Lingua polacca – 16. Il passato e l’imperfetto

Se state leggendo quest’articolo e avete lavorato con le 15 lezioni precedenti, sappiate di essere ad un buon punto, più che buono. Senza neanche accorgervene, probabilmente ora possedete già un repertorio minimo soddisfacente di vocabolario e avete iniziato ormai ad assorbire i particolari meccanismi logici e sintattici su cui si basa una lingua così esigente come il polacco. Nonostante ciò, il titolo di questa lezione potrebbe sembrare un’impresa titanica, imparare in un sol colpo passato prossimo e imperfetto, anche perché nella lezione sul presente qualcuno sarà rimasto confuso non solo per i gruppi verbali, ma anche per la notizia sull’esistenza di un aspetto imperfettivo del verbo (che al presente esprime un’azione abituale, generica o che si sta facendo in quel momento) e di uno perfettivo (che, sebbene coniugato al presente, esprime un’azione futura). Ma forse nel caso di oggi il miracolo sarà meno complicato del previsto.
Per quanto concerne i tempi passati toccheremo i punti cruciali nell’ordine migliore per un buon apprendimento, e lo facciamo partendo da una bella notizia: in polacco non esistono due tempi distinti ma uno solo, chiamato czas przeszły, di cui tra cinque minuti impareremo la coniugazione. Domanda spontanea: e allora come si distingue il passato prossimo dall’imperfetto? E’ qui che rientrano in campo gli aspetti del verbo, su cui avevamo dedicato una lezione ad hoc rapportandoli al presente, al passato e al futuro italiani. Per chi non lo avesse letto sarà vitale cliccare ora sul link e leggerne almeno i primi due paragrafi esplicativi…… Fatto? Bene. Rivediamo ora nello specifico la variabile che spiega la differenza tra passato e imperfetto: per tradurre il passato prossimo (e anche il passato remoto, in polacco sono la stessa cosa), ovvero azioni passate concrete, specifiche, avvenute una volta e già terminate, si coniuga al passato l’aspetto perfettivo del verbo, czas przeszły dokonany (una settimana fa ho letto un libro -> tydzień temu przeczytałem książkę). D’altro canto l’imperfetto italiano indica azioni passate abituali o con una durata temporale lunga e indefinita, di cui non si evidenzia la fine, e in questo caso in polacco si coniuga al passato l’aspetto imperfettivo del verbo, czas przeszły niedokonany (da bambino leggevo molti libri -> jak dziecko czytałem dużo książek).
Una volta fissata nella mente questa distinzione fondamentale – e acquisito il lessico necessario che ci permette di conoscere entrambi gli aspetti di un determinato verbo -, è possibile passare alla coniugazione del verbo stesso. E’ sufficiente prendere l’infinito di un qualsiasi verbo, eliminare la desinenza finale, e aggiungere quelle che caratterizzano il tempo passato, il czas przeszły. Come si vede dal grafico qui sotto, l’unica particolarità è che le desinenze cambiano a seconda del genere del soggetto. Ecco un esempio pratico per capire i contrasti maschile vs femminile e passato prossimo vs imperfetto. Prendiamo il verbo zamówić (ordinare – es. al ristorante). Se un uomo vuole dire “ieri ho ordinato una pizza” dirà “wczoraj zamówiłem pizzę”; se invece lo vuole dire una donna dirà “wczoraj zamówiłam pizzę”. Se un gruppo di ragazzi vuole dire “anni fa ordinavamo la pizza ogni giorno” userà l’aspetto imperfettivo di zamówić che è zamawiać: “dawno temu zamawialiśmy pizzę codziennie”; se sarà un gruppo di ragazze a dirlo la frase suonerà ” dawno temu zamawiałyśmy pizzę codziennie”.
PASSATO MASCHILE
PASSATO FEMMINILE
-łem
-łam
-łeś
-łaś
-ła (neutro: -ło)
-liśmy
-łyśmy
-liście
-łyście
-li
-ły (neutro: -ły)
Come da nostro approccio originario non ci perderemo in eccezioni e cavilli minuziosi, e ci limitiamo a tre osservazioni: 1) Il genere neutro del polacco non include soggetti in grado di parlare, ma qualcuno può parlare di loro: ecco perché al passato esistono solo le terze persone; 2) se prima della desinenza vi è la vocale -e-, vi è un lieve cambio nella coniugazione al passato in quanto davanti a consonanti morbide – tra cui ł – si trasforma in -a-. La coniugazione dell’ausiliare avere (mieć) qui sotto ne è un ottimo esempio; 3) essere (być) è irregolare:
ESSERE
AVERE
MASCHILE
FEMMINILE
MASCHILE
FEMMINILE
byłem
byłam
miałem
miałam
byłeś
byłaś
miałeś
miałaś
był
była (neut. było)
miał
miała (neut. miało)
byliśmy
byłyśmy
mialiśmy
miałyśmy
byliście
byłyście
mieliście
miałyście
byli
były (neut. były)
mieli
miały (neut. miały)
…ed ecco come in una sola lezione abbiamo imparato passato e imperfetto… non era così proibitivo, no?

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