La festa di “Andrzejki”

Sia in Italia che in Polonia, il mese di novembre offre la possibilità di passare una serata all’insegna della spensieratezza e del divertimento con gli amici, pur trattandosi di due occasioni totalmente diverse l’una dall’altra. In Italia, infatti, è celeberrima la festa di San Martino dell’11 novembre: di origini venete, si è diffusa in tutto lo stivale principalmente come la ricorrenza che segna l’arrivo del vino novello. Sulla base di questo, numerosi sono gli eventi organizzati da istituzioni pubbliche, enti privati e locali vari, ma al contempo si è soliti organizzare una serata casereccia in comitiva all’insegna di piatti tipici autunnali e, soprattutto, dell’immancabile vino rosso.
Sebbene anche nei calendari polacchi si ricordi il santo di Tours, non esiste nella tradizione del Paese qualcosa di simile all’Italia, sia per la bassa popolarità del vino nel corso della storia, e sia per la più recente restaurazione della festa dell’indipendenza proprio l’11 novembre. In compenso, in Polonia è diffusa una festa popolare comunemente chiamata “Andrzejki“. Il nome della festa deriva da un altro santo, Andrea, il quale, oltre ad essere patrono di alcune nazioni europee come Scozia, Grecia, Romania, Russia e Ucraina, viene ricordato con feste di vario stampo in Germania, Austria, e nelle nazioni slave, tra cui quindi la Polonia. Nei calendari la ricorrenza cade il 30 novembre e segna l’ingresso al periodo dell’Avvento e del Natale, fatti perlopiù di preghiera. Così si è creata simbolicamente l’ultima occasione dell’anno per i divertimenti più pagani, organizzati per la sera della vigilia, il 29 novembre. lanieCosa si fa dunque nella sera di Andrzejki? Tutto parte dalla credenza secondo la quale questa notte sia magica e dia la possibilità ad una persona di conoscere il nome o il profilo del futuro marito o moglie attraverso riti divinatori (wróżby) e giochi di diverso genere. Per quanto l’origine di questa tradizione non sia certa, l’ipotesi generalmente più accettata è imperniata sull’etimologia greca del nome Andrea (da andros), che indica l’uomo nella sua accezione virile. In effetti, un tempo solo le giovani ragazze single festeggiavano questa ricorrenza popolare, e un paio di proverbi lo confermano: “Noc Andrzeja Świętego przywiedzie narzeczonego” (La notte di Sant’Andrea porta il fidanzato) e “Na Świętego Andrzeja pannom z wróżby nadzieja” (A Sant’Andrea la speranza delle ragazze è nella divinazione). Nonostante ciò, con il tempo questa tradizione si è estesa anche ai ragazzi, e in genere ai single.
Nei locali e nei ristoranti si può assistere a serate ad hoc, ma come nel San Martino italiano, si organizzano spesso serate tra amici a casa di qualcuno, e anche la cucina fa la sua parte: si possono preparare vari tipi di torte, crocchette di verza e funghi, uova sode ripiene con salmone, rolada di prosciutto ripiena, zuppa di barbabietola, muffin dolci e salati, wurstel, salsiccette in pasta francese, e via dicendo. Il pilastro della serata è ovviamente costituito dai riti magici per poter conoscere l’uomo o la donna della propria vita. Questi atti divinatori possono essere individuali oppure di gruppo, e quelli individuali hanno origini più lontane nel tempo – e di conseguenza pensati più per le ragazze -. Tra i più conosciuti c’è sicuramente quello secondo il quale si mettono sotto il proprio cuscino dei pezzi di carta con su scritti dei nomi di ragazzi ritenuti potenziali partner o mariti. Al risveglio del giorno dopo, la prima cosa che si fa è prendere da sotto il cuscino un pezzo di carta, che corrisponderà al futuro marito. Un altro rito popolare è il portare a casa un ramo di ciliegio o amarena tagliato il giorno di Sant’Andrea e tenerlo con cura in un vaso con dell’acqua: se fiorisce entro il giorno di Natale, sarà il segno che presto ci si sposerà. Altri riti propiziatori sono più antichi e oggi in disuso, come il digiunare il giorno della vigilia pregando il santo, nella speranza che durante la notte si possa sognare l’uomo che si sposerà. In Polonia orientale un tempo le ragazze seminavano in un orto o in dei vasi dei semi di lino o canapa, procedendo poi al raccolto indossando dei pantaloni maschili: ciò le avrebbe condotte nella casa del loro futuro marito. Nel video qui sotto è possibile avere un primo panorama sui giochi e i riti che si fanno con gli amici o i potenziali partner. Subito dopo ne descriveremo i più popolari, qualcuno meno conosciuto, e aggiungeremo una nota su una vecchia usanza ormai ignorata dagli stessi polacchi:
Il rito indubbiamente più famoso e popolare è quello della lettura della cera: una volta sciolta la cera di una candela in un pentolino, la si versa in una ciotola d’acqua fredda attraverso il largo occhio di una chiave. Quando si sarà solidificata, con una luce se ne proietta  su un muro l’ombra, che darà delle indicazioni fisiche, professionali o caratteriali sul futuro partner. Un gioco altrettanto popolare è quello delle tazze. Sono necessarie otto tazze e sette oggetti, ognuno con un suo significato simbolico: la fede rappresenta un matrimonio imminente, un anello il fidanzamento, un pezzo di pane il benessere, una banconota la ricchezza, dello zucchero una vita dolce, del sale una vita agitata o deludente, un ciuccio l’arrivo di un bambino, e l’ottava tazza rimarrà vuota per indicare l’assenza di cambiamenti. Una volta nascosti gli oggetti nelle tazze capovolte, il prescelto ne sorteggerà una e così conoscerà il proprio futuro. Ovviamente ci sono anche delle varianti, in cui altri oggetti possono simboleggiare altri esiti del proprio futuro: una foglia indica che si rimarrà zitelle a vita, il rosario che si diventerà monaca o prete. Un altro gioco popolare è quello del cuore trafitto: su un foglio di carta si disegna un grande cuore con elencati vari nomi di ragazzi (se giocano le ragazze) o di ragazze (se giocano i ragazzi). Una volta capovolto il foglio in modo che non si vedano i nomi, chi gioca dovrà trafiggere il cuore con un ago o uno spillo: il nome trafitto sarà quello del futuro partner. Si può continuare ancora con il gioco delle scarpe: progettando un percorso che va da un muro della casa fino al suo ingresso, ogni partecipante usa la propria scarpa per formare un “serpente” che vada in direzione del traguardo: la scarpa che varcherà l’ingresso di casa sarà quella il cui proprietario si sposerà prima di tutti/e. E ancora, esiste la lettura della buccia di mela: una volta sbucciata una mela in modo da ottenere un unico lungo pezzo di buccia, si lancia quest’ultima dietro di sé rigorosamente con la mano sinistra, la mano del cuore. Dalla posizione che la buccia avrà assunto se ne dovrà ricavare una lettera, e quella sarà l’iniziale del nome del futuro marito o moglie. E’ in voga anche una variante della mosca cieca: si sceglie una persona da bendare e mettere in mezzo ad un cerchio di partecipanti del sesso opposto. Il partecipante verso cui la persona bendata si dirigerà e toccherà sarà il suo partner. Questo gioco ha origini da una vecchia versione praticata in Cuiavia e in Piccola Polonia – le regioni di Włocławek e Cracovia -, dove le ragazze in cerchio mettevano in mezzo un’oca bendata: la prima ragazza toccata dall’oca sarebbe stata quella a sposarsi per prima. Rimanendo in tema di animali, se si ha a disposizione un gatto o un cane, ci si può far dire da loro chi si sposerà più presto e con chi: basta che ogni partecipante abbia in mano un po’ di cibo che  rappresenti un determinato potenziale partner. La cosa che l’animale mangerà per prima designerà il matrimonio che in effetti si realizzerà.
Se dopo tutto ciò non si è ancora contenti, si possono prendere due fiammiferi e accenderli: se le due fiamme si dirigeranno l’una verso l’altra, i propri sogni più nascosti si realizzeranno entro l’anno. E infine, se si rientra a casa a piedi, ci si può creare mentalmente una breve lista di potenziali partner e scorrere la lista man mano che si contano i lampioni presenti per strada: il nome attribuito all’ultimo lampione prima di entrare a casa sarà il proprio marito/moglie.
Concludiamo il tutto con la nostra consueta nota di colore. Abbiamo detto che in origine la fesa di Andrzejki era dedicata esclusivamente alle ragazze. Ciò era dovuto anche al fatto che in passato – specie durante il Medioevo – era in voga un corrispettivo per i ragazzi chiamato Katarzynki. Questa ricorrenza si teneva la sera del 24 novembre, vigilia di S. Caterina d’Alessandria, patrona guarda caso dei giovani single alla ricerca della donna della loro vita. Anche in questo frangente vi è un proverbio a testimonianza di questo: “W noc świętej Katarzyny pod poduszką są dziewczyny” (Nella notte di Santa Caterina sotto il cuscino ci sono le ragazze). Nonostante ciò, questa festa è caduta in disuso verso la fine del 1800, ma dalle fonti disponibili in merito si deduce che i riti divinatori erano molto simili a quelli usati durante la festa di Andrzejki, in primis il gioco delle tazze (la cui scelta era accompagnata dalla formula “Kasiu daj znać, co się będzie ze mną dziać“), quello dei pezzi di carta sotto il cuscino con i nomi donna da sorteggiare la mattina seguente, o ancora, come rito propiziatorio, di mettere sotto il proprio cuscino nove piume di uccello per augurarsi di sognare la prossima fidanzata. Anche se ora tutto è limitato ad Andrzejki, in Polonia si sogna ancora.

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