Lingua polacca – 11. Il tempo presente

Dopo una piccola scorpacciata di lessico fatta nelle scorse cinque lezioni, torniamo finalmente alla grammatica pura, iniziando ad immergerci in un mondo particolare come quello dei verbi, fondamentali dal momento che tutte le frasi girano intorno all’azione da essi espressa. Appuntiamo una premessa sui modi e i tempi esistenti e più usati: è bene sapere infatti che l’italiano, in quanto lingua romanza, possiede quattro modi verbali finiti (indicativo, condizionale, congiuntivo e imperativo), mentre il polacco è privo del congiuntivo. Anche in merito ai tempi verbali il polacco è lievemente più semplificato rispetto all’italiano in quanto noi usiamo il presente progressivo (stare+gerundio) e il futuro intenzionale (stare per+infinito), mentre in polacco essi sono sopperiti rispettivamente dal presente e dal futuro. In più, in polacco non ci sono differenze tra passato prossimo e passato remoto. A queste semplificazioni, però, si accompagna anche un brutto ostacolo per noi italiani, quale la differenza tra verbi perfettivi e verbi imperfettivi: in polacco molte delle azioni si esprimono con due verbi diversi (quasi sempre somiglianti tra loro) a seconda se parliamo di un’azione concreta e specifica oppure di un’azione generica, abituale o indefinita. Approfondiremo per bene questa differenza tra alcune lezioni, e dunque per ora limitiamoci a sintetizzare un paragone generale tra italiano e polacco sul modo indicativo:
pERFET iMPERFEntriamo nel cuore del nostro tema e vediamo come si forma il tempo presente dei verbi. Sia polacco che italiano hanno sei desinenze diverse per le sei persone, e in entrambe le lingue è possibile omettere i pronomi personali soggetto, necessari solo per sottolineare una contrapposizione tra due soggetti differenti. D’altro canto, mentre in italiano sappiamo che ci sono tre gruppi di verbi (in -are, -ere e -ire) in base ai quali applichiamo determinate desinenze, i libri di grammatica polacca difficilmente espongono la questione in questo modo, in quanto non esistono regole che permettono di associare una determinata serie di desinenze in base al suffisso dell’infinito (il 99% dei verbi polacchi all’infinito terminano con una “ć”, ma in questo caso non ci aiuta). Tuttavia noi abbiamo identificato alcune casistiche in cui è possibile formulare delle regole. Analizziamo il primo specchietto qui sotto (a cui ne seguirà un secondo altrettanto importante):
I
II
III
IV
Mieszk
(attenti a eccezioni)
(vari, anche irreg.)
(vari, anche irreg.)
Mow, Myśl, Licz
(attenti a eccezioni)
-am
-em
-asz
-esz
-esz
-isz (ysz)
-a
-e
-e
-i (-y)
-amy
-emy
-emy
-imy (-ymy)
-acie
-ecie
-ecie
-icie (-ycie)
-ają
-eją / -edzą
Liquidiamo subito le desinenze dei gruppi II e III, in quanto non possono essere applicati a dei gruppi particolari di verbi. Queste desinenze sono sfruttate per lo più da verbi irregolari la cui desinenza all’infinito può essere -eć, -ić, -yć, -ść, -c, etc., e alcuni di questi al presente cambiano anche la propria radice, che ci si deve rassegnare ad imparare a memoria man mano che li si incontra (anche in questo caso vi rimandiamo alla lezione che dedicheremo ai verbi irregolari). Nel gruppo IV possono essere annoverati principalmente i verbi terminanti in -eć, -ić, -yć, ma la cui radice non cambia al presente, e che quindi possiamo definire regolari. Nel grafico abbiamo riportato mowić (dire), myśleć (pensare) e liczyć (contare). Il gruppo I è forse quello che può darci qualche soddisfazione in più in quanto a regole. Come primo orientamento di massima, le desinenze riportate sono usate dai verbi che all’infinito terminano in -ać (mieszkać = abitare). Bisogna fare attenzione ad alcuni verbi irregolari (ad esempio, pisać, jechać, brać…  – con tutti i verbi da essi derivati – seguono le desinenze del gruppo III), ma d’altro canto possiamo classificare due ulteriori sottogruppi, riassunti in questo schema:
Pracować, Opisywać, Oszukiwać
Dawać
-uję
-aję
-ujesz
-ajesz
-uje
-aje
-ujemy
-ajemy
-ujecie
-ajecie
-ują
-ają
E’ importante quindi fare attenzione a cosa c’è prima di -ać all’infinito.
Questo è a nostro avviso il modo più schematico per avere una prima buona visione d’insieme dei verbi polacchi al presente. Se volete esercitarvi, usate il vocabolario italiano-polacco da noi consigliato come di consueto nei widget del blog qui a destra, provate a cercare qualche verbo a voi utile e a coniugarlo (sperando che sia regolare). Come input iniziale, potete provare a coniugare i verbi riportati negli specchietti, e se vi va ancora, anche questi: ubierać, dzielić, prowokować, oglądać, woleć, prowadzić, podróżować, grać, włączyć.

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2 risposte a Lingua polacca – 11. Il tempo presente

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