La TV, l’abuso del format e la distrazione di massa

Molte delle cose che l’uomo ha inventato non sono buone o cattive di per sé, ma la loro bontà dipende da come esse vengono usate. La fissione nucleare è utile per produrre energia o per costruire armi atomiche; un bisturi può contribuire a salvare vite umane o può uccidere. La TV può comunicare informazioni a milioni di persone in tempo reale, o può anche essere sfruttata per distorcere la realtà, indottrinare le menti o semplicemente distrarle.
Nei primi 25 anni della televisione italiana si sono affermati programmi basati sul sano intrattenimento (“Canzonissima”, “Il Musichiere”, “Lascia o raddoppia”, “Carosello” e altri), sull’informazione e sull’educazione (telegiornali, “Telescuola”, “Non è mai troppo tardi”). Tra gli anni ’70 e ’80 si è ampliata l’industria di telefilm e telenovelas importati dall’America, e sebbene continuassero a nascere programmi costruttivi e genuini come “Quark”, “Fantastico”, “Mixer”, “Quelli della notte” e via dicendo, si espanse anche il genere del quiz (“Il Pranzo è servito”, “La Ruota della Fortuna”, “Telemike”, “Ok, il prezzo è giusto”, etc.), tutto in coincidenza con la creazione dei tre canali televisivi privati del gruppo Fininvest. Accanto ai normali quiz, già in quell’epoca si potevano individuare le prime tracce di un intrattenimento nuovo, più spinto anche dal punto di vista del nudo. I primi programmi in tal senso sono “Spogliamoci insieme” (1977, Teletorino), “Stryx” (1978, Rai2), e il più celebre “Colpo Grosso” (1987, Italia7). E’ la prima vera forma di mezzo di distrazione di massa: ad oggi è evidente come una buona parte dei quiz e dei cosiddetti varietà abusino di questo espediente per accalappiare e ipnotizzare spettatori, ma anche spettatrici (qui la parità di genere ha fatto passi da gigante). Sempre tra gli anni ’70 e ’80, con i pioneristici “Bontà loro” (1976, Rai1), “Acquario” (1978, Rai1), “Aboccaperta” (1981, TMC) e il famoso “Maurizio Costanzo Show” (1982, Rete4), iniziava a farsi strada anche il genere del talk-show, originariamente un contenitore in cui una o più persone erano invitate a parlare di temi di attualità o politica. Col passare degli anni sono cresciuti il numero e la diversificazione di questi programmi, sia per i temi (oltre ad attualità e politica, anche società, economia, intrattenimento, etc.) che per il livello e i metodi di approfondimento. Ci ritorneremo più tardi.
In altre parole, i programmi di informazione, scienza e sano intrattenimento sono continuati ad esistere e ad evolversi, ma con più fatica: i telefilm costituiscono oggi una delle colonne portanti dei palinsesti e un discreto mezzo di distrazione di massa, e il loro numero enorme ci impedisce di riportarne qui una lista esaustiva. Anche quiz e talk-show si sono inesorabilmente succeduti e moltiplicati, e a tutto ciò dobbiamo aggiungere un altro genere, quello del reality-show, nato a metà degli anni ’90 e diffusosi esponenzialmente nel decennio successivo. In questa tabella riportiamo solo quelli seguiti maggiormente in Italia:
Amici di Maria
Ballando con le stelle
Campioni, il sogno
The Bachelor
Cambio moglie
Grande Fratello
Il Ristorante
La Fattoria
La Talpa
L’Isola dei Famosi
Music Farm
Operazione Trionfo
La Pupa e il Secchione
X Factor
Survivor
SOS Tata
Reality Circus
The Hills
 All’inizio abbiamo detto che un mezzo è buono o cattivo a seconda dell’uso che se ne fa. E a detta di molti, negli ultimi 20-25 anni si è constatato un degrado di certi talk-show e reality (ma anche di alcuni quiz, telefilm e varietà), tanto da usare il termine “trash” per denotarne la scarsa qualità. Quali fattori bollano un programma come “trash“? Sicuramente due scenari opposti tra loro quali l’importanza data ad argomenti irrisori e l’eccessiva superficialità con cui vengono trattati temi importanti, ma anche atteggiamenti ostili o violenti sia linguistici che – in casi estremi – fisici, e in generale il basso livello culturale dei partecipanti, la sovrapposizione degli interventi degli interlocutori, e un abuso del volume della voce. E’ così che, ad esempio, un esperimento sociologico pur interessante come quello di rinchiudere in una casa 10 persone di diversa estrazione culturale e sociale può diventare poco più che un fenomeno da baraccone se viene gestito male o non gli viene dato spessore antropologico o culturale. In altre parole, se un talk-show, un reality o un qualsiasi format televisivo viene condito dal giusto quantitativo di trash, si genera un’eccellente forma di distrazione collettiva dal mondo reale, spesso premiata da un alto tasso di share. Proprio per questi buoni (e inquietanti) risultati di popolarità, alcuni programmi basano volontariamente il loro format proprio su uno o più di questi elementi negativi: è così che il germe latente del trash si propaga occasionalmente anche in programmi di solito non affetti da tali sintomi. In Italia spesso si associa questo declino con l’avvento nazionale del gruppo televisivo facente capo a Silvio Berlusconi. Ad essere onesti, questo calo di livello si verifica anche in altri Paesi (Stati Uniti, per dirne uno), ma è anche vero che la quantità dei programmi italiani additati per i connotati degradanti è superiore rispetto al resto dei Paesi europei, e sono trasmessi proprio dalle reti televisive del Cavaliere. Dunque è difficile negare che il gruppo Mediaset e il suo patron abbiano una percentuale di responsabilità in questo regresso tutto italiano. La situazione sociale critica degli ultimi anni nel Paese aveva portato i direttori generali dei vari canali televisivi alla sospensione di alcuni reality e talk-show, ma questa tregua sembra abbia avuto vita breve, visto che uno dei simboli del reality trash come il “Grande Fratello” è appena tornato alla ribalta.
Oltre al reality, il degrado culturale tocca anche il quiz e soprattutto il talk-show, di cui dicevamo ne esistono vari tipi. La tipologia legata alla società delle persone “normali”, dei cittadini che si incentrano sulla loro persona, è quella dove più spesso sono riscontrabili gli elementi del trash (scarso livello culturale, esposizione di nudità, linguaggio violento – offensivo, sovrapposizione degli interventi, voce alta, questioni irrisorie a cui si dà importanza). Tuttavia è interessante notare come molti di questi elementi si trovino oramai in vari talk-show di approfondimento politico: oltre ovviamente all’assenza di nudità fisiche, le uniche differenze sono legate all’importanza dei temi – talvolta presi sottogamba dagli interlocutori -, e al livello culturale degli ospiti stessi, sicuramente più alto della media (che se vogliamo, alla luce della scarsa qualità del dialogo, è anche un aggravante). Un elemento a cui certi conduttori e autori fanno affidamento è quello della cosiddetta “tv pollaio”, in cui voce alta, linguaggio offensivo e accavallamento degli interventi accentuano il confronto verbale, che degenera in una vera e propria competizione spesso sterile e priva di contenuti e obiettivi concreti. Qui sotto c’è una bozza dell’attuale palinsesto dei principali talk-show, quelli considerati trash (in media 8 ore al giorno) e quelli di politica (13 ore al giorno, weekend esclusi). Consideriamo solo i 9 canali generalisti nazionali:
TALK TRASH
TALK POLITICA
LUN
08.50 – 11.00 Mattino cinque (Canale5)
14.40 – 16.10 Uomini e Donne (Canale5)
16.50 – 18.50 Pomeriggio Cinque (Canale5)
15.20 – 16.50 / 17.10 – 18.50 La vita in diretta (Rai1)
08.00 – 09.40 Omnibus (La7)
08.00 – 10.00 Agorà (Rai3)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
11.00 – 13.30 L’aria che tira (La7)
20.40 – 21.10 Otto e mezzo (La7)
21.10 – 24.00 Piazza Pulita (La7)
21.10 – 24.00 Quinta Colonna (Rete4)
23.20 – 00.50 Porta a Porta (Rai1)
00.00 – 01.00 Linea notte (Rai3)
00.00 – 01.10 Night desk (La7)
MAR
08.50 – 11.00 Mattino cinque (Canale5)
14.40 – 16.10 Uomini e Donne (Canale5)
16.50 – 18.50 Pomeriggio Cinque (Canale5)
15.20 – 16.50 / 17.10 – 18.50 La vita in diretta (Rai1)
08.00 – 09.40 Omnibus (La7)
08.00 – 10.00 Agorà (Rai3)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
11.00 – 13.30 L’aria che tira (La7)
20.40 – 21.10 Otto e mezzo (La7)
21.10 – 23.30 Ballarò (Rai3)
23.20 – 00.50 Porta a Porta (Rai1)
00.00 – 01.00 Linea notte (Rai3)
00.00 – 01.10 Night desk (La7)
MER
08.50 – 11.00 Mattino cinque (Canale5)
14.40 – 16.10 Uomini e Donne (Canale5)
16.50 – 18.50 Pomeriggio Cinque (Canale5)
15.20 – 16.50 / 17.10 – 18.50 La vita in diretta (Rai1)
08.00 – 09.40 Omnibus (La7)
08.00 – 10.00 Agorà (Rai3)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
11.00 – 13.30 L’aria che tira (La7)
20.40 – 21.10 Otto e mezzo (La7)
23.20 – 00.50 Porta a Porta (Rai1)
00.00 – 01.00 Linea notte (Rai3)
00.00 – 01.10 Night desk (La7)
GIO
08.50 – 11.00 Mattino cinque (Canale5)
14.40 – 16.10 Uomini e Donne (Canale5)
16.50 – 18.50 Pomeriggio Cinque (Canale5)
15.20 – 16.50 / 17.10 – 18.50 La vita in diretta (Rai1)
08.00 – 09.40 Omnibus (La7)
08.00 – 10.00 Agorà (Rai3)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
11.00 – 13.30 L’aria che tira (La7)
20.40 – 21.10 Otto e mezzo (La7)
21.10 – 24.00 Servizio Pubblico (La7)
23.20 – 00.50 Porta a Porta (Rai1)
00.00 – 01.00 Linea notte (Rai3)
00.00 – 01.10 Night desk (La7)
VEN
08.50 – 11.00 Mattino cinque (Canale5)
14.40 – 16.10 Uomini e Donne (Canale5)
16.50 – 18.50 Pomeriggio Cinque (Canale5)
15.20 – 16.50 / 17.10 – 18.50 La vita in diretta (Rai1)
08.00 – 09.40 Omnibus (La7)
08.00 – 10.00 Agorà (Rai3)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
11.00 – 13.30 L’aria che tira (La7)
20.40 – 21.10 Otto e mezzo (La7)
21.10 – 23.15 Virus (Rai2)
00.00 – 01.00 Linea notte (Rai3)
00.00 – 01.10 Night desk (La7)
SAB
16.00 – 18.50 Verissimo (Canale5)
08.00 – 09.55 Omnibus (La7)
09.45 – 11.00 Coffee break (La7)
DOM
14.00 – 18.50 Domenica Live (Canale5)
14.30 – 15.00 In mezz’ora (Rai3)
21.10 – 24.00 La gabbia (La7)
 Precisiamo che i talk politici indicati qui non sono tutti caratterizzati da situazioni-pollaio o trash, o almeno non in modo sistematico. Tuttavia c’è da fare un paio di osservazioni su questo sottogenere, e la prima è dal punto di vista strutturale: mentre alcuni programmi si pongono il “semplice” compito di informare, o quello più complesso di approfondire realmente una tematica nell’intento di arrivare ad una soluzione o ad una piena comprensione dell’argomento, altri programmi tendono a creare format sterili e precostituiti a tavolino, riducendosi a spettacoli fini a sé stessi in cui, semplificando, sono presenti una persona 1 che sostiene “A” e una persona 2 che sostiene “B”, le quali si confrontano ed esprimono le proprie convinzioni talvolta generando situazioni di pollaio e il più delle volte non arrivando a nessuna conclusione e a nessun progresso nella dialettica. Il tutto è creato ad hoc in favore dello share, e anche purtroppo di una certa distrazione di massa: il disprezzo per la parte avversa e la volgarità si rivelano spesso armi vincenti, e e lo spezzone del film di N. Moretti “Sogni d’oro” (1981) visto pocanzi sembra profetico.
La seconda osservazione, altrettanto interessante, è legata alla quantità delle trasmissioni di approfondimento politico, e basta vederlo dallo specchietto qui sopra per farsene un’idea: sono tantissime, sembra quasi che in Italia non si parli d’altro. Certo, è vero che gran parte di esse è trasmessa su un canale (La7) che, oltre a non avere un grandissimo numero di telespettatori, ha una sua predisposizione editoriale per l’informazione e l’approfondimento socio-politico. Ma anche fingendo per un attimo l’inesistenza di La7, la media giornaliera scenderebbe dalle 13 ore citate prima a 5,5 ore, e comunque tali talk-show di approfondimento supportano una messa in onda di telegiornali quasi assillante: oltre alle edizioni principali trasmesse la mattina, all’ora di pranzo, all’ora di cena e intorno alla mezzanotte, è presente una serie infinita di flash della durata di 5 minuti per cui, anche non volendo, prima o poi se ne incrocia qualcuno. Eppure tutti i tipi di sondaggi basati su domande di attualità, economia, politica e cronaca non danno esiti splendenti in quanto al grado di informazione e conoscenza dei fatti da parte dei cittadini. Che la qualità dell’informazione dei telegiornali sia un’altra strategia di distrazione di massa? Forse non sarebbe una grossa sorpresa.
Come ultimo mattone di questa strana televisione, la più recente evoluzione della distrazione di massa è rappresentata dai programmi di cucina e gastronomia: se fino a qualche anno fa c’erano solo “La prova del cuoco” e qualche striminzita rubrica all’interno di qualche programma, ora si possono contare trasmissioni, gare, quiz e reality fatti ai fornelli: pur escludendo un programma simbolo come “Masterchef”, appena terminato, nel palinsesto corrente si contano circa 5 ore giornaliere di media, e ancora una volta escludiamo i canali tematici.
Per concludere: l’esagerazione nella programmazione di gastronomia, talk, reality, telefilm, e soprattutto la bassa qualità sono un indice che dovrebbe far riflettere su ciò che guardiamo in tv, o meglio, su ciò che subiamo dalla tv, che a oggi è ancora il mezzo più usato al mondo per essere informati sulle cose che succedono. Il diritto allo svago è sacrosanto e inviolabile, ma basta poco per farsi risucchiare dal vortice del nulla e del trash, convinti che invece siano importanti o di buon livello, e certe superficialità visibili nella società di oggi non sono confortanti.
LUN
10.40 – 10.50 Sai cosa mangi? (Rete4)
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
MAR
10.40 – 10.50 Sai cosa mangi? (Rete4)
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
21.30 – 23.20 Hell’s Kitchen (Cielo)
MER
10.40 – 10.50 Sai cosa mangi? (Rete4)
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
GIO
10.40 – 10.50 Sai cosa mangi? (Rete4)
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menu di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
VEN
10.40 – 10.50 Sai cosa mangi? (Rete4)
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
13.30 – 13.50 EatParade (Rai2)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
21.30 – 23.30 Cucine da incubo (Cielo)
SAB
10.50 – 11.30 Ricette all’italiana (Rete4)
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
12.00 – 13.30 La prova del cuoco (Rai1)
13.20 – 15.20 Hell’s Kitchen (Cielo) (R)
15.30 – 17.30 Cucine da incubo (Cielo) (R)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
DOM
12.00 – 13.00 I menù di Benedetta (La7d)*
13.00 – 14.00 Ricette all’italiana (Rete4)
20.00 – 21.10 Cuochi e fiamme (La7d)**
*In replica altre 3 volte al giorno
**In replica altre 2 volte al giorno
  • Per “I menù di Benedetta” ci sono anche vari inserti dal nome “Ricetta sprint” (di 10min), in onda in media 3 volte al giorno
  • Cielo è ricco di reality importati da USA, Australia, UK, etc. (Masterchef, Fratelli in affari, Affari di famiglia, Buying and selling, Vendite impossibili)
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Una risposta a La TV, l’abuso del format e la distrazione di massa

  1. AV ha detto:

    Beh, se uno vuole intossicarsi col trash, è libero di farlo, peggio per lui.
    Avendo il telecomando, nessuno ci costringe a subire alcunchè.
    Piuttosto mi chiedo se sia giusto, coi soldi del nostro (anzi, vostro, essendo io un A.I.R.E.) canone tv, finanziare simile immondizia, invece di puntare TUTTO sulla cultura.
    La risposta temo sia lapidaria: la Cultura non fa audience ergo non porta sponsor, mentre la Qultura… sì 😦

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