La presidenza polacca dell’Unione Europea, e una cornice personale

Queste ultime settimane sono state tribolate, movimentate, irrequiete… sotto diversi punti di vista. Si stavano definendo i particolari del 2-3 Luglio nei dintorni di Trójmiasto per l’annuale Festival sponsorizzato da Heineken. Le previsioni parlavano di pioggia, sempre pioggia, solo pioggia per tutto il fine-settimana. E invece madre natura ha voluto che la pioggia se la prendesse solo chi era lì venerdì, quando io ero appena partito da Varsavia. Infatti sabato il cielo è stato sì nuvoloso ma praticamente senza una goccia d’acqua, e domenica c’è stata addirittura una bella giornata di sole, ottima per fare una passeggiata nella splendida penisola di Hel (esattamente in località Kużnica). Dopo il ritorno a Varsavia (lunedì 4 Luglio, ore 01.30), al risveglio mattutino, si è fatta rivedere la pioggia, incessante. In tutti i modi l’Open’er di Gdynia è stata un’esperienza carina. Quattro giorni, dal 1° al 4 Luglio, ambientati nell’ex aeroporto. L’immensità dell’area ha consentito l’installazione di più palchi (credo 4 o 5) dove si esibivano contemporaneamente più band e artisti. Ho scoperto un gruppo strano ma interessante come i Primus e ho assistito a questo concerto di Prince, motivo principe (birichino gioco di parole) di questa trasferta. Non è il genere musicale che preferisco, ma non c’è che dire: nonostante i suoi 53 anni, ha tenuto il palco come meglio non si poteva, coinvolgendo e mandando in delirio la folla accorsa per lui. Probabilmente la maggior parte era lì solo ed esclusivamente per sentire “Purple rain”, che è comunque una bella canzone… ma io preferirò sempre la versione italiana, “La pioggia viola” del mitico Piero Scamarcio… Dopo il concerto ci sono stati anche dei bei fuochi d’artificio, a ripagare quantomeno quelli che non vedo da tre anni alla festa patronale della mia città.
A spettacolo visto ne corrisponde però uno perso, quello tenutosi venerdì 1° Luglio a Varsavia. Infatti, in quel giorno c’è stato ufficialmente l’insediamento della Polonia alla presidenza dell’Unione Europea, un fatto storico che i dirigenti politici hanno voluto celebrare, anche se sinceramente non credo che ai polacchi gliene importasse più di tanto. Comunque, in occasione di ciò, sullo sfondo del Palazzo della Cultura si è avuto uno spettacolo fatto di fuochi d’artificio e musica. Il clou è stato offerto da una colonna sonora classica ad accompagnare una bella coreografia pirotecnica, che all’inizio dava la suggestiva illusione del Palazzo che prendeva fuoco. Ecco l’estratto video:
Ma non finisce qui. Nel contempo si sta disputando qui in Polonia (a Danzica) la World League di pallavolo maschile, con un atteso match tra Polonia e Italia tenutosi ieri. Non c’è stata storia, l’Italia ha surclassato i padroni di casa allenati dall’ex CT azzurro Anastasi con un secco 0-3 (15-25, 20-25, 20-25). Peccato che oggi l’Italia abbia clamorosamente fatto harakiri perdendo 3-0 con la Bulgaria e che la Polonia vincesse 3-2 con l’Argentina in una partita bellissima e che si qualificasse per le semifinali…
E infine una cornice personale…
…quella più goliardica. Questo periodo lavorativo ha visto oltre il 60% dei miei studenti sospendere le proprie lezioni per la seconda metà di Giugno adducendo ragioni di vario tipo (impegni di lavoro, vacanze, problemi di salute, ecc.); due settimane che mi hanno portato a raccogliere meticolosamente i cocci rimasti per strada, e in cui si è manifestata per l’ennesima volta la mia doppia personalità: da una parte quella razionale che mi ricordava della temporaneità della situazione, e che col tempo tutto sarebbe ritornato nella norma; e dall’altra quella più emotiva, che attivava prontamente lo stato di allerta generale. L’incognita era che nel frattempo c’erano in ballo anche delle spese non indifferenti, le tende parasole nell’appartamento, i biglietti del treno per Gdynia e dintorni più relativi ticket d’ingresso all’Open’er Festival, i biglietti di treno e aereo per le consuete vacanze nel Salento… E chi avrà vinto alla fine tra Dr. Jekyll e Mr. Hide? Citando il titolone de “Il Giornale” dopo il referendum su acqua e nucleare, “ha vinto la paura”. Ovviamente nel mio caso non c’era la paura, quanto piuttosto la voglia di rimettere al più presto il vagone sui binari e riadagiarmi sugli allori. Per più di un anno ero riuscito ad ottenere il massimo lavoro col minimo sforzo di un solo social network (v. quest’articolo), ottimizzando i contenuti e l’organizzazione del profilo. Un piccolo capolavoro. Ma si sa, quando il gioco si fa duro, possono essere cazzi, e così ho giocato duro sfoderando le armi pesanti, alcuni annunci su dei siti fatti ad hoc. Nell’arco di dieci giorni è successo che, non solo (quasi) tutte le pecorelle smarrite sono tornate di loro sponte nell’ovile, ma ho iniziato delle lezioni con due nuovi studenti, e finalizzato degli accordi con altri due per iniziare nella seconda metà di Luglio. Oltre a questo, ho avuto in affido un corso a scuola. Risultato: mi sono praticamente auto-schiavizzato, e di brutto. Ma visto che il 5 Agosto parto in vacanza, affronto la cosa con forza e abnegazione, almeno per ora.
Anche il tempo non si è risparmiato di rendere vivace quest’inizio d’estate. Già a Maggio avevo avuto l’onore di assistere ad un fatto dal sapore quasi grottesco, accennato tempestivamente in un articolo. Quella prepotente spruzzata di neve nel pomeriggio del 3 Maggio, festa della Costituzione polacca, sarà difficile da dimenticare: i tetti dei palazzi, le macchine, le aiuole, tutto ricoperto da un sottile strato bianco. Un’enorme nuvola di Fantozzi, grande mezza Polonia, che si dissolve nello spazio di poche ore. Il giorno dopo la temperatura si era già risollevata e il cielo era tornato celeste. Anche a Giugno tutto era iniziato nel migliore dei modi, il tempo estivo mi consentiva di correre sistematicamente due o tre volte a settimana e di prendere la bicicletta. Ma gli ultimi dieci giorni del mese sembravano presi in prestito da Marzo: sole, nuvole e pioggia tornavano ad alternarsi di continuo. Dannate ere climatiche…
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