Dove si vive meglio in Polonia? Conferme e sorprese

Qualche giorno fa il settimanale online Polska Newsweek ha elaborato una mappa molto dettagliata relativa alla qualità della vita in Polonia nel 2013, basandosi sulle statistiche del GUS (l’Istat polacco) e dell’OCSE. In questi anni l’Europa e il mondo hanno manifestato il loro apprezzamento verso la Polonia, i mass media dicono che il reddito dei cittadini polacchi è in aumento, e che il Prodotto Interno Lordo cresce senza ostacoli – come le crisi “poco sentite” del 2008 e 2011. Anche il presidente Komorowski in occasione della Festa dell’Indipendenza dello scorso 11 novembre ha dichiarato che il livello di ricchezza non è mai stato così vicino a quello dell’Europa Occidentale da 500 anni a questa parte (ovvero dai tempi dell’Impero polacco-lituano, per capirci). Questo è il quadro generale della nazione.
Andando un po’ più nel particolare, invece, una certa eterogeneità all’interno è evidente, ma non si scopre niente di nuovo o di insolito visto che in ogni stato c’è sempre una zona che fa da “motore” e una che rimane un po’ più indietro. Il nostro stesso Stivale ci dà degli esempi ben noti: lo stipendio medio è di circa 1300€ mensili, ma sappiamo bene che in alcune zone si guadagna di più e in altre si fa fatica ad arrivare a 800€; la disoccupazione nazionale danza intorno al 13%, ma mentre a Bolzano la percentuale si ferma al 4,5%, a Napoli, Crotone e Medio Campidano schizza paurosamente al 28%. Per questo motivo, i dati elaborati per la Polonia sono estremamente interessanti e forniscono un’ottima lente d’ingrandimento se si vuole conoscere una zona ben precisa, in quanto l’unità territoriale presa in considerazione è il powiat (in Polonia sono 380). I parametri che hanno contribuito al punteggio finale sono legati a: stipendio medio mensile (lordo), tasso di disoccupazione, quello di criminalità, titolo d’istruzione (laurea), frequenza dei bambini alla scuola materna e quella dei cittadini alle elezioni amministrative. 139.1 Polonia tenore vitaIl primo dato generale è piuttosto facile da prevedere, come si può ben vedere dalla cartina qui affianco: ad avere i risultati migliori sono le grandi città e gli agglomerati urbani intorno ad esse, in cui la maggior parte delle grandi industrie nazionali e multinazionali hanno deciso di impiantarsi. Inoltre è ben visibile come varie regioni del Nord e dell’Est vivano una situazione meno agiata rispetto a quelle meridionali e occidentali, a confermare ancora una volta l’esistenza di una Polonia a doppia velocità, o come l’abbiamo definita quasi un anno fa, di due Polonie.
139.2 Ranking Powiat PoloniaE’ possibile sfruttare la mappa interattiva fornita in questa pagina per avere una prima panoramica, ma cliccando (e poi zoomando) sulla graduatoria completa ed integrale da noi elaborata qui affianco, è possibile andare più nel dettaglio, dove le sorprese non mancano. Già al primo posto ne troviamo una, Sopot: è questa la città in cui si vive meglio in Polonia, con un tasso di disoccupazione di solo il 4,8% (a fronte del 11,5% nazionale, dato aggiornato a settembre 2014), uno stipendio medio lordo di 4500zł (media nazionale 3867zł), una percentuale di laureati (33,7%) sicuramente superiore al 17,5% nazionale (dati GUS), e con un tasso di elettori “praticanti” del 56,91% (contro il 47,32% nazionale, dati Dituel). Nelle zone altissime troviamo quasi tutte le “big” e i loro agglomerati urbani, da Varsavia a Danzica, passando per Poznań, Katowice, Breslavia, Cracovia, Gdynia, e ci sono anche Resovia, Opole, Zielona Góra, Lublino, Olsztyn, Gliwice e Bielsko-Biała. In ciascuna di esse si constata una bassa disoccupazione, uno stipendio oltre la media, un buon numero di laureati, ma di contro la percentuale di votanti non è altrettanto elevata. L’assenza pesante dalla vetta è senza dubbio quella di Łódź, relegata solo al 58° posto e con dati relativamente conformi alla media nazionale.       – La seconda grossa sorpresa la si nota sempre nella top20: con un brillante 8° posto si piazza la sconosciuta Lubin ridente cittadina slesiana di 75mila abitanti, 70km a Nord-Ovest di Breslavia. Se è vero che il numero dei laureati (16,3%) è di poco sotto la media, e che la disoccupazione non rappresenta una piaga sociale (10,9%), il vero jolly è dato dal più alto stipendio medio lordo mensile di tutta la Polonia, ben 6641,40zł. Oltre alla posizione geografica favorevole, il motivo di questo exploit è dato dalla sua dinamicità economica, e uno dei motori trainanti è senza dubbio la multinazionale polacca KGHM Polska Miedź, una delle più grandi produttrici di rame, argento e altri metalli raffinati in tutto il mondo: dal loro sito si legge che nel 2012 i dipendenti in Polonia erano oltre 18mila.                                                                                                                                                           – Le altre due rivelazioni della classifica sono Nowy Sącz (17°) e Siedlce (21°). Qui gli stipendi non sono esaltanti come nelle altre città finora citate, ma anche in questo caso non vi sono problemi legati a disoccupazione o bassa istruzione. A Nowy Sącz, cittadina dei Carpazi gemellata con la città di Massa, hanno sede alcune industrie di edilizia e infrastrutture, ma vive molto di turismo e ospita due importanti università di economia e business della Polonia, la pubblica Państwowa Wyższa Szkoła Zawodowa e la privata National-Louis University. Siedlce invece è una delle pochissime città dinamiche del profondo Est polacco. 90km a Est di Varsavia, anche qui sono presenti industrie edili e di infrastrutture, ma anche importanti centrali energetiche la cui economia le permette una discreta qualità della vita.                                                                                                                           Con questo quadro si ha modo di conoscere città o province prima ignorate, con la grossa opportunità di avere una maggior consapevolezza della composizione della Polonia, un Paese che aldilà delle immancabili imperfezioni, sta sviluppando una rete sociale ed economica non più limitata a tre o quattro centri principali. Se in tutto questo verrà affrontata e risolta anche l’arretratezza del settentrione, sarà un importante ulteriore passo in avanti per il Paese, ma questo potremo saperlo solo tra un po’ di anni.

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2 risposte a Dove si vive meglio in Polonia? Conferme e sorprese

  1. Izabela Kozinska ha detto:

    Ciao, che bello leggere della mia amata Lubin!

  2. Pingback: L’emigrazione italiana in Polonia | Qui Polonia & Italia™

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