Uomo vs Gatto

Da quasi un anno ormai vivo l’esperienza di condividere le mura domestiche con un gatto, il mio primo gatto polacco. Era l’ultima settimana dell’Ottobre 2010 quando presi da un quartiere periferico di Varsavia un piccolo felino dopo averlo visto in foto su internet tra gli annunci di coloro che, non potendo tenere con sé dei gatti, li regalavano. Maschio, pelo corto e pelliccia tigrata grigio-nera. Da qui, il nome di Tigrotto (Tygrysek, in polacco). Quest’adozione costituiva un enigma totale per me, dal momento che nella mia vita avevo sempre avuto dei gatti (quasi) rigorosamente fuori casa, mentre ora si trattava di spartire 24 ore su 24 sedie, letto, tavolo, divano, bagno, e tutti gli spazi con quella palla pelosa. Con questi presupposti venne fuori tutta la mia pignoleria igienica, non sopportavo l’idea di vedere le sue zampe o i suoi peli sui tavoli, sul letto e sui vestiti. Ma lavorando sodo sulla mia soglia di tolleranza, riuscii ad accettare a fatica le sue escursioni a letto, e strani vizietti infantili come dormire a venti centimetri dalla mia faccia o mangiucchiare i capelli (cose da pazzi), come a suo tempo avevo accennato in passato. Aldilà di questo, in compenso si rivelò subito anche un ottimo compagno di giochi, tenero, comico ed affettuoso. Ma si sa, i cuccioli di qualsiasi tipo di animale fanno sempre questo effetto.

Il problema serio infatti è che poi crescono. Col tempo, Tygrysek ha imparato a saltare in ordine cronologico: sul divano, sul letto, sul davanzale basso della finestra, nella vasca da bagno, sulle sedie, sul lavandino del bagno, sulla zona cucina, sul frigo e infine sugli armadietti delle stoviglie, il suo Everest da dove può tenere l’intero appartamento sotto controllo. Ora gli piacerebbe anche saltare sull’armadio, ma lì andiamo davvero oltre… è come il Lecce che vorrebbe vincere lo scudetto. Impossibile.

L’istinto randagesco lo ha spesso portato ad evitare l’acqua che ha nella sua ciotolina e a bere invece quella delle pentole che si trovano nel lavabo, cosa a cui tuttora fatica a rinunciarci. Di contro, non ci ha creato problemi dal suo punto di vista fisiologico, dacché aveva imparato già dopo poche ore dove fare i suoi bisognini; se ogni tanto succedeva che la lettiera gli risultava troppo sporca, cercava di comunicarcelo lasciando nella vasca da bagno un pezzettino di popò a mo’ di pecora, che come si sa fa la cacca a palline. E proprio i bisogni grossi provocavano una nube tossica di un’intensità stupefacente, che nel corso del tempo ha portato la parte più coatta di me a creare l’intercalare “Ao’, ma che c’hai, Fukushima ar posto der culo?!“.

Come detto prima, la voglia di giocare c’è e c’è sempre stata. Lavorando sulle sue capacità, è diventato uno specialista nell’acquattarsi per portare un attacco a qualcosa; è bravissimo ad attaccare alle spalle l’avversario quando quest’ultimo è in fase di allontanamento; va letteralmente pazzo per le palle di carta, tanto che emula a turno una perfetta ala di rugby o un Messi in versione dribbler; è ipnoticamente attratto dalle mani umane che fanno finta di nascondersi da lui, e dai fagiolini (non ci risparmiamo dal regalargliene uno di tanto in tanto); e infine gli piace infilarsi in buste, sacchetti, zaini o scatole varie. Tuttavia con il passare dei mesi la fase ludica è diventata qualcosa di preoccupante: a volte mette volontariamente dei pezzi di carta all’interno di qualche scarpa e ci gioca; oppure direttamente senza carta, si ingegna a sfasciare i plantari presenti all’interno; o ancora, compie dei saliscendi paurosi da o sul divano, con la pelliccia e lo sguardo da indemoniato e affondando con gli artigli in un modo che… vi lascio immaginare… La cosa davvero divertente, invece, è la frequente ciclicità dei momenti in cui Tigrotto si diletta in posizioni da contorsionista. Un qualcosa di impressionante perché non si capisce se mima qualche suo collega investito da una macchina, se si rilassa o se è preda di un ictus…

Come se non bastasse, alterna ore e ore di sonno (specie di giorno) a momenti impressionanti di iperattività, di cui uno costante era – e ogni tanto continua ad esserlo – quello dell’alba. Proprio la sua iperattività pre-mattutina si era trasformata per me in una vera e propria questione nazionale, poiché con l’avvicinarsi dell’estate il sole sorgeva sempre prima, creandomi due problemi di genere diverso ma comunque non indifferenti. Il primo prescinde dal gatto, ed era il sorgere stesso del sole: sebbene le enormi finestre dell’appartamento diano a Nord, la latitudine in cui si trova la Polonia in rapporto all’inclinazione dell’asse terrestre fa si che d’estate il sole spunti praticamente a Nord-Est, entri senza bussare nell’appartamento e sfoghi le sue radiazioni luminose sulla parete bianca e sulle ante altrettanto bianche o di vetro degli armadi. Parete e armadio si trovano rispettivamente di fianco e di fronte al letto su cui dormo, e i tre punti costituiti da sole, ante dell’armadio e letto formano un angolo tale per cui mi ritrovo per alcune decine di minuti inondato dai raggi ultravioletti, svegliandomi inesorabilmente e con lo stress prodotto già in percentuali da custodia cautelare. La seconda questione invece era che, come avrete potuto già intuire, il chiarore della mattina anticipava sempre di più anche la sveglia di Tigrotto, portandolo a miagolare in modo sinistro alle finestre, ad aggrapparsi alle tende (dove sa che non deve aggrapparsi), a salire sulla ventola della cucina (dove sa che non deve andare), ad affilare i suoi artigli sul divano, sul letto o sulle guarnizioni delle finestre (dove sa che non li deve affilare)… Insomma, fa tutte le cose che sa benissimo che non deve fare, con il preciso scopo di farmi alzare o, ancora peggio, di farmi incazzare.
Nonostante ciò, già da Maggio avevo preso la cosa armandomi di molta pazienza, poiché era in programma la castrazione della belva, per evitare che la compiuta pubertà lo portasse alla classica operazione di demarcazione del territorio. Con questo pensiero in testa pensavo che tagliando la testa al toro – anche se in questo caso si tagliava qualcos’altro a qualcun’altro – si sarebbe risolto anche questo problema di estrema vivacità felina. E il giorno del cambio di sponda arrivò. Venerdì 8 Luglio: Tigrotto aveva circa 10 mesi, quindi era ormai maturo per il grande passo. Mai come in quei giorni ho avuto un’enorme solidarietà per lui, che ci aveva sempre allietato con le sue innumerevoli facce. Facce che io ho doppiato sempre con una voce da coatto romano o con quella di Fantozzi (che fa sempre il suo bell’effetto comico) in situazioni di ogni genere: quando giocavamo, quando si appisolava, o semplicemente quando mi guardava. Tigrotto uscì di casa alle 10 e tornò dopo sole 5 ore. Da quel momento lo tratto in modo molto ambiguo: a volte lo chiamo Tigrotto (o Tygrysek) e a volte Tigrotta (o Tygryska); a volte lo doppio con la voce da coatto romano o da Fantozzi, e a volte con quella da trans brasiliana. Dal punto di vista fisico ha superato brillantemente l’operazione… forse direi fin troppo brillantemente, visto che le azioni proibite vengono tuttora compiute, che le sveglie di primissima mattina continuano ad esserci, e che i suoi momenti da indemoniato crescono in frequenza ed impetuosità. E allora mi viene da chiedermi: perché l’ho fatto operare se poi rompe le palle come prima??! Attualmente posso dire di essermi immedesimato con rassegnazione nel ruolo di Simon, il padrone del gatto protagonista degli episodi di “Simon’s cat”, visibili su YouTube.
Tigrotto compiva azioni di “sveglia diretta” quando era più piccolo. Ora si limita furbescamente a compiere le azioni “vietate” per costringermi ad alzarmi e a dargli la colazione
Anche Tigrotto come tutti i gatti ama inseguire insetti vari. Oltre alle mosche, qui sono piuttosto diffuse anche le coccinelle, ma per fortuna, finora ha rotto solo un abat-jour  
Come dicevamo prima, anche con buste e scatole Tigrotto ha il suo bel quarto d’ora di divertimento  
Un dialogo improbabile con un riccio. Questo ovviamente è l’unico caso in cui Tigrotto non si è trovato, ma il video è spassoso 🙂  
Mettendo su una competizione improvvisata, credo se la possa giocare con il gatto famoso per possedere il dono del teletrasporto  
Ma credo sarà difficile battere le performance di Marù, gatto giapponese, probabilmente il più popolare su internet…  
Di recente, plurime fonti mi stanno portando a rassegnarmi al fatto di sopportare questa vita per almeno altri due anni… ce la farò? Non ce la farò? Lo scopriremo solo vivendo…
™ All rights reserved
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in A ruota libera e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Uomo vs Gatto

  1. Stefano ha detto:

    Cercavo tutt’altro ma google ha infilato tra le immagini dei risultati la foto di Tigrotto ed ho cliccato subito perché è uguale al mio Tigro (detto anche Ciociolo) di quattro mesi, ci riconosco tutto: gli agguati, l’iperattività con gli occhi da indemoniato (si allargano le pupille e sembrano completamente nere), le dormite durante il giorno ecc… ecc…
    Anche per me è la prima esperienza di un gatto in casa ed anch’io all’inizio ho dovuto vincere dei pregiudizi e il mio essere “schifettoso” e giammai avrei voluto vederlo tra lenzuola e sedie della cucina e comunque ora so che ero troppo esagerato.
    Tigro mi ha alleggerito la vita perché è dolcissimo e affettuoso, al mattino mi viene a svegliare sfregando il suo musetto sulle guance e mi fa iniziare meglio la giornata, quando torno a casa è dietro la porta che aspetta con gli occhi ancora assonnati perché stava dormendo sul divano.
    Addirittura quando gioco con l’xbox osserva tutto con attenzione e a volte sembra voler dire: “a bbello attento alle spalle che te spareno!!” (io lo doppio con il dialetto romano) 🙂
    Il tutto può riassumersi con una frase che ho detto pochi giorni fa alla mia compagna: ma prima come facevo a vivere bene senza Tigro?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...