Szczęsny e i romani, Brzęczyszczykiewicz e i tedeschi

Wojciech Szczęsny è ufficialmente il nuovo portiere della Roma. E’ raro da parte nostra parlare di argomenti di strettissima attualità, ma di tanto in tanto ci concediamo un’eccezione, specie se si tratta di eventi davvero particolari o molto curiosi come questo. In questo caso la nota di colore non è data sicuramente dalla notizia in sé, e vedremo subito perché.
Concedendoci giusto una breve parentesi sulla cronaca, il giovane portiere 25enne dovrebbe rimanere nella capitale con la formula del prestito dall’Arsenal. La squadra inglese lo ha declassato nella gerarchia dei portieri in rosa, sia per l’arrivo dell’esperto Czech, e sia per recenti bravate di cui è stato protagonista, dalla lite per le sigarette con il suo allenatore fino all’inalazione dell’hippy crack, tecnicamente ossido di diazoto, una sorta di droga – legale – che dà lo stesso effetto del gas esilarante. “Il gigante”, 195cm per 75kg, vanta già una certa esperienza tra Premier League e nazionale polacca con ottime prestazioni (noi lo abbiamo conosciuto già con un video in occasione di Euro2012), quindi la Roma sembra aver sfruttato una buona occasione, ma dalla condotta comportamentale scopriremo se è davvero così o se si rivelerà un secondo Cassano.
Venendo al lato curioso, come hanno reagito i romani a questa notizia? E soprattutto: quale sarà il loro rapporto con il suo nome? Se i baresi e i torinisti sono stati fortunati con Glik, se ai fiorentini gli è andata bene con Boruc e Wolski, se l’Udinese se l’è cavata con Zieliński, ai tifosi giallorossi si prospetta una bella serie di esercizi per la lingua. Ma si sa, i romani sono una spanna avanti a tutti ed escono sempre brillantemente anche dalla più angusta delle situazioni. Un esempio? Davanti alla problematica del nome, un tifoso ha risposto: “Lo ponno chiama’ ‘aò’!” (“Lo possono chiamare ‘aò’!”). Grazie al gruppo editoriale RCS, ecco un bel video con le pronunce più fantasiose e le reazioni più simpatiche.
Questo ricorda un frammento conosciutissimo di “Jak rozpętałem drugą wojnę światową”, vecchio film comico del 1969 diretto da Tadeusz Chemielewski che racconta le peripezie del soldato polacco Franciszek Dolas all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Nella scena in questione, è alle prese con alcuni soldati nazisti che soggioga furbescamente sfruttando la complicata fonetica della sua lingua madre, basta guardare il video e sentire cognomi e luoghi per comprendere il grado di difficoltà cui ci si trova di fronte. Domandona: lo sconforto e la frustrazione dei tifosi verso Szczęsny sarà lo stesso? A quanto pare, dipenderà solo dalle sue prestazioni in campo.

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