Il racconto di una traversata Wrocław-Brindisi

A parte un paio di viaggi al limite dell’impossibile (documentati a loro tempo sul blog) dove tra ritardi e imprevisti ero comunque riuscito a prendere i mezzi prenotati, in genere le rimpatriate dalla Polonia alla Puglia si sono svolte nella norma, e il varo del volo Varsavia-Bari nel 2012 non aveva fatto altro che facilitare le cose. Sarebbe stato ancora un piacevole viaggio, se la croce e delizia Ryanair non avesse deciso di sospendere per il periodo invernale l’unica tratta disponibile sul mercato che collega direttamente questi due poli. Una decisione strana, a detta di molti, visto che tra turismo, lavoro e studio, i pugliesi in Polonia e i polacchi in Puglia sono numerosi, in aumento e perennemente in movimento da una parte all’altra. Ma tant’è.
E’ stato così che ho dovuto pianificare un tragitto Wrocław > Varsavia > Ciampino > Brindisi, che in teoria sarebbe stato piuttosto tranquillo, ma che si è trasformato in un calvario, in una sagra del ritardo. Il preludio è costituito dal Wrocław > Varsavia effettuato il venerdì in autobus, un viaggio che in 5h50min (16:00-21:50) avrebbe dovuto considerarsi compiuto, come di consueto. E invece non solo la partenza è avvenuta con 15min di ritardo, ma nel tragitto siamo incorsi in alcuni ingorghi, un paio dei quali con code chilometriche, originate da una serie di blocchi e deviazioni da parte delle forze dell’ordine. La causa? Forse qualche incidente, forse il maltempo, o forse l’uno che è stato effetto dell’altro. Perfino nel cuore di Łódź si presentava l’ennesima deviazione della polizia, stavolta per un incidente con protagonista una macchina gioiosamente capovolta. Per fortuna l’intero weekend era stato progettato a Varsavia, e a parte un po’ di noia, non ho trovato conseguenze particolarmente negative nel vedermi al capolinea con 1h55min di ritardo. Ci si può consolare giusto col fatto che il pezzo che dal capoluogo del Łódzkie portava alla capitale non poteva davvero essere più rapido di così.
Arriviamo dunque al lunedì, un giorno totalmente sperimentale, dal momento che per la prima volta sarei andato a scoprire l’aeroporto di Modlin (a circa 45km da Varsavia), la nuova base della compagnia aerea irlandese. I modi per raggiungere questo posto apparentemente alla fine del mondo non mancano, via treno o via bus, e i costi che si trovano con una panoramica online variano dai 15 ai 30zl. Tuttavia ho optato per un bus della ditta Translud, che nonostante i soli 8zl di spesa, garantisce un servizio più che decente e il trasporto dal centro di Varsavia all’aeroporto tra i 75 e i 90min (credo che l’unica via più rapida sia solo il taxi, e non conviene di certo). L’unica tappa poco prima del traguardo è costituita da un rapido cambio di mezzo “ad hoc” a Nowy Dwór Mazowiecki. Tutto sembrava andare come previsto, se non che al terminal, già oltre i controlli di sicurezza (rigidissimi), si scopre che l’aereo aveva un ritardo di almeno 90min. Qui è necessario dare un contesto a voi lettori, ovverosia gli orari previsti per il doppio volo progettato:
Varsavia –   Roma Ciampino
12:35 –   14:55
Roma   Ciampino – Brindisi
16:40 –   17:55
In base a ciò, era facile arguire che quel ritardo non mi avrebbe consentito di imbarcarmi sul secondo aereo. Così, torno verso l’ingresso del terminal, dove si trova uno sportello dedicato a informazioni e richieste di vario tipo per conto della controversa compagnia low-cost. La serie di situazioni e domande da parte di alcuni passeggeri non è stata breve, e veniamo a sapere che se un volo accumula un ritardo superiore alle due ore, è possibile chiedere il rimborso del biglietto o il cambio gratuito di data e ora dello stesso per il primo volo disponibile. Di per sé questa notizia ha una sua logica. La cosa diventa strana allorché la donna allo sportello mi assicura che la stessa regola vale anche per un eventuale secondo volo (della stessa compagnia) che si perde a causa del ritardo del primo. Chiariamo: in quanto a buonsenso e giustizia, tale informazione fa sicuramente piacere, ma ho usato la definizione “strana” in quanto nel loro regolamento si sottolinea che, in caso di un secondo volo da prendere da parte del passeggero, Ryanair si avvale del criterio del “point to point”, ovverosia non è responsabile di un’eventuale perdita di tale secondo volo, neanche in caso di ritardo del primo. Arrivando verso la conclusione della favola, il ritardo era aumentato dai 90 minuti iniziali fino ai 285 minuti finali, e quindi nel mio caso si trattava decisamente di perdita del secondo volo per un ritardo maggiore di due ore del primo aereo. Naturalmente ho preso al balzo l’informazione datami allo sportello, e allo scoccare del 120esimo minuto ho optato per il cambio del secondo biglietto (spostando il mio volo per il giorno dopo alle 07:35), di cui avrei comunque dovuto ristampare da solo il boarding pass, pena l’obbligo di ritrovarsi al check-in alle 05:30. Nel frattempo, si era venuta a sapere la causa di questo enorme ritardo: nebbia compatta e persistente a Ciampino, tale che per varie ore si era temporaneamente utilizzato l’aeroporto di Fiumicino. Ma non per noi, visto che il nostro aereo era già a Ciampino.
Finalmente alle 17:20 l’aereo decolla, e si arriva a Ciampino alle 19:30. Lì cerco di trovare uno sportello assistenza di questa benedetta compagnia, che alla fine scoprirò non esistere. C’è solo un ufficio informazioni dell’aeroporto, che mi nega la ri-stampa del boarding pass, e da qui mi reco presso uno sportello ticket counter, dove si erano recati anche altri ragazzi che avevano lo stesso problema da me già risolto a Varsavia: a causa del ritardo del primo volo, avevano perso il secondo. E’ qui che si è materializzata l’incoerenza con quanto detto a Modlin, in quanto a questi ragazzi è stato negato il cambio di questo secondo biglietto, ritrovandosi così in un bel guaio. Dopo un po’ di trambusti dovuti al nervosismo degli sfortunati, ho spiegato la mia situazione al responsabile romano, il quale non fornisce una spiegazione chiara. Perché io a Varsavia ho potuto cambiare biglietto e loro no? Nessuno lo saprà mai veramente. Infine gli riporto quanto mi era stato detto sul diritto di avere ristampato il boarding pass in qualsiasi momento e gratis. La risposta è che lui non può farlo, ma pur di togliermi dalle sue calcagna, contatta l’ufficio informazioni dove ero stato in precedenza e, con un mio indescrivibile sollievo, ottengo il favore di avere la tanto agognata ristampa. Dopo tanti tormenti, un lungo capitolo di quest’incubo volge al termine.
Visto lo spostamento del secondo volo alla mattina successiva, poco prima di partire da Varsavia avevo pianificato il pernottamento nel Lazio, grazie ad un appoggio volante, ma gratuito, a casa di parenti a circa 70km da Ciampino. Tanto per iniziare, ho dovuto prendere un bus che dall’aeroporto mi avrebbe portato fino alla stazione Termini. Con tanta attesa e pazienza, ero almeno arrivato in Italia, a Roma. Per arrivare alla mia meta ho dovuto prendere la metropolitana per quattro fermate, dove si trova un altra stazione ferroviaria romana, e prendere un treno regionale per 50min. Alle 23:00 ero finalmente sotto un tetto tranquillo.
C’è sempre un misterioso sorriso che ci esce da dentro quando si torna in Italia, e le cause possono essere infinite. Questa volta è andata così: quel tragitto di 40min da Ciampino a Roma mi ha fatto rivedere strade dissestate, la guida approssimativa degli automobilisti, le strisce pedonali utilizzate da gente in scooter, ma il capolavoro è stato un altro: semaforo rosso, due lavavetri del sudest asiatico pieni di iniziativa e senza nessuna preoccupazione nonostante nei pressi stesse passando una volante della polizia, la quale non solo non gli presta la minima attenzione, ma passa lentamente con il semaforo ancora rosso sebbene non avesse nessuna sirena lampeggiante… In quel momento pensavo che, più passa il tempo, e più ho l’impressione che in Italia sembri regnare un’anarchia tipicamente messicana… E non credevo che, una volta arrivati nel tacco d’Italia, avrei dovuto riacquistare familiarità con le macchine che non usano le frecce di direzione, che parcheggiano a spina di pesce quando c’è da farlo paralleli al marciapiede, e paralleli al marciapiede quando c’è da farlo a spina di pesce, con i semafori rossi visti più come un suggerimento che come un obbligo, e poi l’apoteosi nel vedere l’autista di un’ambulanza che si ferma per comprare della verdura da un contadino appostato nei pressi di un incrocio…
Ma torniamo nel Lazio. La chiacchiera fino all’01:00 con i parenti era obbligatoria, e l’aereo sarebbe partito alle 07:35. Questo voleva dire dover essere in aeroporto al massimo alle 07:05. Anche questa volta gli orari sembravano dare spazi abbondanti, visto che sarei stato a Termini già poco prima delle 06:00. Ma non mi sarei mai aspettato che il bus che volevo usare io sarebbe partito solo alle 06:30, e soprattutto che la durata prevista per il viaggio era di 40min. In altre parole, sembravano presentarsi vastissime probabilità di perdere anche questo volo. Naturalmente mi sono seduto in prima fila, vicino alla porta d’uscita, e sia all’inizio che durante il viaggio ho scambiato qualche parola con l’autista, una brava persona sulla cinquantina a cui avevo umanamente chiesto di fare del suo meglio per arrivare all’aeroporto quanto prima. Con aria un po’ rassegnata (e una raffica di metafore tipicamente romane) mi diceva che ci sono quaranta semafori lungo la strada, che gli dicono tutti così, che la prossima volta è meglio partire prima, che l’autobus non ha le ali… e che verosimilmente saremmo arrivati verso le 07:10 o 07:15. Insomma, io ero sempre più preda del timore di perdere questo volo, a meno che un altro miracolo meteorologico non avesse fatto slittare ancora una volta il decollo.
Tutto svanisce quando vedo inaspettatamente che alle 06:57 siamo già arrivati. Ovviamente ringrazio l’autista e mi dirigo verso il terminal. Ma ecco un altro incubo: una fila interminabile per i controlli di sicurezza. Mi sono messo in fila, ma era impossibile che quella coda si sarebbe smaltita in 6 minuti. Cosi allo scadere del sesto minuto ho fatto l’unica cosa che potevo fare: scavalcare tutti uno per uno a forza di “Permesso, scusate, grazie, scusate, permesso, grazie…”. Temevo che al controllo del biglietto mi potessero bloccare dicendo che era troppo tardi, ma così non è stato. Così, effettuati senza problemi i controlli, mi dirigo verso il gate e consegno il biglietto: non c’era nessuna coda, ero l’ultimo, ma finalmente ero sull’aereo che mi avrebbe portato a casa. L’ultima nota: l’imbarco per Brindisi è avvenuto puntualmente, eravamo tutti pronti. Ma del ghiaccio sulle ali ci ha fatto partire in ritardo, e arrivare 30min dopo rispetto all’orario programmato. Quando le coincidenze vogliono essere beffarde, non c’è niente che le fermi: tardi fino all’ultimo…
A parte il lato futile e divertente delle storie, l’idea è che con questi aneddoti si possano avere scambi di altre esperienze che diano informazioni utili su come comportarsi in certe situazioni con le compagnie che più di solito si usano, o come gestire certi momenti critici. Lo spazio per i commenti è sempre vostro.
™ All rights reserved
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in A ruota libera, Storie & Racconti e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il racconto di una traversata Wrocław-Brindisi

  1. Dorota ha detto:

    Grande ,ce l’hai fatta!

  2. Nicola Alligri ha detto:

    Flavio è colpa tua che ti ritrovi a fare tutto all’ultimo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...