L’esercito polacco in Italia nella II Guerra Mondiale

Raramente, forse mai, capita di vedere un documentario che parli della Polonia o della sua storia. Il programma di Rai3 “Il tempo e la Storia” ci ha riservato una bella eccezione, interessante e di qualità dal momento che ci si sofferma su un capitolo importantissimo della storia polacca, ma anche italiana ed europea, la II Guerra Mondiale. In particolare si approfondisce un aspetto che riguarda da vicinissimo noi italiani, la venuta dell’esercito polacco nello Stivale, che contribuirà in modo sostanzioso alla liberazione italiana dai nazisti tedeschi.
Nel videodocumentario disponibile qui sotto in versione integrale Massimo Bernardini racconta con l’aiuto della polonista Krystyna Jaworska la storia del secondo Corpo d’Armata polacca del Generale Władysław Anders e della sua formazione. Si parte dal contesto iniziale, il patto Ribbentrop-Molotov (23 agosto 1939) che dà il la alla II Guerra Mondiale con l’invasione congiunta della Polonia da parte di tedeschi e russi (1° settembre). In molti fuggono, ma molti altri vengono imprigionati, e altri ancora deportati nei gulag sovietici in Siberia. Tra i prigionieri c’è anche Anders, trattenuto per due anni. Si tocca il triste tasto del genocidio di 20mila ufficiali a Katyń culminato il 10 aprile 1940, da cui solo pochi fortunati si salvano. Anders è tra questi, e quando nel 1941 Hitler invade a sorpresa la Russia, viene siglato un accordo russo-polacco (con il governo di Sikorski esiliato a Londra) per la formazione in Russia di un’armata polacca al fine di respingere i tedeschi. Il compito è affidato ad Anders, a cui gli vengono affidate le sorti di circa 110mila compatrioti, tra cui 20mila donne e altrettanti bambini. Il generale esaudisce la volontà di trasferire l’enorme plotone in Persia, che offre condizioni climatiche più favorevoli, ma che soprattutto è un Paese neutrale presidiato anche da forze inglesi.
La storia dell’esercito è sia militare che umana, con diverse storie che vedono la sensibilità di Anders alle prese con le fragilità di alcuni soldati o con i bisogni dei popoli scampati alla morte. Si racconta anche la storia dell’orso siriano Wojtek, adottato da cucciolo proprio in Persia e tenuto fino alla fine della Guerra (prima di finire tristemente in uno zoo di Edimburgo). Wojtek diventa la mascotte dell’armata, tanto da essere portato fino in Italia, dove già si prevedeva lo sbarco delle forze Alleate. Si risale la penisola partendo dalla Puglia, e l’impegno dell’armata è evidente soprattutto in Abruzzo e per la presa di Montecassino (11 maggio 1944). La marcia continua sulla costa adriatica arrivando fino a Bologna (21 aprile 1945) e Predappio, e i soldati che perdono la vita nelle battaglie sono tanti (oltre ai cimiteri polacchi di Montecassino, Bologna o Loreto, ve ne sono degli altri in diverse città italiane). La fine della Guerra è però beffarda per la Polonia, che non riacquista la tanto agognata indipendenza, e costringe di fatto gran parte dell’armata a non tornare in patria costituendo delle comunità in alcune città italiane o emigrando in diversi Paesi come Inghilterra, Usa, Australia e Argentina.
Ci permettiamo di aggiungere una considerazione sullo sbarco e l’insediamento in Italia dei polacchi. In pochi sono a conoscenza di questo, e molti di quei pochi ricordano soprattutto la battaglia di Montecassino. Già si rievoca molto meno il loro importante contributo in città come Ancona o Bologna, ed è conosciuta ancor meno la loro massiccia presenza nel luogo in cui sbarcarono, la Puglia. Tra le Murge e il Salento, tanti furono i polacchi che subito dopo la guerra ci andarono in esilio, in attesa di quel sospirato ritorno in patria, che non avvenne mai. Il vicepresidente dell’Ass. Nazionale Famiglie dei Combattenti polacchi in Italia, il leccese Wojtek Pankiewicz, ci tiene a ricordare l’enorme aiuto dei polacchi nella Liberazione dell’Italia dai nazifascisti, e fa spesso notare come i quattro cimiteri polacchi in Italia si trovino a Montecassino, Bologna, Loreto, e poi proprio in Puglia, a Casamassima (BA). Il 20 novembre 2014 si è tenuta a Mottola (TA) la mostra “La Puglia dei polacchi”, per promuovere la memoria della presenza polacca nel tacco d’Italia. Per approfondire, consigliamo vivamente la visione del documentario e del breve servizio sulla mostra. Buona visione.

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