, Piattaforma Civica, di cui poi diviene presidente. L’ideale è quello di un moderno partito europeista, liberalconservatore, definibile di centrodestra moderato, opposto a Jarosław Kaczyński, convinto nazionalista e xeno-omofobo. E’ stato premier della Polonia dal 2007 fino a poche settimane fa, lasciando il posto alla collega Ewa Kopacz. Come è normale che sia, si attribuiscono sia pro e contro sul suo governato, per cui se da una parte ha continuato nell’opera di sviluppo delle infrastrutture, del tessuto economico interno e di esportazione, o del welfare sociale, dall’altra parte si è ritrovato ad esempio a far rimanere un po’ più indietro i ceti meno abbienti e a far stringere la cinghia ad una fetta di pensionati (e in termini di consensi il partito ne ha risentito). Ciononostante, il sistema polacco nel suo complesso continua a funzionare, sopperendo anche ad eventuali vuoti temporanei: basti vedere come un improvviso innalzamento della disoccupazione al 13,9% nel febbraio 2014 è stato assorbito fino a registrare un 11,3% nello scorso ottobre.
Vi proponiamo qui sotto un servizio giornalistico in occasione del suo discorso di insediamento odierno a Bruxelles. Per quanto breve, questo contributo video fornisce come meglio non si potrebbe molte informazioni sul personaggio di Tusk, sui progressi della Polonia e sul suo ruolo in ambito internazionale.

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