Dalla Polonia in Repubblica Ceca per un giorno

Se la Polonia ha tanto da offrire in termini di storia, tradizioni, gastronomia, paesaggi e natura, ogni tanto può risultare interessante prendere una mappa e vedere cosa c’è attorno ad essa: ad ovest c’è l’Europa storica della Germania e dei suoi “amici”, mentre a Nord e ad Est si entra di fatto nell’area d’influenza russa, alla regione di Kaliningrado, in Bielorussia e in quell’Ucraina oggi politicamente così eterogenea. Al contempo, in quest’ultimo decennio l’evoluzione dell’Unione Europea e degli accordi di Schengen ha portato, tra le tante cose, la libera circolazione di merci e persone. E’ così che a Nord-Est non c’è più la dogana al confine con la Lituania, e a Sud si può entrare senza controlli in Slovacchia e in Repubblica Ceca, oltre al libero ingresso occidentale nella Germania prima citata. Chi si trova nelle regioni polacche di confine – e chi in generale vuole respirare un’aria diversa da quella polacca – ha quindi delle possibilità per qualcosa di alternativo, e chissà in quanti lo hanno già fatto partendo dalle zone di Zakopane, Bielsko-Biała, Nowy Sącz, Jelenia Góra, Suwałki e via discorrendo. Con quest’intervento ritorniamo in parte ai primordi del blog, quando storie e aneddoti per raccontare stralci di vita vissuta in Polonia erano la norma, e riportiamo oggi una nostra esperienza ciclistica in Repubblica Ceca. Se qualcuno avesse la voglia di raccontare la propria esperienza con dettagli, curiosità e luoghi semisconosciuti che vale la pena scoprire, non esitate a scriverci.
Ore 9:00. Ci si trova a Wałbrzych (Bassa Slesia) in una giornata di metà luglio, una giornata che si presenta calda sebbene il sole sia velato da un sottilissimo strato di nubi. Con quattro compagni di avventura polacchi ci avviamo con le nostre mountain-bike dalle alte colline dei Góry Wałbrzyskie verso Sud-Ovest, in direzione del gruppo dei Góry Kamienne. Il percorso è prevedibilmente caratterizzato da alcune salite – non troppo ripide – e un paio di discese che richiedono un po’ di impegno e controllo del mezzo. Il ritmo è dinamico ma sostenibile, non ci sono affaticamenti, e la mancanza di fretta ci consente di fare alcune pause, un paio decise dal resto della squadra, e più di qualcuna indotta dalle mie continue e spesso improvvise frenate per soddisfare la voglia di fare delle foto. I paesaggi che ci circondano sono suggestivi, una serie di valli e colline con boschi di verdissimi pini, querce e abeti alternati a distese di grano, mais e vegetazione verde che associo intuitivamente alla lavanda, senza tuttavia averne la certezza.167.1 Vallata ceca E poi rovine di antiche chiese, fortezze diroccate, un vecchio sanatorio di cui rimangono in piedi solo l’ingresso e alcune colonne. Insomma, di soggetti da immortalare ce ne sono a decine, ma inizio a pensare che il mio continuo frena e riparti possa irritare qualcuno. Così evito di immortalare anche soggetti più ovvi come fattorie, mucche allo stato brado, cavalli, oche e galline, e mi accontento di fare delle foto al volo, di corsa, nella speranza che non vengano mosse o sbilenche (solo una manciata si rivelerà tale). Entriamo nel parco nazionale dei Sudeti di Wałbrzych, passiamo per alcuni paesotti come Kowalowa, Sokołowsko, e poi Mieroszów, luogo di frontiera. E’ da qui, dopo una salita, che è possibile ammirare come da un balcone feudale la prima vallata ceca.
167.2 Confine ceco Attraversato il confine, una simbolica strettoia senza pretese, si continua tra alti e bassi a vedere paesaggi e località. Con le prime segnaletiche e le insegne dei negozi si ha la prova tangibile di essere “da un’altra parte”, e dopo aver superato Zdoňov si arriva a Adršpach. L’intera zona tra questo villaggio e Teplice costituisce un parco nazionale noto in Repubblica Ceca per via della particolarissima struttura del territorio fatta di insolite rocce arenarie, enormi blocchi monolitici plasmati nel corso dei millenni dall’acqua quando i ghiacciai erano ancora presenti, e di cui ora rimangono due laghi dalle acque limpide e popolati da carpe e anatre. Se si vuole, è una sorta di Morskie Oko (località polacca al confine con la Slovacchia), ma decisamente più caratteristica per via di quanto appena descritto. Un autentico paradiso per gli amanti della geomorfologia e della natura in generale. Dopo un paio d’ore di escursione a piedi in cui si ascoltano storie e leggende di quei posti, si risale in sella. 167.3 AdrspachSono le 14:00, il caldo si fa sentire. Si continua ad esplorare le strade ceche, in cui si nota un misto affascinante di passato e presente forse meno evidente in Polonia: una ragazza dai capelli biondi lunghissimi con un vestito leggero ma grazioso, occhiali da sole e elastichino sulla fronte a mo’ di hippy, nuove Volkswagen, Fiat e Opel insieme a vecchie Škoda e leggendarie Bully (i furgoncini Volkswagen anni ’60). Insomma, chi vuole rivivere l’autentica atmosfera dei figli dei fiori, in Repubblica Ceca sembra ci sia l’occasione concreta per poterlo fare, e a tutto ciò si aggiungono anche stranezze pittoresche (vedi bidet usato come vaso per le piante…). Sotto il solleone si continua a pedalare, e complice anche una strada chiusa per lavori tocchiamo paesi come Adersbach, Teplice nad Metujì, Police nad Metujì, Bukovice, fino a riavvicinarci al confine e a fermarci in un ristorantino di Mezimĕstì per un ristoro. Mentre aspettiamo in un tavolo all’ombra le zuppe ordinate, si inizia a sentire della musica, una chitarra con una voce. La lingua è sconosciuta – quindi è in ceco -, ogni tanto si sentono alcuni strappi in inglese, “Baby you are my dream, I only want love…”, e perfino in italiano, “Vivo per lei perché lei è tutto per me…uno, due e tre…”, ma la qualità del suono è ottima. Anche una seconda canzone presenta la stessa struttura linguistica. Incuriosito, chiedo al proprietario (che ciancica anche il polacco, come quasi tutti nella zona) il titolo di una di queste canzoni, ma garbatamente mi risponde di non saperne nulla e di chiedere a suo fratello. Quel che io sospettavo, e che i miei compagni escludevano, era vero: non è un CD, bensì musica rigorosamente dal vivo con il fratello del proprietario che si diverte ad esibirsi – con doti assolutamente apprezzabili. Qualcuno dei nostri intanto si reca nel negozio affianco e ammira una birra Primator che ha ben visibile sull’etichetta un “24%”. La compra, cascandoci: dopo una lettura più minuziosa si scopre che il tasso alcolico è “solo” del 10,5%. Ad ogni modo è una percentuale di tutto rispetto e il costo è più che onesto, così ne compro tre bottiglie per portarle a casa. Dopo le 17:00 ci si avvia a percorrere gli ultimi chilometri, arriviamo a Golińsk (PL) senza neanche accorgercene, niente strettoie, niente delimitazioni particolari. Con le gambe costrette a fare gli straordinari a causa delle ultime salite, lunghe e micidiali, giungiamo fino a Wałbrzych verso le 18:30. Il bilancio della giornata è di 85km percorsi, oltre 250 foto selezionate, e il mistero irrisolto del titolo di quella canzone multilingue: quel simpatico menestrello suonava e cantava senza sosta solo per far piacere agli ospiti, cioè noi.

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