Le elezioni 2011 in Polonia

La scorsa domenica si sono svolte le votazioni politiche in Polonia per l’elezione dei partiti di governo e dell’assetto parlamentare nazionale, e si è osservato come sui mass-media italiani questa notizia sia passata in secondo piano, se non in terzo. E pensare che la Polonia è agli onori delle cronache europee non solo per ospitare i prossimi campionati europei di calcio, non solo per presiedere in questo semestre la Presidenza dell’Unione Europea, ma anche per essere, insieme ai tedeschi, la locomotiva economica che cerca di mantenere a galla il sistema europeo, tanto da essersi appioppato di recente l’appellativo di “seconda Germania”. Sebbene non abbiamo colpevolmente seguito in modo accanito l’evolversi dell’evento, questi giorni ci hanno dato l’opportunità di ordinare alcuni frammenti di informazioni raccolte qui e là nella mente in questi anni, partendo innanzitutto dai principali partiti presenti nel Paese. La caduta dell’impero sovietico alla fine degli anni ’80 ha portato ad un vero e proprio dissolvimento della sinistra comunista ispirata al modello russo, a favore della nascita di movimenti liberisti/riformatori e di quelli patriottici. Di conseguenza è venuta a crearsi una specie di “disequilibrio innato”, con la presenza di partiti collocabili principalmente al centro moderato o alla destra nazionalista.
Ma vediamo nello specifico i partiti che sono stati eletti nelle votazioni appena svolte. Si è confermato al primo posto con il 39,1% il partito Piattaforma Civica (PO = Platforma Obywatelska) del premier Donald Tusk, che ha governato in coalizione negli ultimi quattro anni: si tratta di un classico partito di centro-destra moderato, laico ed europeista. La percentuale ottenuta in questa tornata non consente di governare in modo autonomo, quindi anche questa volta Tusk dovrà decidere con quale partito stringere un’alleanza di governo. In teoria si può confermare la coalizione con il Partito dei Contadini (PSL = Polskie Stronnictwo Ludowe), movimento di centro-destra cattolico che ha chiuso queste elezioni al quarto posto con l’8,3% dei voti. Tuttavia non sono da escludere alternative. Infatti, al terzo posto c’è con il 10% un outsider molto particolare: si tratta del Movimento Palikot (RP = Ruch Palikota), nome dovuto al suo leader Janusz Palikot. Stiamo parlando di un personaggio sui generis, un ricco imprenditore di mezza età che nella precedente legislatura è stato un parlamentare eletto proprio nel partito di maggioranza di Donald Tusk. Ecco perché l’alleanza del riconfermato premier con il PSL è lungi dall’essere l’unica opzione. Palikot non ha mai evitato che si parlasse di sé, soprattutto per le sue dichiarazioni tanto radicali quanto roboanti. Ad esempio, a proposito della strage di Smolensk dell’Aprile 2010 in cui morirono 96 persone (ovvero quasi tutta la classe dirigente polacca) tra cui l’allora presidente Lech Kaczynski, non si è risparmiato dal dire in modo nudo e crudo che lo stesso Kaczynski è morto “con le mani sporche di sangue”. Con questa affermazione egli insinuava (non senza un fondo di verità, ma con l’aria di chi vuole sfidare a viso aperto il perbenismo della classe politica) che durante il volo egli era sotto il pesante effetto dell’alcool e aveva ordinato e costretto i piloti ad atterrare a Smolensk sebbene le proibitive condizioni atmosferiche lo impedissero. L’esperienza parlamentare ha portato l’imprenditore a creare un proprio movimento autonomo e di stampo patronale, e nessuno avrebbe mai pensato ad un successo di questo tipo. Palikot sostiene degli ideali fortemente radicali, anticlericali, liberisti (per esempio, è pro droghe leggere), liberali, ma nello stesso tempo populisti. Ne viene fuori un’organizzazione non collocabile politicamente, sebbene nel particolare contesto polacco viene etichettata come una forza di una certa sinistra radicale. In Italia sarebbe un’entità totalmente inedita e improbabile, poiché sarebbe la fusione del populismo e del patronato tipici di Berlusconi con l’anticlericalismo di Pannella e l’antipolitica tipica di un Di Pietro o di un Beppe Grillo. Vi immaginate un magnate come Berlusconi, Montezemolo o Della Valle con quei valori lì? Pura fantascienza…
Passando all’opposizione, al secondo posto delle elezioni si è attestato con il 29,8% Legge e Giustizia (PiS = Prawo i Sprawiedliwość) guidato da Jaroslaw Kaczynski, fratello dello sfortunato ex-presidente Lech. Kaczynski è il leader di un partito di destra nazionalista, russofobo, anti-europeista e clericale, tanto da suscitare periodiche polemiche per situazioni e/o dichiarazioni quantomeno discutibili (ultima tra le quali l’accostamento della Germania di Angela Merkel  a quella nazista di Adolf Hitler, accusando la stessa Merkel di progettare nientedimeno che la conquista della Polonia). Volendo forzare un paragone con l’Italia, potrebbe essere comparato ad una Lega Nord su scala nazionale o al Movimento Sociale Italiano, dacché si fonda sulla difesa di patria, cultura e religione nazionali. L’unico particolare è che in Polonia questa è la seconda forza politica…
Infine, l’ultimo partito ad avere dei seggi nel Parlamento polacco è il Partito Socialdemocratico (SLD = Sojusz Lewicy Demokratycznej), che ha riscosso l’8,2% dei voti. I socialdemocratici rappresentano sostanzialmente l’ulteriore sfaccettatura di una sinistra di tipo anticlericale. Non ha superato lo sbarramento del 5% – necessario per entrare in parlamento – La Polonia è la cosa più importante (PjN = Polska jest Najważniejsza), attestatosi al 2,2%.
Le differenze principali con i ritmi politici italiani sono il periodo delle elezioni, che in Polonia si svolgono sempre in autunno,  e l’affluenza alle urne, elemento che forse ci stupirà: in Italia spesso si sente parlare dell’allontanamento della gente dalla politica, della bassa affluenza alle urne, e così via. Ma in pochi ricordano che l’Italia è tra i primissimi Paesi al mondo proprio per percentuale di elettori votanti: in periodi storici nella norma, i votanti si attestano intorno all’80-85% (e ora, per la qualità della classe politica scadente che tutti conosciamo, la percentuale è scesa intorno al 70%). In Polonia invece l’affluenza alle urne è stata del 48,8%, il che per loro non è un cattivo risultato. E’ vero che il panorama politico polacco non offre grandi speranze di qualità, ma è anche vero che il popolo non ha maturato quel “senso del diritto/dovere” di votare e quella consapevolezza che il voto è la possibilità di esprimersi ed ha un suo valore (inconsapevolezza che risulta ancora più strana visto il passato semi-dittatoriale). Ma se questa è una differenza, ci sono anche tante somiglianze tra Polonia e Italia: tanto per cominciare, anche se abbiamo fatto solo una disamina estremamente superficiale sui personaggi in circolazione, possiamo già immaginare come il materiale per il gossip e la satira politica non manca. Ma un fenomeno molto interessante è quello della comunicazione e della propaganda (dove, lo preciso, domina ancora la rettitudine e la compostezza). Forse vi sembrerà un’affermazione da Berlusca-boys, ma se dobbiamo rendere onore al vero, dobbiamo prendere atto che l’uso della bellezza femminile nel mondo politico (pubblico o privato) non è un’esclusiva di Silvio Berlusconi o dell’Italia. Essa viene usata anche in altri Paesi, dalla Russia alla Turchia, e dalla Germania alla stessa Polonia, dove si è registrata un’operazione di propaganda davvero particolare: la 23enne Katarzyna Lenart, candidata dell’SLD, non si è tirata di certo indietro nello sfruttare una strategia al limite della correttezza, ma sicuramente oltre il decoro morale di un contesto così “solenne” come quello politico. In uno spot di quaranta secondi, la bella Kasia dapprima mette in atto un continuo scavallamento di gambe seduta su una sedia, e poi inscena uno streaptease interrotto dopo lo slaccio del reggiseno. Appare qui la scritta: “Vuoi di più? Vota SLD! Solo noi possiamo fare di più…”. Godetevela 🙂
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9 risposte a Le elezioni 2011 in Polonia

  1. Silva90 ha detto:

    Ahahaha! Kaczyński come “leader di un partito di estrema destra”? Non sapete cosa e’ estrema destra? Non l’avete vista mai? “Prawo i Sprawiedliwość” e’ forse un partito di centro-destra, ma non “estrema destra”! Chi ha scritto questa sciocchezza??

    • Flavio D'Amato ha detto:

      Eheh tranquilla, in Italia sappiamo benissimo cosa vuol dire “estrema destra”. Forse non leggi i quotidiani internazionali, dove Kaczynski è descritto proprio così… Allora, in base alla tua osservazione, io mi chiedo: è possibile che TUTTI i quotidiani d’Europa si sbagliano? Attualmente le persone che non vogliono entrare in Europa e che dicono delle cose strane come quelle che dice Kaczynski sono definite “estremiste”.
      Ma io sono molto interessato a questo. Voglio sentire e leggere tutte le vostre opinioni. Ma vorrei che voi descriviate anche le motivazioni.

  2. alex91ao ha detto:

    Concordo con Flavio, da quello che ho sentito questo famoso PIS fa anche propaganda in chiesa attraverso pseudo preti/politici,guadagnando grande consenso sulla parte “vecchia” della popolazione.. contento che nn abbia vinto 🙂 ps: nn va sottovalutato il 10% ottenuto da Palikot,ultra moderno,innovativo e a quanto pare ben visto da una Polonia che per tradizione religiosa e non è abbastanza conservatrice…

  3. Silva90 ha detto:

    Ok, cerchero di rispondervi. Primo: per me (e per altri polacchi) la frase “PiS è un partito di estrema destra, ultranazionalista e ultraclericale” e’ assurda perche in Polonia nessuno dice cosi. Ho parlato di questa frase con le molte persone e nessuno di loro era d’accordo, né la gente a cui piace Kaczyński né la gente a cui lui non piace. Anche i giornali che non appoggiano Kaczyński non scrivono cosi, anche la gente della sinistra non dice mai cosi. Nessuno pensa cosi. Per polacchi “PiS e’ estrema destra” e come uno scherzo, perche noi siamo qui, vediamo Kaczyński e altri nostri politici ogni giorno e sappiamo come e’.
    Secondo: Kaczyński NON PUO essere “estrema destra” per un semplice motivo: PiS non e’ il partito polacco più di destra, abbiamo dei partiti piu “destri”, per esempio “Prawica Rzeczpospolitej” (“Destra della Repubblica”), “Nowa Prawica” (“Destra Nuova”) o “Liga Polskich Rodzin” (“Lega delle Famiglie Polacche”). Questi sono i partiti piu piccoli di PiS ma non piccoli, e sono, come PiS, partiti di destra, ma non destra estrema. Ci sono in Polonia anche partiti di destra estrema, per esempio “Narodowe Odrodzenie Polski” (“Rinascita nazionale della Polonia”) e loro sono come MSI, ma al contrario di MSI, NOP e’ partito piccolissimo e la maggior parte della società non sa che NOP esiste.
    Allora: Kaczyński non è destra estrema. Il suo partito è nazional-conservatore, ma direi che piuttosto centro-destra, no estrema, e piu conservatore che nazionale (e, poiché è conservatore -per esempio contro l’aborto e l’eutanasia – la Chiesa e la gente vecchia lo sostene talvolta). In una cosa in parte hai ragione: Kaczyński talvolta parla troppo e senza riflettere. Talvolta.
    Ma… non sono stupita che per voi Kaczyński è estrema destra. Se per voi “destra” e Berlusconi e “bunga bunga” in Polonia anche la sinistra è piu a destra di lui… dunque Kaczyński è “destra estrema”.
    Credetemi, io vivo qui, in Polonia e vedo cosa succede, voi non vedete.
    E perché i quotidiani internazionali scrivono che Kaczyński e “destra estrema” (ma quali i quotidiani e che cosa scrivono)? Non so… o, per esattezza, io so ma non voglio scrivere, perché non conosco l’italiano cosi bene per scrivere delle cose difficili. Ma una cosa posso scrivere: i quotidiani internazionali sono lontano dalla Polonia e scrivono per la loro gente che è anche lontano da qui.
    E Palikot? Palikot, per dir la verità, è buffone e ipocrita. Guardate, eccolo:
    http://niepoprawni.pl/files/images/palikot_wibrator_pisotlet.jpg http://paradowska.blog.polityka.pl/wp-content/uploads/0palikot450.jpg http://g.dziennik.pl/pliki/286000/286051.jpg
    Meno di due anni fa Palikot ha detto “non mi disturba la croce nello spazio publico. In Polonia la croce è un simbolo religioso ma anche un simbolo nazionale. La Chiesa sempre difendeva i polacchi e la cultura polacca, e per questo motivo non si puo lottare contro la croce”. Ma adesso è la persona più anticlericale possibile e pretende di buttare via la croce dalla parete del parlamento polacco. Perché? Perché grazie a questo è famoso. Questa non è ipocrisia?

    • Flavio D'Amato ha detto:

      Silva90, la tua descrizione è molto interessante. Ti capisco quando dici che ci sono dei partiti ancora più a destra di PiS. Anche in Italia è la stessa cosa: ci sono dei piccoli partiti che sono più a destra di Berlusconi (che in teoria è centro-destra), e hai ragione che il comportamento di Berlusconi è un po’ strano (un po’ censore, un po’ da liberale e un po’ da populista). Però è anche vero che nel partito di Berlusconi ci sono politici importanti a cui piacciono gli ideali fascisti, e in più c’è un partito coalizzato con Berlusconi (Lega Nord) che è praticamente come il PiS (nel senso che è contro l’Europa e per la protezione assoluta di cultura e religione). Ma in Italia la Lega Nord è un partito estremo! Infatti ora ci sono due partiti (UDC e FLI) che vorrebbero essere il centro-destra italiano! In Polonia la situazione è piuttosto simile: forse in teoria è come dici tu, PiS è definito come centro-destra, ma in pratica è come la Lega Nord italiana.
      Devo puntualizzare che tu hai fatto una descrizione particolare perché credo che tu sia una fan di Kaczynski, e quindi sei contro Palikot. Infatti hai ritenuto opportuno attaccare Palikot – perché era un modo di difendere Kaczynski -. Ma nessuno ha messo in discussione che Palikot è una persona “strana” 🙂
      P.S. Anch’io vivo in Polonia come te. Ci vivo da quasi tre anni, e anche se non seguo molto la TV polacca, vedo cosa succede 😉 Inoltre io non supporto nessun partito politico, quindi credo di avere un punto di vista molto neutrale 😉
      Comunque grazie per la tua descrizione 🙂

      • Trikerak ha detto:

        La lega come il PIS?? non direi proprio….l’unica cosa in comune è l’euroscetticismo ma per il resto molto distanti…il primo vuole la secessione con sta “Padania” che ha rotto i co***oni…mentre il secondo è nazionalista conservatore….La lega è un partito padrone legato a Bossi ne’ di destra ne’ di sinistra ma solo secessionista …..In Italia manca purtroppo la vera destra che di certo non è stata rappresentata ne’ da Berlusconi ne’ da Fini….manca tanto purtroppo…

        • Flavio D'Amato ha detto:

          Beh, è ovvio che andiamo sui particolarismi, ce ne sono mille di differenze. Tra le tante, la concezione di partito è sicuramente diversa. Ma se astrai dal contesto concreto (la secessione, il partito patronale, ecc), entrambi difendono i propri valori che, ognuno a suo modo, sono “nazional-conservatori”. Se ci pensi bene, te ne accorgerai.

      • Silva90 ha detto:

        Non sono fan di Kaczyński. Ho votato per PiS perché non c’è niente migliore di questo partito, ma NON SONO fan di Kaczyński. E non attacco Palikot, io scrivo come è. Puoi dire che io ho scritto qualcosa non vera di lui? Certo, Palikot è una “persona strana”, ma se qualcuno dice prima una cosa e poi dice una cosa assolutamente differente io dico che è ipocrita. E così fa Palikot.
        Non conosco bene la politica italiana ma anche a me sembra che “in Italia manca la vera destra” Ci sono o “politici a cui piacciono gli ideali fascisti” di Fini o Berlusconi di cui “il comportamento è un po’ strano (un po’ censore, un po’ da liberale e un po’ da populista)”. In Forza Nuova ci sono anche altri gruppi ma sono piccolissimi. Non e’ vero?
        Invece PiS e un partito di destra – non fascista e non populista.
        BTW – Adesso il partito piu destro in Italia e “Forza Italia”, no?

        • Flavio D'Amato ha detto:

          Quando ho scritto che “attacchi Palikot”, intendo che invece di rimanere sull’argomento di Kaczynski, fai delle comparazioni, tutto qua. Come ho scritto in precedenza, non metto in dubbio che Palikot è strano, ma questo non vuol dire che automaticamente Kaczynski non è mooolto conservatore (per non dire estremista). Tutt’e due sono estremisti a loro modo. Posso accettare l’idea che Kaczynski non è fascista, ma di fatto Kaczynski è populista, perché cerca i voti dei cattolici (e infatti sono soprattutto i cattolici “convinti” e gli anziani che lo votano. E Berlusconi fa esattamente lo stesso). Ripeto ancora una volta: se Kaczynski è populista, non vuol dire automaticamente che Palikot non lo è!
          Per quanto riguarda l’Italia, credo che manca un po’ di tutto :), sia la destra che la sinistra. Non voglio essere qualunquista, ma la classe politica è molto lontana dalle persone, e gli ideali ormai non ci sono più. Il partito di destra più importante è il Popolo delle Libertà (che prima si chiamava Forza Italia), ma ci sono partiti di destra radicale come La Destra e Forza Nuova. Ma sono partiti piccolissimi.

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