Il bazar e il delikatesy

Un italiano che arriva in Polonia, specie nelle prime volte, non può evitare di imbattersi in situazioni e cose diverse, curiose o strane. Tra i mille ambiti che si possono citare ci sono quello gastronomico (il gran consumo di cetrioli freschi e in conserva, l’ampio uso di panna acida e burro, il succo di frutta al pomodoro…), quello linguistico (la vastissima varietà di consonanti e il loro uso in sequenza rende il polacco una montagna ardua da scalare), quello delle abitudini quotidiane (la colazione continentale, la cena tra le 18 e le 19, il cappuccino di pomeriggio…) o quello culturale (i tre baci sulle guance, il maggior valore spirituale con cui si vivono certe ricorrenze religiose…). Tutto ciò chiaramente ci riporta a radici di vario tipo come il clima – con i prodotti che offre e le abitudini che induce –, le tradizioni, o più semplicemente i fatti storici e i governi politici con le inevitabili ripercussioni.
E’ anche grazie a questo che, con il tempo, si sono create varie dimensioni di commercio nella società polacca. Già nel lontano 2011 avevamo descritto ed elencato al meglio tutti i tipi di attività commerciali e i relativi brand che si possono trovare in Polonia: supermercati, banche, caffè, fast-food, ristoranti, farmacie, chioschi, compagnie telefoniche, edicole e librerie, negozietti di alcolici, negozi di abbigliamento, cosmetica e bricolage. In questa lunga carrellata avevamo anche accennato ad altre due categorie, quella del bazar e quella del delikatesy, senza però entrare troppo nel dettaglio. E’ tempo di farlo.
126.1 BazarI bazar altro non sono se non i mercati tradizionali – principalmente all’aperto – dove si commercia un po’ di tutto, vestiti, oggetti per la casa, cibo, utensili, accessori di ogni tipo, etc. Questo sistema di compravendita ha origini lontane nel tempo (IV sec. d.C.) e nello spazio (Medioriente), tanto che il termine bazar viene dal persiano e significa proprio “luogo dei prezzi”. Con il tempo il bazar si è diffuso in gran parte d’Europa, Italia inclusa, tanto che la nostra lingua ne ha acquisito anche il nome. E se in italiano lo mettiamo in parallelo con il tradizionale “mercato”, in polacco lo si accosta con targ o targowisko (mercati e targi possono essere sia all’aperto che al chiuso). In entrambi i Paesi, i bazar sono diffusi su scala quartierale, ma nella realtà polacca spesso si fondono con quello che in italiano chiamiamo mercato delle pulci. Detta in altre parole, nei bazar polacchi – anche delle grandi città – è possibile trovare un venditore regolarmente registrato al comune affiancato da un semplice cittadino che stende a terra una tovaglia o un lenzuolo ed espone gli oggetti più vari e stravaganti che si ritrova, pur di ricavarci qualcosina. Come per qualsiasi mercato, se un visitatore pensa di farci qualche acquisto, la negoziazione dei prezzi fa sempre parte del gioco, ed è bene tenere gli occhi aperti sulla qualità del prodotto interessato e sull’autenticità o la provenienza di beni come ad esempio indumenti, tappeti, biciclette… Come in tutto il mondo, anche in Polonia la rivendita di prodotti falsi o rubati potrebbe essere dietro l’angolo…
126. DelikatesyCon i delikatesy invece si va in una dimensione piuttosto diversa. La parola viene dal tedesco delikatesse, a sua volta derivante dal francese délicatesse, e in italiano si tradurrebbe con “delizie” o “prelibatezze”. In effetti con questo termine si indicava originariamente (prima metà del XX secolo) una particolare categoria di negozi che offrivano prodotti tipici gastronomici locali e nazionali di qualità superiore rispetto ai normali negozi alimentari, come anche beni importati dall’estero e difficilmente reperibili altrove. Il minimo comun denominatore era sempre quello della squisitezza, della sfizieria, dell’unicità dei prodotti venduti. Sempre guardando alla realtà polacca, l’apertura al capitalismo occidentale e la successiva globalizzazione hanno parzialmente dissolto questa distinzione con i normali supermercati. Da una parte c’è stato lo sviluppo dei moderni iper/supermercati e minimarket di vario livello qualitativo (limitandoci alle catene, le più diffuse sono Tesco, Carrefour, Auchan, Lidl, Biedronka; Żabka, Marcpol, Freshmarket), e dall’altra parte il settore dei delikatesy si è ridotto a poco più di un’attività a conduzione familiare o di piccole catene locali. Solo alcuni provano a mantenere alti standard qualitativi dei prodotti venduti ma, ciononostante, i negozi con l’indicazione delikatesy sono sempre diffusissimi, e alcune catene sono riuscite ad espandersi nei centri principali della Polonia, come Alma e Piotr i Pawel, o altre specializzate solo in determinati prodotti (carne, dolci, pesce, etc.) come Krakowski Kredens, Blikle, etc., con prodotti sfiziosi e qualità (e prezzi) al di sopra della media.
Se bazar e delikatesy continueranno ad esistere, la risposta sembra piuttosto prevedibile, ed è positiva. E’ vero che molto è cambiato negli ultimi decenni: come per ogni cosa, ci sono posti dove l’offerta è più ampia o migliore, e altri dove qualità o convenienza possono venir meno, ecco perché è sempre meglio conoscere un posto o un prodotto prima di comprare. Malgrado ciò, le realtà del bazar e del delikatesy sono troppo radicate nella società polacca per potersi estinguere, almeno nel prossimo futuro.
*Nell’articolo odierno come in quello del 16 Luglio 2011, le catene di supermercati e delikatesy citate sono state riportate esclusivamente per fini descrittivi e non promozionali. Le grandi reti nazionali sono sempre affiancate da altre meno capillari, operanti solo su scala regionale, o da singoli attività a conduzione familiare, e qui non nominate solo per logistica redazionale.
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