Per un viaggio in Polonia 5/5 – Etanololandia!

Ci siamo. Dopo una pausa forse troppo lunga, concludiamo finalmente il nostro lungo itinerario attraverso la Polonia parlando del tanto sospirato universo alcolico.
GLI ANALCOLICI: Prepariamo la suspense con qualcosa di soft come le bevande analcoliche. In Polonia ci sono le varie cole, aranciate, gassose o bibite energetiche; ovviamente si beve l’acqua (woda), che può essere non gassata (niegazowana) o gassata (gazowana); nei ristoranti e nelle caffetterie può capitare facilmente di vedersi servire un bicchiere d’acqua con annessa una fetta di limone. Ma non mancano le stranezze. Nei supermercati si trovano delle bottiglie d’acqua al gusto di limone, fragola, pesca o frutti di bosco. Chissà se qualcuno ci potrà spiegare l’esistenza di questa roba… Andando oltre, anche i succhi di frutta (sok owocowy) sono diversi: tranne rare eccezioni, non hanno la densità tipica di quelli che si trovano in Italia, sono come diluiti, e poi… è vero che ci sono tutti i gusti canonici, ma come si fa a bere il succo al pomodoro (che in pratica ha il sapore della salsa)?!? Nei vari locali si trova anche il caffè (kawa), però l’espresso non è il più ordinato. Sono più bevuti il cappuccino (spesso preso ad orari scandalosi), il “latte” (il nostro caffelatte), e l’americano, più conosciuto in Italia come “acqua sporca”. Purtroppo non possiamo dare per scontato di avere in Polonia il buon espresso o cappuccino a cui noi siamo abituati; bisogna avere l’accortezza e la fortuna di scovare la caffetteria che li sa fare come si deve. Passiamo invece alla bevanda presente a litri nel sangue dei polacchi. Eh sì, è proprio arrivato il momento del… (quanti di voi pensavano già alla vodka, eh? Depravati…). Il tè, alias herbata, e gli infusi in generale sono disponibili nei gusti più vari e inimmaginabili: verde, nero, grigio, bianco, rosso, limone, frutti di bosco, lampone, arancia, pompelmo, mirtillo rosso, ibisco, rosa, vaniglia, più alcuni derivati come menta, salvia, ortica… Insomma, i polacchi se la giocano seriamente con gli inglesi. Infine, una bevanda interessantissima è il kompot, preparato bollendo in acqua e zucchero – a scelta – mele, pere, prugne, ciliegie, frutti di bosco, rabarbaro o altra frutta rossa. Ottimo sia caldo che freddo.
0004ZEI0EKMHLHNS-C431GLI ALCOLICI: Eccoci dunque al momento degli alcolici, che esploreremo in in un lungo crescendo. Oltre che in pub e ristoranti, si possono trovare in un po’ tutti gli alimentari e gli iper/supermercati, oltre ai negozietti “Alkohole” accennati nell’articolo 3/5. Secondo l’idea di degustazione che concepiamo noi, il vino (wino) fa ancora fatica ad entrare nella quotidianità dei polacchi, e rimane ancora una sorta di bevanda d’élite. Ma grazie al progresso economico-sociale, aumentano di anno in anno i volumi importati da Italia, Francia, Spagna, Grecia, California, Cile, Sudafrica, Australia o Nuova Zelanda… La bottiglia più economica in circolazione può costare intorno ai 10zł (2,4€), ma come indicazione generale consigliamo di prendere in esame quelle a partire da 20-25zł. Al giorno d’oggi negli scaffali non mancano neanche vini provenienti da diverse regioni italiane, per quanto i prezzi sono gioco forza maggiori rispetto al Belpaese… Ma tornando al nostro tema principale, è più facile per i polacchi bere il vino d’inverno grazie al cosiddetto wino grzane, un composto simile al vin brulé.
Con la stessa procedura si prepara anche la birra calda, ossia piwo grzane: in generale la birra (piwo) rappresenta il primo grande universo alcolico di questo nostro percorso, e sentiamo il dovere di sottolinearne la qualità. Una volta presa l’abitudine, infatti, è piuttosto facile rivalutare come insipide e acquose molte delle birre presenti nel nostro Belpaese. Negli ultimi anni le fabbriche si stanno dando da fare per produrne di non pastorizzate, e questo non fa altro che innalzarne ulteriormente il gusto. Tra le “internazionali” si possono bere Guinness, Corona, Heineken, Carlsberg, Pilsner Urquell, Desperados e Nastro Azzurro, ma le marche polacche più familiari sono Żywiec, Warka, Tyskie, Lech, Okocim, Łomża, Królewskie, Strong, Żubr, Tatra, Paulaner, Perła, Kasztelan, Piast, Gingers, più altre birre regionali… E’ possibile trovare anche la marca Redd’s, una soluzione fruttata adatta più a chi non piace il sapore della birra pura o a chi non regge una gradazione alta (la sua percentuale alcolica è intorno al 4-5%). Altro particolare importantissimo è il prezzo: una birra da 0,5l si può acquistare al supermercato a partire da 2,5zł (0,60€), ma per un buon rapporto qualità-prezzo consigliamo indicativamente quelle tra i 3,5 e i 5,5zł. Anche nei locali i costi sono molto contenuti, e quello stesso 0,5l si può comprare anche a 8zł (1,90€).
La forza che rende famosa la Polonia è naturalmente data dalla vodka (wódka, leggi vudka), prevedibilmente reperibile sotto plurimi marchi: tra i polacchi abbiamo Wyborowa, Żołądkowa Gorzka, Absolwent, Bols, Żytnia, Lodowa, Soplica, Luksusowa, Dȩbowa, Smirnoff, Belvedere, Chopin, Lubelska… Tra quelli esteri, Finlandia, Nemiroff, Absolut, Danzka… Altrettanto numerose sono le varietà dal momento che, oltre alla vodka pura, ci sono anche le versioni fruttate: al mandarino (mandarynkowa), al pompelmo (grejpfrutowa), al limone (cytrynowa), alla pera (gruszkowa), alla pesca (brzoskwiniowa), al mango (mangowa), al mirtillo rosso (żurawinowa), al ribes nero (porzeczkowa czarnowa) e addirittura al pepe (pieprzowa); inoltre nei decenni scorsi, non era raro produrre la vodka in casa, chiamata specificamente col nome Bimber. Al fine di un’ideale degustazione, è opportuno prima tenere la bottiglia (piena… a scanso di ironie) in freezer per almeno tre o quattro d’ore. Sul consumo, è oramai costume accompagnare un cicchetto di vodka con una fetta d’arancia o un sorso di succo di frutta, ma i sempre più rari tradizionalisti e ortodossi ci tengono a rispettare il rito che vede l’assunzione di vodka schietta. Forse le uniche varianti per loro accettabili – sempre per le lontane origini – sono quella “aringosa”, e cioè accompagnare la vodka con delle aringhe a mo’ di stuzzichini – strano, vero? – e quella “cetriolosa”: dopo il cicchetto di vodka si mangia un boccone di cetriolo in salamoia. Per gli amanti del fetish, è possibile anche bere la salamoia stessa in cui vengono conservati… Nei locali è facile comprare un cicchetto di vodka a 4zł (0,90€). Gli appassionati di alcool troveranno molto interessanti anche alcuni prodotti tipici della Polonia e dei suoi paraggi. Si tratta soprattutto di versioni modificate di vodka, come la żubrówka (vodka con un sapore particolare datogli dall’erba della regione di Białowieża, popolata dai bisonti – Żubr = bisonte), la śliwowica (vódka alla prugna), la wiśniówka (vódka all’amarena) e la wódka orzechowa (alla noce). C’è inoltre il miód pilny, ottenuto dalla cottura e fusione di miele, zucchero e alcool.
Restando sugli alcolici pesanti, oltre ai vari drink come vermouth, campari, gin, rum, whisky, e i numerosi cocktail, si può trovare la metaxa (particolare brandy di origine greca) soprattutto in alcuni negozi o in determinati ristoranti. L’unico neo in questo immenso paradiso ricco di etanolo è la mancanza di assenzio, illegale, ma chi davvero non ne può fare a meno ha due soluzioni: la prima è partire alla volta della Rep. Ceca, dove si possono comprare direttamente delle bottiglie; la seconda è un blitz nell’isola felice costituita dal locale Gramofon a Rzeszów, Sud-Est della Polonia. Nonostante tutto, infatti, ci risulta sia disponibile ancora oggi un long shot chiamato Russian Heroin, un cicchetto lungo riempito per 3/4 di un denso liquore al caffè e per 1/4 di assenzio. L’alta densità del liquore consente all’assenzio di rimanere su, ottenendo un affascinante tocco estetico. Ma ancora più esaltante è la procedura di consumazione: dopo aver intinto indice e medio della propria mano nell’assenzio, si beve tutto d’un fiato il long shot, dopodiché si portano le dita bagnate di assenzio sulle labbra e si tira il fiato più o meno vigorosamente, come se si stesse fumando una sigaretta. L’effetto è immediato e da vivere in pieno – i corpi di Baudelaire e Verlaine resusciterebbero solo a sentirne parlare.
Memori della famosa frase secondo cui “la legge non ammette ignoranza”, è importante tener presente un’ultima accortezza: in Polonia è vietato bere alcolici in giro per le strade. Se siete in un locale, va bene; ma se vi viene in mente di comprare una bottiglia di birra o di sfondarvi i sensi con della vodka, meglio consumare il bottino da qualche parte tra quattro mura: eviterete una multa salata. Con questi cinque articoli-mattone rifilati speriamo di avervi fornito una panoramica ricca e completa di consigli sul come muoversi nell’universo polacco, o di aver almeno smosso la curiosità e la voglia di visitare la bella e ancora poco conosciuta Polonia.
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4 risposte a Per un viaggio in Polonia 5/5 – Etanololandia!

  1. Tomasz ha detto:

    Flavio,
    pieprzówka è una vodka al pepe ma non al peperoncino…;))
    saluti..:))

  2. bea ha detto:

    Flavio, penso che ti piace Polonia e vodka certamente:)
    Grazie e saluti!

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