Stereotipi su italiani e polacchi (sequel)

Dopo aver spulciato insieme, alla fine di Marzo, l’attendibilità di vari stereotipi attribuiti alla Polonia e all’Italia, stavamo elaborando in questi giorni un’integrazione sulla conoscenza dei polacchi schematizzando una serie di informazioni sparse su certe loro abitudini, ritmi e visioni del mondo… Ma per come si è sviluppata la cosa, abbiamo dovuto constatare di non poterci esimere dal riprendere un po’ a sorpresa l’argomento degli stereotipi. In effetti ammettiamo di aver tralasciato involontariamente alcuni fenomeni che riguardano sia gli italiani che i polacchi. Alcuni di questi sono continuazioni di argomenti già visti precedentemente, ma c’è anche dell’altro. Allora vediamoli un po’.
ITALIANI FEDIFRAGHI: la leggenda narra che nel DNA di un italiano ci sia il gene del tradimento di coppia, che è inevitabile, incontenibile… Cosa possiamo dire in merito? Sicuramente casi di questo tipo non sono rari, ma non possiamo neanche dire che negli altri Paesi tutti siano candidi e monogami a vita… Forse in Italia la percentuale dei tradimenti è un po’ più alta, ma c’è davvero questa differenza abissale con gli altri terrestri? Come sempre, siete liberi di  scrivere la vostra opinione. In un’ottica più di ampio respiro, che va oltre il rapporto di coppia, verrebbe davvero da crederci che noi italiani abbiamo un gene del tradimento nel nostro DNA. E’ una cosa per cui siamo famosi nel mondo, e la storia lo testimonia. Solo nell’ultimo secolo, abbiamo tradito la Germania nella Prima Guerra Mondiale, flirtando con Inghilterra e Francia, e abbiamo rifatto le corna alla Germania nella Seconda Guerra Mondiale, andando con Inghilterra e Stati Uniti…. evidentemente la Germania non ci piace proprio per niente, oppure il fascino inglese va oltre ogni immaginazione…. Ma anche oggi ci riconfermiamo, visto il nostro recentissimo tradimento nei confronti della Libia per adempiere ai comodi di Francia, Inghilterra e Stati Uniti… lo charme inglese si conferma incontrastabile… La cosa che fa riflettere è che questi tradimenti “internazionali” vengono compiuti in contesti critici, visto che si tratta di alleanze strategiche delicate che infrangiamo puntualmente sul più bello come bere un bicchier d’acqua… Non c’è che dire, la nostra mentalità è piuttosto distorta, e quello che disse di noi Winston Churchill centra in pieno il bersaglio: “Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio, e perdono le partite di calcio come se fossero guerre”…
POLACCHI LADRI: in questo caso, in quanto a generalizzazioni, noi italiani diamo il meglio, raggruppando tanti popoli sotto un unico stato, generalmente il primo che ci viene in mente, e incolpando un po’ a casaccio marocchini, albanesi, rumeni, cinesi, indiani, polacchi, colombiani… In particolare, queste genti sono da noi pensate come dei profughi o dei clandestini (o poco ci manca) che arrangiano i propri giorni facendo gli operai o i lavavetri ai semafori, e che sottobanco compiono taccheggi, furti di vario tipo e commerci illegali come quelli della droga, di cd e abbigliamento contraffatti e della prostituzione. Inoltre sono rinomate le colf rumene o polacche che, a differenza delle fedeli filippine o thailandesi, architettano con alcuni complici dei chirurgici furti nelle case in cui lavorano, o raggiungono l’apoteosi della genialità riuscendo a farsi sposare dall’anziano di turno che prima accudivano come badanti impeccabili… Nella dimensione polacca, tutti questi sono pregiudizi di cui le persone non immaginano le ampie dimensioni che noi diamo, o che in caso contrario li fanno imbarazzare, perché da un lato i delinquenti trasmettono un’immagine che non corrisponde alla totalità del loro popolo, e dall’altro lato noi ci costruiamo un’idea di quel popolo “x” distorta e non veritiera. Come la stramaggioranza degli italiani va all’estero per trovarsi un lavoro e di cui c’è sempre quella piccola percentuale che delinque, lo stesso vale per gli altri popoli, polacchi inclusi. Anche qui il senso delle proporzioni è importante per giudicare le cose nel modo più corretto possibile.
I GESTI ITALIANI: facciamo mea culpa per aver trascurato un elemento così distintivo per noi italiani come quello dei gesti.
Premettiamo subito che in questo frangente lo stereotipo è totalmente fondato, e molti sapranno o avranno sentito che i gesti fanno parte del cosiddetto linguaggio non verbale. Da un punto di vista più scientifico, essi sono inclusi nel “linguaggio cinestesico”, branca in cui troviamo anche le espressioni facciali, queste ultime usate praticamente in tutte le culture. Ma sui gesti non ci batte nessuno: gesticoliamo tanto e siamo gli unici capaci di effettuare interi dialoghi con il linguaggio cinestesico. Inoltre, questo codice è usato intensamente anche in situazioni specifiche come ad esempio i giochi di carte a squadre (briscola, tresette, poker…), dove esistono espressioni facciali e gesti specifici. Ho personalmente riscoperto questa peculiarità italiana anche grazie alle lezioni che conduco, stimolandomi il rispolvero di ciò che avevo studiato all’università e che ho implementato nei mesi scorsi con un lavoro di classificazione di tutti i gesti possibili che noi italiani facciamo. Escludendo quelli comuni anche ad altre nazioni (che sono già tanti), i gesti tipicamente italiani che ho finora elencato sono più di 50(!)… non è descrivibile il divertimento nel lavorare su questa roba e l’enorme fascino che si prova nell’essere cresciuto in una civiltà così culturalmente pittoresca…
LE POLACCHE MANGIATRICI DI UOMINI: la conseguenza dell’attrazione irresistibile che gli italiani provano verso le ragazze dell’Est – quindi anche polacche – è la capacità di queste ultime di rubare gli uomini alle povere donne italiane. Di tanto in tanto rimbombano queste storie di mogli o fidanzate tradite o mollate per scappare in un nuovo nido d’amore con l’ucraina, la polacca o la russa di turno. Cosa posso dire in merito… una verità di fondo ci sarà, sicuramente. Ma crediamo che tutto dipenda da quanto detto nell’altro articolo dedicato a questo tema: c’è quel fascino per il diverso, quella fisionomia fatta di occhi azzurri da cerbiatto, viso dolce, bel corpo, e uso frequente di gonna e stivali alti che evidenziano la bontà delle gambe, già belle di per sé; c’è quell’accento Est-europeo che fa ripiegare inspiegabilmente a istinti primitivi e ne risveglia la sensualità (e la sessualità); c’è quell’innocente estroversione, semplice e schietta, che queste ragazze hanno per loro natura… Insomma, è facile, prima o poi, vedersi a briglia sciolta e con la lingua penzolante per loro. Se poi capitasse il caso di una stoica resistenza da parte dell’uomo, c’è sempre il colpo di grazia, costituito dalla donna che, attratta a sua volta dal fascino latino, “si espone” cercando di attivare lo spirito d’iniziativa del malcapitato (o fortunato) di turno… e lì non c’è niente da fare… carne tremula!
Con questo, chiudiamo il vasto ed intrigante capitolo su stereotipi e credenze varie in ambito internazionale (anche se ci riallacceremo marginalmente nel prossimo articolo). Si potrebbe però aprire un tavolo di discussione su altri aspetti che trovano eco soprattutto a livello nazionale, come l’ipocrisia degli italiani sulla loro fede religiosa; i polacchi che si lamentano sempre; gli italiani che parlano e inneggiano cambiamenti ma sopportano tutto senza battere ciglio, e così via. Chissà, magari in futuro ne riparleremo…
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2 risposte a Stereotipi su italiani e polacchi (sequel)

  1. Mat ha detto:

    Interessante articolo…. Complimenti, c’è da rifletterci sopra… 😉

  2. Pingback: L’infinito: mondi, culture, voglia di conoscere altro | Qui Polonia & Italia™

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