Italia o Polonia: dove si vive meglio? (2012)

Probabilmente fino a dieci o quindici anni fa era più facile trovare una risposta a questa domanda. Ma ora tante cose sono cambiate, sappiamo della crescita polacca come anche del regresso italiano, ed è più difficile trarne conclusioni nette. Se a questo aggiungiamo un approccio a noi caro nelle nostre osservazioni, ovvero quello della relatività, tutto diventa ancora più complesso. In questo caso, con il termine “relatività” intendiamo la presenza di priorità o fattori soggettivi che possono alterare, influenzare un giudizio, e talvolta renderlo fuorviante: ci riferiamo ad esempio agli stili di vita, al concetto di benessere, o a comparazioni che possono rivelarsi parziali e inappropriate, come quelle tra città di dimensioni diverse (dimensioni che si ripercuotono anche su stile e costo della vita), o tra regioni di stati diversi i cui contesti economici a livello nazionale sono differenti (ad esempio una regione poco dinamica polacca con una molto dinamica italiana, o viceversa, una regione poco dinamica italiana con una molto dinamica polacca, e così via). I dati che tra poco vedremo si basano su elementi che spesso mischiano l’oggettivo (fattori macroeconomici) con il soggettivo (fattori macrosociali) in una pura media a livello nazionale, e anche per questo mix i risultati ottenuti dalle varie ricerche a volte sono lievemente discordanti. Tra qualche settimana invece faremo un confronto Italia-Polonia più empirico, tenendo conto soprattutto del costo della vita e, marginalmente, di qualità/quantità di prodotti e servizi.
Per riscaldarci, partiamo con l’osservazione di una ricerca del 2010 da parte del Fondo Monetario Internazionale e riassunta dal giornale spagnolo El Pais (pag.1 + pag.2), una graduatoria di tutti i Paesi del mondo basata unicamente sulla crescita del PIL nel decennio 2000-2010. Questa ricerca è piuttosto conosciuta dagli italiani poiché ha fatto scalpore il 179esimo posto dell’Italia su 180 Paesi censiti, a precedere solo Haiti, isola vittima di un uragano nel 2004 e di un terremoto nel 2010. In questo caso si è verificato un fenomeno di disinformazione, in cui è stata trascurata proprio la relatività citata all’inizio. Tutti i mass media infatti si sono fermati al dato singolo, e nessuno si è preso la briga di fare qualche altra considerazione che avrebbe aiutato noi comuni mortali a comprendere meglio il perché di questo “disastro”. E’ chiaro che questa posizione per l’Italia non ha giustificazioni, che essere il Paese con la minor crescita rispetto a tutti gli altri è deprimente come poche altre cose al mondo, ma se il messaggio passato è solo questo, potrebbe venire spontaneo pensare che Paesi come Stati Uniti, Germania, Svizzera, Canada e via dicendo occupino una buona posizione. Ed è qui che invece è necessario conoscere qualcosa in più: se si guarda la prima metà di questa classifica, ci si rende conto della presenza di stati piccoli o semisconosciuti, tutti asiatici, africani o sudamericani. Tra i più noti possiamo citare solo il 6° posto della Cina e il 20° dell’India, le due nuove economie mondiali. Il primo stato europeo è la Bielorussia (21°), ed è interessante notare che tra il 54° e il 129° posto si trova gran parte dell’Europa Orientale e balcanica, incluso il 94° posto della Polonia. L’Australia è solo 121°, e per iniziare a trovare tracce del cosiddetto “Occidente”, bisogna rifarsi al 124° posto di Lussemburgo e alla coppia Irlanda-Grecia al 131° e 132° posto. Il resto è concentrato tutto nei bassifondi, dal 144° della Spagna fino a noi italiani, passando per Stati Uniti (152°) e Germania (addirittura 172°). Dunque se dapprima pensavamo all’ingiustificabile posizione dell’Italia, ora scopriamo che è tutto l’Occidente ad arrancare, stipato così com’è in coda alla classifica. In quanto a PIL, dunque, l’Italia perde decisamente lo scontro con la Polonia. Gli esperti del settore possono leggere l’intera relazione del FMI.
Più composita è invece una ricerca fresca fresca (2013) dell’Economist Intelligence Unit, che ha stilato una graduatoria dei “Paesi in cui vale la pena nascere”. I criteri sono vari e un po’ specifici, un misto di fattori soggettivi e oggettivi: speranza di vita alla nascita, reddito procapite, sicurezza, criminalità, corruzione, clima, geografia, tessuto sociale, libertà politica, fiducia nelle istituzioni, tasso divorzi, uguaglianza uomo-donna, felicità. Non è difficile prevedere che la classifica scaturita sia radicalmente diversa da quella vista pocanzi, ma una pecca da precisare è che qui non sono stati censiti tutti i Paesi del mondo (sono state quotate “solo” 80 nazioni). Al primo posto c’è la Svizzera, che precede nell’ordine Australia, Norvegia, Svezia e Danimarca, a conferma dell’alta qualità della vita tipicamente riconosciuta al Nord-Europa. Tra i migliori 20 troviamo anche Nuova Zelanda, Olanda, Canada, Finlandia, Austria e Belgio, mentre sono al di sotto delle aspettative la coppia USA-Germania (che si dividono il 16° posto) e la “vecchia Europa” di Francia (26°), Gran Bretagna (27°) e Spagna (28°). La Polonia deve accontentarsi della 33esima piazza, preceduta anche da Kuwait (22°), Cile e Cipro (23°), Costa Rica e Portogallo (30°). E l’Italia? Solo 21esima, superata dalle piccole economie emergenti come Singapore (6°), Hong Kong (10°), Taiwan (14°), e un po’ a sorpresa subito alle spalle di Emirati Arabi (18°), Corea del Sud (19°) e Israele (20°). Il quotidiano svizzero Le Matin ha arricchito l’osservazione di questa classifica pubblicando un bel grafico del britannico Lawrence Whiteley, il quale rapporta la classifica del 2013 a quella che lo stesso istituto aveva definito esattamente 25 anni prima, nel 1988. E’ sufficiente osservare le prime quattro posizioni dell’epoca per capire il grande cambiamento: Stati Uniti, Francia, Germania, Italia. In linea di massima le nazioni che prima erano nella top10 ora sono tra la 10° e la 25° posizione, mentre viceversa, chi prima era nella seconda dozzina della classifica, ora si trova in vetta. L’Italia dunque ha conosciuto un crollo verticale, perdendo quasi una posizione all’anno, e anche la Polonia non sorride, perché nel 1988 era più in alto di ben 10 posti… Dovremmo forse pensare che nell’era di Solidarność il Paese fosse davvero più vivibile rispetto ad oggi? Battute a parte, in questo secondo confronto, più organico del primo, L’Italia prevale sulla Polonia.
Una classifica più completa (142 Paesi censiti) e al contempo intrigante viene offerta da un altro organo che effettua analisi molto peculiari, il Legatum Institute, il quale ogni anno stila una classifica mondiale basata sulla prosperità. Per l’Istituto, il concetto di prosperità comprende due sfere fondamentali quali la salute e il benessere, a loro volta composti da fattori quali economia, capitale sociale, opportunità, governabilità, qualità della salute, sicurezza, libertà, istruzione. Tra le pagine disponibili nel sito, ci sono analisi per macroregioni mondiali, vari saggi che esprimono osservazioni e prospettive sotto vari punti di vista, ma anche un paio di grafici riassuntivi. Nel primo grafico si può vedere l’evoluzione complessiva della graduatoria mondiale negli ultimi quattro anni, mentre nel secondo grafico è visualizzata la classifica generale del 2012 con tutte le posizioni relative ad ognuna delle categorie prima elencate. Seppur con qualche scambio di posizioni, le nazioni in vetta sono le stesse individuate dall’Economist, con Norvegia, Danimarca, Svezia, Australia e Nuova Zelanda tra i top 5. Bene anche Canada, Finlandia, Olanda, Svizzera e Irlanda, mentre si confermano in affanno Usa (12°), Germania (14°) e Giappone (22°). Le nazioni che risultano emergenti in questa graduatoria sono lo stesso trio citato dall’Economist, Hong Kong, Singapore e Taiwan (18°, 19° e 20°). Invece la Cina è relegata al 55° posto e l’India addirittura al 101°. Osservando l’andamento degli ultimi quattro anni, non ci sono grossi subbugli tra i primi 35, ma tra essi il salto più consistente è stato effettuato proprio dall’Italia, un salto all’indietro purtroppo: da 26° a 33°. Già dapprima preceduti da Slovenia, Malta, Portogallo e Corea del Sud, da un paio d’anni siamo stati superati anche da Repubblica Ceca, Emirati Arabi, Cipro, Uruguay e… anche dalla Polonia, 32°. E’ molto affascinante guardare la graduatoria 2012 con il dettaglio delle categorie singole. Tra i “top”, si vedrà ad esempio che Svizzera e Lussemburgo non si dimostrano alla loro altezza nel campo dell’istruzione, l’Islanda in quello economico, o Estonia e Bielorussia in quello della libertà personale; sopra la loro posizione complessiva invece sono le economie di Malesia, Cina e Thailandia, l’istruzione di Lituania, Ungheria, Bielorussia e Lettonia, la libertà personale di Brasile, Argentina, Costa Rica e Uruguay. L’Italia può vantare un buon livello di salute (19°), mentre ha da lavorare su sicurezza (42°) e libertà personale (57°). La Polonia invece presenta grandi limiti nell’economia (52°) e nel reddito pro-capite (46°), ma in compenso è da apprezzare una discreta organizzazione per quanto concerne la sicurezza (25°).
Dunque le statistiche tracciano il sostanzioso calo dell’Italia e una Polonia relativamente stabile o in lieve miglioramento. Non sembra però risolto definitivamente il dilemma se conviene vivere di più in Italia o in Polonia. Continuiamo a credere che molto dipenda dalle proprie esigenze e dalle proprie priorità, se si dà più importanza alla libertà personale piuttosto che alla sicurezza, alla salute, alla giustizia o ad economia e reddito. A ognuno la sua scelta.
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24 risposte a Italia o Polonia: dove si vive meglio? (2012)

  1. rossana ha detto:

    io ho vissuto in Polonia, in 3 città, bielsko byala, per un breve periodo varsavia, e bialystok.
    bè, se vi piace essere pagati in zloty,(pianto quando esci dal paese), se vi piace essere circondati da personae scorbutiche, nazionaliste e bigotte, accomodatevi.
    non voglio generalizzare, ma le persone che descrive l’articolo sono i soliti figaccioni che trovi dappertutto la gauche caviar o il radical chic. parlo della gente comune io, quelli che abitano nei bloks da decenni e continueranno ad abitarci o degli abitanti di campagne arretrate..la maggioranza non ama gli stranieri,anche se spesso le loro donne sono in italia o gli uomini ci fanno i muratori
    . nell’articolo non si parla del bere che è veramente una piaga sociale , della mancanza di autostrade, nè si parla delle condizioni in cui versano i vecchi (miserabili), gli ospedali arretrati dove si danno le bustarelle al medico, all’infermiera, i giovani sposi (non analisti) che devono vivere con i genitori, in appartamenti minuscoli.
    insomma, parlate delle solite cose, gli chef….(!!!!!!!!!!) il vino, (che ai polacchi normal non piace nemmeno)
    se dovessi andare all’estero per lavorare opterei per la vecchia Germania.
    di buono ci sono le brioches.
    ciao
    ps. cercate di essere un pò più realisti please.

    • Magda ha detto:

      Rossana,
      Mi dispiace tanto che non ti è piaciuta la vita in Polonia. Il tuo commento mi sembra però ingiusto e molto generale…non si fa di tutta l’erba un fascio. Hai tirato fuori solo le cose di cui i polacchi non vanno fieri…i fiumi di vodka che scorrono in ogni piccola occasione, mancanza di autostrade, sanità che lascia a desiderare e campagne arretrate. Ma la Polonia ha fatto un passo da gigante nel breve tempo. Soffocata per anni dal sistema malato si è svegliata finalmente e sta ricuperando tutto quel tempo perso. Polacchi non si sentono più gli europei di categoria B. Le nuove generazioni non si ricordano nemmeno che vent’anni fa non si trovava neanche la carta igenica nei negozi.Vedi, io ho vissuto in Italia per 15 anni e potrei scrivere un libro su quello che ho visto e che non ho approvato nel tuo paese! Di scorbutici, ostili, bigotti e nazionalisti ne ho incontrati parecchi in Italia ma gli ho cancellati dalla memoria. Ho visto le campagne del sud e non mi sembravano tanto all’avanguardia. Ho visto le gomme brucciate e vecchie lavatrici mollate sulle spiaggie bellisime. Ho visto i giovanissimi del nord Italia che non capivano una mazza grazie alle droghe….onnipresenti. Ho incontrato gente di grandi città in giacca e cravatta che non sapevano esprimersi correttamente in italiano e non era un caso isolato! Ho visto gli uomini picchiare le donne nei centri commerciali. E che dire sui mecchanici che per averti cambiato una lampadina nella auto hanno chiesto 200 Euro…”perche il problema era grave”, “non riuscivano ad individuarlo”! Ho avuto il piacere di usufruire del servizio ferroviaio italiano…sono arrivata alla destinazione con 5 ore di ritardo…motivo? sciopero – una delle fantasie più spesse in Italia!- niente rimborso spesa per il biglietto. In questi 15 anni mi è capitato di andare anche dai medici di famiglia che mi infilavano i medicinali altamente consigliabili ( più prescrive meglio sarà la sua provvigione)… ovviamente dal consulente farmaceutico quello che si presenta nella sala d’attesa con la valigetta nera e passa prima di tutti bloccando la fila per mezz’ora. Dovevo andare da uno specialista…7 mesi di attesa…dopo 3 settimane il male si è stuffato ed è passato da solo ma per sicurezza essendo in ferie in Polonia sono andata alla mutua polacca – semplicissima senza tanti macchinari butta numerini…lo specialista polacco mi ha ricevuto il giorno dopo…non c’era bisogno di mille fogli e ticket…ma una semplice tessera sanitaria oppure ultima busta paga come garanzia di pagamento tasse sulla sanità…che paghiamo ogni mese tutti noi lavoratori in tutto il mondo ma in Italia questo non basta.
      E poi il lavoro in Italia! L’ho cambiato 9 volte…
      1. pagavano quando capitava,
      2. il capo desiderava qualche servizietto fuori contratto, insistendo sempre di più,
      3. 13 ore al giorno, in nero, senza un giorno di riposo per 500 Euro,
      4. agenzia fallisce,
      5. viene la guardia di finanza e fa’ un semplice controllo… finisce in guai
      6,7,8 casi altrettanto da denunzia
      9.con la laurea e conoscenza di 3 lingue straniere mi rimaneva solo il fastfood …l’unico che mi dava un bricciolo di stipendio puntuale e documentato… straordinari compresi. Poi all’improvviso la ditta dove lavorava il mio marito( italiano )ha chiuso i battenti e bisognava prendere una decisione…rimanere in Italia e continuare a combattere oppure andare a vivere in Polonia e cominciare tutto da capo. Abbiamo scelto l’opzione 2. In breve tempo ci siamo sistemati sia con il lavoro sia con la vita privata. A distanza di 3 anni posso dire che non mi mancano le autostrade(carissime)italiane…circolo lo stesso a gratis, ne la sanità italiana…mi curo ugualmente ma senza pagare i ticket, ne gli stipendi italiani perchè stranamente con la paga polacca seppure in zloty ho un certo potere d’acquisto perchè la vita qui è meno cara. Esempio? Il mio marito dal suo parrucchiere polacco paga 2 Euro. Per due Euro il parrucchiere italiano non gli faceva annusare nemmeno il tappo della lacca;)
      La bellissima Italia la vediamo solo durente le vacanze…adesso è bella davvero!

      • rossana ha detto:

        non faccio di tutta l’erba… in effetti direi che te la sei passata maluccio in Italia, personalmente non posso lamentarmi della sanità dell’Emilia Romagna e nemmeno delle strutture sociali avanzatissime. ma in italia non è così dappertutto, questo lo so. quello che NON mi piace in assoluto nei polacchi è il nazionalismo , il cattolicesimo esasperato, bigotti altrochè. in un paesino vicino a T Lubelsky un prete ha nominato gli infedeli che non andavano a messa.
        penso che si possa vivere in Polonia a patto di avere un sacco di soldi e di vivere a Warsaw .
        ho visto come vive la maggior parte dei polacchi che non hanno rendite estere (euro)bè, quella vita te la lascio.
        l’europa ha praticamente rifatto la polonia, dalle strade alle scuole, e partendo dal presupposto che fosse tutto azzerato . ma ce ne vuole ancora, credi a me.
        sai le autostrade non servono solo per andare in vacanza e le mazzette ai medici le conosci bene.
        ma è troppo facile sparare sulla Croce Rossa, come si dice,nè voglio scriverti cose che sai meglio di me.
        personalmente sarei andata , come ti dicevo, in Germania dove se non altro si guadagna bene, in euro, puoi mettere qualcosa da parte e le struttura per stranieri funzionano.
        e se te ne vai in vacanza in italia non ti sveni con il cambio. ( tanto il clima più o meno è lo stesso e la lingua forse più facile. anzi, senza forse.
        auguro ogni fortuna a te e tuo marito.
        una cosa puoi dire senza tema di smentite: la Polonia è splendida.(la natura, non le città)

        • Sabina ha detto:

          Paragonando:
          sistema sanitario-Italia
          università-Polonia
          trasporto-Italia
          il cibo-non vince nessuno
          il tempo-dipende cosa preferisci
          ospitalità- non vince nessuno
          burocrazia-Polonia

          Ogni paese ha dei vantaggi e svantaggi…anche Germania…Il problema è sempre uguale…Lo straniero sarai per sempre…ovvio che ogni persona preferisce la sua propria nazione. Io sono una polacca, amo Italia ma preferisco Polonia. Non mi piace essere una straniera in Italia perché mi sento esclusa.

      • walter ha detto:

        mi chiamo walter e sono ( purtroppo ) italiano ,sottoscrivo tutto quello che ha scritto magda anzi e’ andato fin troppo leggera, io che da una vita sono in questo paese ho visto di peggio , difatti i giovani se ne scappano , ed i loro posti vengono occupati da extracomunitari e avanzi di altri paesi del terzo mondo, che non danno alcun contributo all’avanzamento sociale e culturale del paese, anzi lo sfasciano ancora di piu ,qui’ si trovano bene solo m.d.e cam.sti ! chi vuol capire ha capito…….un saluto a tutti !

      • danilo ha detto:

        condivido con te pienamente con stipendi si decisamente piu bassi si vive decisamente meglio qui in italia per quanto guadagni naturalmente una buone parte in nero altrimenti mango solo fino al 15 non campi ma sopravvivi per cio rtra meno di un anno mi trasferisco in polonia e tanti saluti a roma e tutti i marocchini e vari che manteniamo sempre piu numerosi

      • jennifer ha detto:

        magda posso avere la tua email , vorrei chiederti delle informazioni sulla polonia?

      • Jacqueline Eggmann ha detto:

        Ciao a tutti, esattamente un anno fa sono stata a Cracovia. Il mio compagno lavorava per una ditta veneta molto importante come direttore tecnico.
        Avevo una mezza idea trasferirsi in quel paese ma dopo aver conosciuto i suoi abitanti ho optato di vivere in Italia. La popolazione maleducatissima, privi di conoscenza di altre lingue ma quello che mi ha infastidito di più…la loro prepotenza e il non accettare l ‘italiano. Dopo che le varie ditte Rex…Zanussi…si sono trasferiti li. Incentivando la loro economia in primis.
        Avevo preso l’aereo a Basilea in Svizzera…città mia natale…mi sono ritrovata con una marea di polacche che si sono trovate il marito benestante e che le facesse passare il weekend nella loro Patria.
        Loro tutte tirate e sti pivwei mariti…non tutti…come scaricatori di porto! Questa la mia impressione e non ci tornerò mai più. Non sappiamo il bene che abbiamo a casa nostra…basterebbe un po di savoir-vivre da tutti noi.
        Buona serata

    • marilena ha detto:

      Salve. Vorrei solo avere una risposta ad una domanda: è possibile che una estetisya guadagna 40 EUROal giorno
      in Polonia?
      Grazie.
      Cordialmente, Lena

      • rossana ha detto:

        vorrai scherzare spero…sarebbero 800 E al mese….non so chi te lo abbia detto ma puoi dargli tranquillamente del bugiardo…

  2. rossana ha detto:

    hai perfettamente ragione, sentirsi esclusi dopo un pò ti deprime.
    ma si parla di paesi in cui si va per fare soldi, per quelo ho detto la Germania , ma non faccio faville. lo trovo solo più ragionevole.che fra l’altro, ad esclusione di Berlino.
    io rifarei il tuo elenco: sistema sanitario vince Italia.burocrazia vince polonia. università vince alla grande Italia.
    cibo? bè, la questione è delicata, alla fine ci piace solo quello nostrano.
    posso dire che il cibo polacco è un attentato alle arterie.per il resto non si può discutere.
    piumini? vince polonia. rispetto per la natura. idem.
    ti saluto, non volermene ma sembra che tutti gli italiani che vanno in polonia siano tutti analisti programmatori et similia.
    io in polonia ci vado sempre volentieri ma non ci vivrei.
    ah, il tempo…bè, quello mi piace. ( polonia) mi piace il freddo .
    ciao

  3. Gio ha detto:

    Ciao Magda! Hai perfettamente ragione! Sono stato a Krakow ed ho qualche amico Polacco a Gdansk e Lublin. La situazione è cambiata molto ed ho lasciato il cuore in Polonia. Sto leggendo riguardo alla crescita della città di Wroclaw ed al fatto che attira migliaia di giovani da tutta Europa ( molti Italiani ). Secondo me tutto il mondo è Paese ed ovunque troviamo persone con cui abbiamo un certo feeling o meno. Durante la mia breve esperienza posso dire di aver conosciuto delle persone stupende nella terra di Chopin e sono felice di essere loro amico! 🙂 Attualmente ho fatto richiesta per poter lavorare a Varsavia, Wroclaw o Cracovia; mi colpisce il senso civico ed apertura mentale delle persone; sono felice che un Paese Europeo sia cosi positivo e propositivo verso il cambiamento. L’ Italia è stato ( in passato ) un Paese meraviglioso e lo è per quanto riguarda i paesaggi, cibo, arte e cultura; il problema sono le persone che sono cambiate ( in peggio ) oltre che ad un’ apatia e depressione dilagante; non voglio dire che è un Paese che sta morendo però ripeto che bisognerebbe vedere il mondo con una mente ” globale ” apprezzando le cose belle di ogni posto e persona. Infine posso dire con certezza e consapevolezza che la Polonia ha fatto passi da gigante in questi anni e per molti aspetti ha superato e supera l’ Italia! 🙂

  4. rossana ha detto:

    pensa che io sono andata per la prima volta in Polonia nel 1995 e i passi avanti ci sono stati, anche perchè dal niente assoluto qualsiasi cosa è un vero passo avanti.
    la depressione che trovi negli italiani la trovi decuplicata nei polacchi, certo cracovia e soprattutto il centro sono adorabili , ti fanno dimenticare che è una delle città più inquinate della polonia.
    come ho detto, dipende sempre da come vivi, da quanti soldi hai, da chi frequenti.
    a stò punto tutti gli altri sembrano solo comparse.
    in ogni caso adoro la masuria, e i dintorni di bialystok.
    ciao

  5. Gio ha detto:

    Grazie per la tua testimonianza! Sicuramente conosci bene il Paese e l’ evoluzione sociale, economica e politica; sono curioso di conoscere qualcosa di più! Hai ragione riguardo allo stile di vita, persone e risorse economiche. Penso che sia valido per tutto il mondo!
    E’ possibile trovare delle belle persone ovunque! La Nazionalità è relativa al giorno d’ oggi poiché ci si basa prima sulla persona, feeling, interesse reciproco e via dicendo. La regola è di saper valorizzare le amicizie vere, profonde e durature! Per quanto riguarda l’ amore penso che sia molto casuale e che un pò di fortuna non guasta. I giovani Italiani ( come me ) faticano ad uscire da una situazione statica come quella Italiana quindi una realtà come Wroclaw diventa più appetibile rispetto ai poco lavoro nostrano e sottopagato; l’ esperienza di Magda è significativa e rappresenta una realtà per altri coetanei. Il salario più basso ( Polacco ) permette comunque di godere di una buona qualità della vita poiché il costo della vita è ancora relativamente basso. In Italia non c’è un bilanciamento tra salario e costo della vita ovvero tra affitti carissimi e tutto il resto risulta impossibile per un giovane ( o coppia ) rendersi indipendenti dalla famiglia.
    La Polonia ha un grande potenziale! Non conosco il primo ministro Polacco ( Donald Tusk ) e la politica Polacca però mi sembra che abbia portato a dei risultati; anche in questo caso conoscerai bene la realtà e non aggiungo altro perché non lo so.

  6. nico ha detto:

    ciao , sono sposato con una polacca e voglio andare ad aprire un ristorante a lublin

    • enzo ha detto:

      ciao….io sono di messina anch’io sto cercando di aprire un ristorante a wroclaw….conosco questo mestiere bene…..ne sono dentro da 30 anni anche se ancora sono giovane….pero’ solo cucina italiana e pizza……vaiiiiii

  7. nico ha detto:

    amo la polonia ,xche mi ci sento come a casa. voi dite che sono scorbutici? in italia oltre che scorbutici e arroganti sono anche(anzi siamo) maleducati. ci vado spesso in polonia e vorrei che i miei figli crescessero la.e affanculo a sti coglioni di politici.tutti indagati ,ma nessuno in galera

  8. rossana ha detto:

    la polonia è bellissima ma vorrei ribadire che non bisogna basarsi sui centri delle grandi città ,(poliziotti, negozi , eleganza e bei ristoranti) , le differenze fuori sono enormi , se un italiano può vivere benissimo a cracovia, varsavia et similia, dubito che lo possa fare altrettanto bene che so, a biala podlaska, orneta o elk, non parliamo della campagna …
    comunque vivrei volentieri a Bialystok. , adoro i dintorni e la città, bruttarella anzichenò ma …boh

  9. walter ha detto:

    Io non so’ chi sta meglio fra Polonia e Italia , pero’ sono sicuro di una cosa, questo paese ( Italia ) mi fa veramente schifooooooooo! ( da vomitare ) ! Purtroppo sono anziano se no, me ne scapperei !

  10. rossana ha detto:

    anche a me fa schifo, e da un bel pezzo! sono andata all’estero per lavoro -parecchi anni- ma, in tutti i paesi in cui sono stata non ce n’era nessuno paragonabile all’Italia, che, pur con tutti i difetti -enormi- , si distaccava di kilometri. un mix di saper vivere e bell’ambiente (ripeto:anche alla luce degli enormi disastri)
    pensare di trascorrere il resto della mia vita in canada o in polonia o anche ai caraibi mi deprime.
    per un pò va bene, poi ho bisogno di civiltà. (la vecchia civiltà se mi capisci)
    ciao

  11. alby ha detto:

    Rossana scusa se te lo dico, ma tu dell’emilia romagna, per lo meno della parte nord orientale non conosci nulla. Sanità e strutture sociali avanzatissime? Ma di che cosa parli?

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