Pewex, Baltona e Carte di Razione: il commercio della Polonia socialista

Un po’ di tempo fa avevamo fatto un excursus tra la storia e l’attualità dei bazar e dei delikatesy presenti in Polonia. Se in quel frangente avevamo trovato bene o male dei parallelismi con l’Italia, un discorso a parte va fatto per una dimensione particolare del commercio di alimenti e beni di uso quotidiano. Oltre ai negozietti artigianali e ai chioschi, la longa manus del socialismo polacco faceva presa in questo settore anche in modo più diretto attraverso un paio di marchi, oramai incastonati nella storia polacca della seconda metà del XX secolo. Parliamo delle reti Pewex e Baltona.
nn WARSZAWA SKLEP PEWEXIl termine Pewex (o Peweks) è la forma contratta di Przedsiębiorstwo Eksportu Wewnętrznego (Compagnia di Esportazione Interna), e comprendeva una rete di negozi e supermercati riconosciuti e gestiti a livello statale. Spesso i negozi Pewex venivano indicati come quelli dove reperire prodotti “di lusso” dal momento che si commerciavano vari tipi di beni, in primis quelli considerati “occidentali” e non reperibili in altro modo (caffè, cioccolato, liquori, coca-cola, vari prodotti alimentari, jeans, giocattoli, sigarette, TV, automobili, elettrodomestici, etc.). Non mancavano tuttavia alcuni prodotti polacchi, specie quelli votati all’esportazione turistica (come vodka e prosciutto di Cracovia). Ma è interessante capire un po’ di più il perché della sua nascita ed espansione. Le basi della creazione di Pewex iniziarono a formarsi già nel 1960, quando si legiferò il divieto di possesso di valuta straniera da parte dei cittadini, pena multe molto salate. Così, per disfarsi di dollari americani, marchi tedeschi, etc., i polacchi dovevano recarsi nelle filiali della banca statale PeKaO, le quali davano in cambio dei buoni chiamati bony towarowe. Il costo del bon era stabilito in rapporto al dollaro, ed erano delle vere e proprie banconote il cui valore andava da un centesimo a 100$ (spesso si parla del bon dell’epoca come di una seconda valuta polacca alla stessa stregua dello złoty).
131.2 Bon TowarowyI bony towarowe potevano essere spesi solo nei negozi di proprietà della PeKaO, che nel 1972 fondò una società distinta, la Przedsiębiorstwo Eksportu Wewnętrznego, con cui si identificavano questi negozi: così nacque ufficialmente il marchio Pewex. Questa strategia dei negozi statali fu concretizzata da Edward Gierek, segretario del Partito dei Lavoratori, all’epoca al potere, con lo scopo di rafforzare ed ottimizzare le modalità di rastrellamento delle valute straniere possedute dai cittadini. In questo modo si cercava di restituire quanto prima i prestiti ricevuti dai vari stati esteri nel decennio precedente (negli anni ’70 la Polonia stava conoscendo un periodo di crisi economica, a cui lo stato dovette far fronte anche attuando un aumento dei prezzi, sempre con lo scopo di ripagare i debiti). I turisti e i lavoratori che arrivavano in Polonia dall’Occidente trovavano in Pewex un ottimo punto di riferimento, sia per la tipologia e la qualità dei prodotti e sia per i loro costi, più bassi che nell’Europa occidentale, complice anche il fatto di essere esentasse.
131.3 pewex_2Con i disordini degli anni ’80 la varietà dei prodotti disponibili nei negozi Pewex si allargò fino ad offrire anche prodotti basilari come cibo o carta igienica, e anche comprare una macchina o un appartamento era conveniente, visto che, diversamente, si sarebbe dovuto aspettare mesi o perfino anni. Con la caduta del Muro di Berlino e di quel sistema economico vigente in Polonia, si dissolse anche la centralità del ruolo che Pewex aveva assunto. Il marchio continuò tuttavia a sopravvivere anche dopo il 1997, anno in cui fu acquisita dalla società francese Concorde Investissement e indirizzata verso il mercato immobiliare. Nel 2003 ci fu la fusione vera e propria tra le due compagnie, segnando la fine del marchio Pewex così come lo si conosceva. Attualmente esiste un negozio on-line pewex.pl specializzato in capi di abbigliamento e il cui logo si rifà all’originale, ma una curiosità forse ancora più interessante è che in provincia di Roma è diffusa una piccola catena di supermercati che usa proprio l’originale logo polacco Pewex. “Pewex” è anche il nome di un gruppo pop-dance polacco.
131.4 Baltona1Storia parzialmente simile per Baltona, un altro marchio commerciale che ha segnato la storia polacca del XX secolo. La società fu fondata nel 1946 e, come accadde successivamente per Pewex, fu sotto il controllo dello stato. L’origine del nome è composto: Bal (dal Mar Baltico) e Tona (da Towary = prodotti). Infatti, l’unica grossa differenza rispetto ai negozi Pewex è che il settore in cui Baltona operava era quello della fornitura di navi, porti marittimi, aerei, aeroporti, istituzioni diplomatiche, e in genere le porte d’ingresso tra la Polonia e l’estero. Ma il succo della sua azione commerciale è comparabile a Pewex: i suoi negozi erano rivolti a marinai, pescatori, lavoratori con contratti stranieri, diplomatici, e in generale tutti quelli che avevano valuta straniera, e per acquistare una qualsiasi cosa bisognava prima cambiarla con dei buoni simili in tutto e per tutto ai bony towarowe di Pewex, tanto da chiamarsi Marynarskie Bony Towarowe. I principali prodotti venduti erano conserve, salumi, pane, dolci, alcolici, sigarette, profumi e accessori vari. Anche in questo caso i beni erano piuttosto esclusivi e non reperibili altrove. Anche il destino di Baltona è diverso da quello di Pewex: nonostante la transizione dal sistema socialista a quello capitalista, il marchio Baltona è ancora esistente, sebbene le sue filiali siano ridotte a poche città del Nord e del Sud della Polonia come Danzica, Bydgoszcz, Świnoujście, Rzeszów, Cracovia e Katowice.
Se vogliamo andare ancora un po’ più in là sull’origine di questo criterio di commercio, sicuramente possiamo rifarci ai tempi durante e dopo la II Guerra Mondiale, tempi in cui i beni di prima necessità erano scarsamente reperibili. Gli stati dovevano far fronte a questo con un razionamento dei prodotti attraverso la concessione delle cosiddette Carte di Razione. 131.5 KartkaCosì facendo, tutti potevano aver diritto almeno al minimo indispensabile, e a prezzi di mercato o agevolati.  Nella metà del XX secolo, praticamente tutti i Paesi usarono le Carte di Razione, e nel caso specifico della Polonia si ebbero le Kartki in due periodi: oltre al biennio 1952-53, anche tra il 1976 e il 1989, sempre per la crisi economica accennata prima (a cui seguirono i moti degli anni ’80). Attualmente solo in Corea del Nord e a Cuba esistono ancora queste Carte. Un ultima curiosità per chiudere: così come le Carte di Razione erano diffuse in quasi tutto il mondo, anche catene simili a Pewex e Baltona esistevano in altri Paesi, soprattutto di stampo socialista (nella pioneristica URSS già negli anni ’30 c’era Torgsin – cambiata poi in Bieriozka; in Bulgaria c’era Corecom; in Cecoslovacchia Tuzex; nella Germania dell’Est Intershop…).

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