Italia o Polonia: dove si vive meglio (2015)

E’ arrivato il nostro consueto appuntamento annuale con l’indice di prosperità mondiale – economico e sociale – misurato dal londinese Legatum Institute. Lo seguiamo puntualmente fin dal 2012, e anno dopo anno abbiamo visto progressi e regressi dei 142 Paesi presi in esame nei singoli settori analizzati, e che sono stati ribaditi anche per questo 2015: economia globale, imprenditoria e opportunità, fiducia nelle istituzioni, istruzione, salute, sicurezza, libertà personale e capitale sociale. Nelle precedenti annate Italia e Polonia viaggiavano appaiate intorno alla 30° posizione in una serie di sorpassi e controsorpassi, fino a lasciarci l’anno scorso con uno scivolone dell’Italia al 37° posto (sette anni fa era 26°) e con una stabilità polacca al 31° posto. Com’è andata quest’anno? Come di solito procederemo con una rapida panoramica globale che ci farà capire il peso delle posizioni occupate dai nostri due Paesi, e un occhio all’ultimo quadriennio faciliterà inoltre la comprensione dei trend che le varie nazioni stanno avendo in questi anni nei vari campi.
In vetta i valori sono relativamente cristallizzati, con Norvegia e Svizzera a fregiarsi del titolo di Paesi più prosperi del mondo, e a parte qualche scambio di posizioni, la top10 è costituita dagli stessi Paesi del 2014. Andando nei particolari, la Svizzera in questi quattro anni ha continuato a migliorare nell’istruzione (dal 32° al 18° posto) e nella libertà individuale (dal 22° all’11°), mentre la Finlandia è retrocessa dal 16° al 33° posto in quanto a economia. Ma da come si vede nel grafico, non c’è molto spazio a regressi, né tantomeno a miglioramenti – per questioni di logica ben comprensibili. 174.1 Ranking 2015 1-10
Scorrendo la graduatoria, continuano a non notarsi rivoluzioni nelle posizioni generali: il cambio più significativo rispetto a un anno fa è il salto di Lussemburgo dal 16° al 13° posto, dopodiché solo qualche isolato scambio di posizioni tra vicini e niente più. Nei singoli settori invece la musica cambia: è evidente il salto di qualità dell’economia islandese che salta dal 61° posto del 2012 al 31° di quest’anno. Sempre nel quadriennio in questione, sensibili progressi anche per Singapore (istruzione dal 41° al 15° posto; libertà individuale dal 54° al 38° posto; capitale sociale dal 39° al 25° posto), e per la libertà personale dei giapponesi (dal 42° al 33° posto). Peggiora invece Hong Kong in quanto a economia (dal 9° al 24° posto) e istruzione (dal 39° al 53° posto). Stessa sorte per Taiwan (economia dal 7° al 20° posto; istruzione dal 4° al 22° posto). La Francia perde in un solo anno otto posizioni in economia, mentre la Spagna ne guadagna nove per il suo capitale sociale. 174.2 Ranking 2015 11-25
E’ così che troviamo al 29° posto la Polonia, più in alto di due posizioni rispetto ad un anno fa e per la prima volta nella sua storia nella cosiddetta fascia verde, che il Legatum Institute appunta ai primi trenta. Nei quattro anni appena passati si può notare una sostanziale crescita in termini economici (da 52° a 34°) con dei passi avanti fatti anche in termini di capitale sociale, libertà personale e istruzione. I punti deboli sembrano essere le opportunità di imprenditoria e la fiducia negli enti governativi.
Se si nota bene, tutti gli stati dell’Europa occidentale sono stati già citati. Tutti tranne uno. E’ l’Italia, anche quest’anno relegata al 37° posto, in compagnia di stati non esattamente emergenti o prosperi né economicamente né socialmente. E’ il settore della salute (22°) a tenerci ancora a galla, dal momento che negli altri campi veleggiamo tra il 39° e il 48° posto. Certo, l’anno scorso eravamo in acque peggiori – si veda il trend sulla libertà personale – ma d’altro canto non abbiamo da gioire sul grado d’istruzione, crollato in un anno di ben nove posizioni. Nell’Unione Europea ci seguono Lettonia, Lituania, Ungheria, Grecia, Romania, Bulgaria e Croazia. 174.3 Ranking 2015 26-40
E gli altri stati che tutti chiamano “emergenti”? La Cina è 52° (+2 rispetto al 2014, +6 sul 2009) e si contraddistingue per essere al terzo posto tra le economie e al 28° per capitale sociale, ma anche al 100° posto per sicurezza e al 120° per libertà personale. Il Brasile è 54°, la Russia 58°, l’India 99°.

174.4 Ranking 2015 41-142

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6 risposte a Italia o Polonia: dove si vive meglio (2015)

  1. rosa ha detto:

    si vive MOOLTO meglio in Italia, prova ne sia che sono molto di più polacchi residenti stabili (+ quelli fluttuanti) in Italia che Italiani in polonia.
    e ti credo….

    • claudio ha detto:

      Cara Rosa, sono le persone che vogliono investire a fare la differenza su dove si vive meglio e in Polonia c’è tantissimi italiani che creano economia e posti di lavoro invece di preferire il posto nativo. La Polonia è il paese della comunità Europea che non ha subito la recessione cosa che ancora in Italia ci sarà per ancora molti anni e se lo stato non produce lavoro produce tasse (tra i primi al mondo!) ed è questo che fa si che in Polonia si viva meglio.

  2. Eugenio Bevilacqua ha detto:

    Questo ranking e’ fatto con i piedi. Basta vedere che la salute USA viene giudicata la migliore del mondo quando invece in tutti gli altri ranking mondiali che valutano possibilita’ di accesso e qualita’ delle cure, rapporto costi-benefici dell’assistenza e salute della popolazione ricopre le ultime posizioni nell’occidente. Inoltre Singapore che e’ notoriamente un Paese semiautoritario viene giudicato meglio dell’Italia, della Slovacchia e della Cechia in termini di liberta’ personali. Se ci fosse qualcuno che da i voti a chi da i voti ne vedremmo delle belle!

  3. Mario ha detto:

    Mi hanno offerto un contratto di lavoro di 12000 Zloty. Cosa ne pensate? Mi suggerite di trasferirmi a questo punto? Secondo voi posso negoziare? Si tratta di una multinazionale IT.

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