Se le ricerche web son bizzarre 1.4

Per parlare di questo, parto un po’ da lontano. Anzi, inizio proprio fuori tema. Ho sempre avuto l’istinto di scrivere, creare o modellare qualcosa. Da piccolo ho imparato a suonare la chitarra, e qualche volta mi divertivo a prendere qualche canzone e a modificarne il testo. Poi è arrivata l’adolescenza, una delle fasi più critiche nella vita di una persona, e lì ho sentito lo stimolo di creare qualche canzoncina di sana pianta, ma senza molto successo: non piacevano molto neanche a me sebbene verso i vent’anni notavo un lievissimo miglioramento sia nelle strutture musicali che nei testi. E’ chiaro che per un teenager gli episodi topici di quell’età (sogni, delusioni, ambizioni…) danno una spinta non indifferente a sfogare i propri pensieri e le proprie sensazioni in qualche modo, e il mio era chitarra e testi. Avevo raggiunto uno stato di fertilità tale che ad un certo punto scrivevo una canzone alla settimana. Poi però la produzione è rallentata tremendamente, tanto che negli ultimi otto anni ho abbozzato non più di otto pezzi, uno all’anno, e sulla cui qualità è meglio non parlare… Quindi, mantenendomi nella modestia, non erano grandi prestazioni. E questo declino è successo senza un motivo particolare (comunque, per non perdere il loro valore affettivo, sono tutti gelosamente seppelliti tra i miei documenti segreti)…
…Nel 2006, mentre vivevo l’Erasmus, sentivo la voglia di annotare quello che succedeva ogni giorno. Era nata l’idea del diario. Scrivevo a che ora mi alzavo, quello che facevo, chi incontravo, dove andavo… ma niente di che… Qualche tempo dopo, nel 2008, ho iniziato a scrivere i miei primi articoli in un blog, quello di Hotmail. Ma in questo caso non c’era uno stimolo particolare, tanto che in un anno ho postato solo sette articoli. Anche qui, robetta. La svolta si è avuta nel 2010 (mi ero già trasferito a Varsavia da un pezzo), quando mi è venuta l’ideuzza di dare la possibilità ai miei studenti di scrivere dei commenti sulle lezioni di italiano fatte con me. Ed è così che ho creato il qui presente blog. Ma ancora non c’era in me la voglia di scrivere. Lo stimolo è nato dopo poche settimane, non so esattamente come, non so precisamente il perché. Sta di fatto che, col passare del tempo, mi veniva sempre qualche spunto su cui avevo voglia di raccontare qualcosa, gli argomenti continuavano a proporsi nella mia mente, uno dopo l’altro. Insomma, gli articoli continuavano ad essere sfornati con una frequenza una tantum più che soddisfacente. Naturalmente nei primi mesi la popolarità ha arrancato, ma col passare del tempo l’interesse dei lettori è aumentato sempre di più, grazie anche a quel contorto insieme di fattori sulla rintracciabilità delle pagine internet: il numero di visite cresce (di per sé o tramite operazioni particolari sul web); il sito o il blog in questione scala la graduatoria nei vari motori di ricerca; la varietà degli argomenti (e delle potenziali parole-chiave) aumenta sempre di più. Il risultato finale è che, durante una ricerca in rete, è più frequente che il Google, Yahoo o Virgilio di turno peschi il blog, e che per di più questo sia tra le prime pagine dei risultati della ricerca stessa. L’ho notato non solo perché posso leggere i dati sul numero di visite, ma anche perché tra questi dati, è possibile vedere quello sui termini inseriti dagli internauti su un qualsiasi motore di ricerca, attraverso il quale sono arrivati al blog.
E veniamo finalmente al tema. Ho voluto dedicare qualche decina di minuti per studiare questo fenomeno, e ho raggruppato in categorie tutti i termini o le parole-chiave utilizzate per queste ricerche. I gruppi che ho circoscritto sono: sport; stereotipi; berlusconi/politica generale; musica; ragazze/sesso; economia; io; vacanze/viaggi; cucina polacca; l’italia nel passato; varie su polonia (insegnanti, negozi, ecc); varie ed eventuali; assurde. Inoltre preciso che ogni giorno ci sono sempre 8-10 nuove ricerche che si aggiungono all’ormai lunghissimo elenco di termini ricercati (impossibile da calcolare…). Vado a vivisezionare questi gruppi con voi in quattro articoli, di cui questo è il primo.
 Il primo gruppo, ad honorem, è quello sportivo: specialmente l’amichevole Polonia-Italia ha portato davvero migliaia di internauti proprio su questo blog, inserendo nelle combinazioni più varie le parole “italia, polonia, partita, calcio, amichevole” o, relativamente ai nuovi impianti sportivi polacchi “nuovo, stadio, varsavia, polonia, europei“. Alcuni erano interessati proprio alla città in cui si sarebbe giocato il match: “italia polonia dove si gioca“, “stadio di wroclaw“, o all’architettura: “stadi euro 2012 polonia somiglianze colosseo“; ma il blog è stato capace di attrarre anche chi cercava lo “stadio di leopoli“.
In secondo luogo apprezzo gli amici che di tanto in tanto mi cercano sul web, ma anche qualcuno che probabilmente cerca un amico, mio omonimo. I termini più usati sono “flavio d’amato“, “flavio d’amato blog“, “flavio d’amato facebook“; c’è chi ha cercato recensioni su di me (“flavio damato opinie“), e anche i curiosi e i guardoni che vogliono dare uno sguardo al blog (“quipoloniaeitalia.wordpress.com“). Chissà cosa cercava chi ha digitato “flavio d’amato donne dell’est“…. Al fine di evitare sospetti, per adesso non sono ancora diventato né un playboy né un pappone…
Lasciando gli argomenti più piccanti, divertenti o curiosi per i prossimi articoli (da non perdere, vi assicuro), finisco in sordina questo articolo introduttivo sulle ricerche web. Lo faccio citando per dovere di cronaca alcuni termini di ricerca su vari argomenti che sono stati trattati nel corso del tempo sul blog. Naturalmente nel discorrere di queste categorie non riporterò tutte le singole ricerche, ma citerò a mo’ di esempio quelle più rappresentative. Inoltre trascriverò fedelmente anche errori grammaticali o ortografici per puro spirito di reportage. Come vedrete, quelle che sto per riportarvi hanno quantità di ricerche molto striminzite e ridotte, dal momento che sono argomenti un po’ fuori dai canoni quotidiani. Innanzitutto, di tanto in tanto c’è sempre qualcuno che cerca pagine web mediante “italiani in polonia“, o anche “polacco in italia blog“.
Un paio di articoli dell’estate 2010 hanno portato qualcuno sul blog con le ricerche “salento stupendo” e “successo taranta all’estero“, mentre il pezzo sugli aeroporti impossibili sparsi per il mondo ha attratto “isola cuba dove c’è solo aeroporto” e “quanti aeroporti ci sono in polonia“.
Qualcuno era in vena di argomenti un po’ meno materiali e più filosofici o spirituali, e il mio personale elogio di ozio e sensibilità ha attirato i vari “elogio dell’ozio“, “elogio della sensibilità“, “ozio importante“, “crisi economica e crisi dei valori andiamo dove“, “piero calamandrei discorso sullo statpo“.
Invece il pezzo sui 150 anni dell’Italia ha portato sul blog “l’italia nel 1870“, “italia divisa in regioni nel 1870“, “italia divisa in regni“, “regni italiani“, “italia 1499“, “marche e contee“.
Di contro, l’articolo dedicato al mio gatto Tigrotto ha fatto sì che ricerche come “gatto natale“, “concorso gatti in polonia“, “gatti polonia“, “il più bel gatto varsavia” sfociassero nella lettura del mio pezzo.
E ancora, il piccolo inserto dedicato al programma di La7 AhiPiroso ha calamitato qui le ricerche “ahi piroso“, “spezzoni video youtube ahi piroso“, “cosa dite di piroso panatta abate“, “ahhi piroso musica del programma“, “recensioni ahi piroso“, “ahi piroso programma fantastico“, “truccatore ahipiroso“, “ahi piroso di sera“, e via discorrendo…
Fra pochi giorni, il secondo, e più “vivace”, articolo sulle ricerche web.
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