Cult Berlusconi: siamo o no lo zimbello d’Europa?

Nelle ultime settimane molti polacchi hanno chiesto ai propri conoscenti italiani che aria si respira in Italia, alla luce dell’ennesimo scandalo che ha come protagonista Berlusconi. In particolare, dal momento che la vicenda conosciuta come “bunga bunga” è un po’ più delicata di molte altre del passato, tutti chiedono con un’aria un po’ divertita e un po’ incuriosita cosa faremo ora noi italiani, domandano perché Berlusconi viene sempre votato nonostante tutto, e ancora: lo voteremo per l’ennesima volta o avremo finalmente imparato una volta per tutte chi è davvero Berlusconi?
E noi ci troviamo sempre a spiegare che la faccenda non è così semplice come si crede. C’è l’eccessivo distacco tra la politica ed i cittadini (di fatto l’Italia è un’oligarchia gerontocratica e non c’è l’elezione diretta dei parlamentari); c’è la mancanza di alternative politiche che siano allo stesso tempo solide, credibili e in grado di parlare a tutti i cittadini, e non solo ad una piccola parte; c’è il virus ormai pandemico del degrado culturale e morale che Berlusconi è riuscito ad impiantare nelle menti degli italiani in 20 anni di attività televisiva e politica a sua immagine e somiglianza. Il problema ora non è più solo Berlusconi, ma anche il “berlusconismo” che è diffuso nella società (Giorgio Gaber diceva: “Non ho paura di Berlusconi in sé, ma del Berlusconi che c’è in me”).
Il bello è che in periodi di routine un certo dissenso per Berlusconi o per la politica in generale è sempre presente. Basti pensare all’ormai forte “partito degli astenuti” che tocca quota 30% (al 2015 tocca il 44%, ndr 11.01.2015)… per l’Italia è una percentuale altissima, e lo diciamo agli amici polacchi per cui è normale che in Polonia il 50% dei cittadini non voti. Ma nei periodi elettorali ecco che accade sempre un qualcosa di misterioso e paranormale: il piccolo grande imprenditore di Arcore risveglia quel virus di cui parlavamo prima e che porta sempre una valanga di voti per lui. Allora come se ne esce? …Diciamo che allo stato attuale stiamo aspettando che i rivoluzionari egiziani, tunisini e libici vengano in Italia per liberare anche noi. E’ l’unica via di scampo! Scherzi a parte, crediamo che questa volta l’imperatore Berlusconi l’abbia fatta troppo grossa e che l’onda del suo carisma abbia perso un po’ di forza, ma in Italia non bisogna mai dire “mai”, visto che in precedenza è riuscito a risorgere dalle ceneri che sembravano ormai sperdute nel vento del passato.
Prima di dedicarci ad una sintesi delle performances autentiche nel nostro beniamino, ci poniamo un quesito: come ci vedono in realtà all’estero? Ridono davvero di noi come alcuni dicono? O sono i soliti mezzucci della sinistra comunista per mandare a casa il sempiterno premier? Chi vive all’estero già sa bene come ci vedono gli stranieri. Proprio alcuni giorni fa l’inserto settimanale del quotidiano polacco “Gazeta wyborcza” dedicava le prime cinque pagine a Berlusconi con un excursus del suo stile di vita, la messa mattutina, la famiglia a mezzogiorno e le ragazze di sera. Il titolo è sintomatico: “Jestem Chrystusem i zawsze wygrywam“, “Sono Gesù Cristo e vinco sempre”… sublime! Sulla tv italiana La7 si trasmetteva un dibattito tra l’apolide Oliviero Toscani e la berlusconiana Alessandra Mussolini, in cui Toscani diceva che all’estero siamo lo zimbello dell’intero globo, e la Mussolini che, non avendo argomenti, prendeva in giro o insultava il suo interlocutore. E allora qual è la verità? Mettetevi comodi e godetevi una serie di video tratti da programmi stranieri. Forse anche i più scettici o i meno informati potranno capire come siamo (mal)messi…
Questa è una clip semplicemente massacrante tratta da “10 o’clock live”, show dell’inglese Channel 4 condotto dal giornalista/comico/autore Charlie Brooker
Nello show “Mock the week” della BBC, abbiamo uno scambio di opinioni-battute su Berlusconi in due spezzoni:
E ancora, un divertente sketch sulle sottili abilità corruttive di Silvio dal duo “Harry and Paul” su BBC2.
Ancora uno sketch satirico, stavolta dagli Stati Uniti, con il popolare Conan O’Brien
Ecco invece come ne parlano in Spagna…
…e in Argentina
E infine, la satira tedesca
Tutto ciò è partito dal personaggio Berlusconi. Cosa ha fatto in questi 20 anni per essere salito così alla ribalta? Abbiamo collezionato immagini e citazioni in modo da sintetizzare al meglio il maggior numero di “berlusconate”: l’impresa è stata ardua, ma i risultati sono ricchi e soddisfacenti. Iniziamo con il periodo 2001-2010:
Qui, un po’ di storia meno recente…
—e qui, le citazioni di alcune frasi epiche
Volendo quantificare quanto è stato appena possibile visionare, ciò costituisce non più del 70% dei gioielli che il grande Silvio ci ha omaggiato nel corso di queste due decadi. E precisiamo che con il passare del tempo il repertorio si è gonfiato in modo esponenziale, specialmente dal 2006 in poi. Richiamiamo alla nostra mente le visite ufficiali a gente discutibile come Gheddafi, Lukašenko, Chavez e Putin, o le leggendarie telefonate fatte nelle dirette di varie trasmissioni TV, in cui Berlusconi ha insultato senza mezzi termini e in maniera dura, durissima, politici, opinionisti, magistrati e giornalisti. La prima chiamata che segna questa degenerazione berlusconiana, storica, è del 24 Marzo 2001 a “Il raggio verde” di Michele Santoro (“…Lei è un dipendente del servizio pubblico! Si contenga!…“). Le date delle altre telefonate TV più bollenti sono: 1) Rai3 – Ballarò: 18.11.2008; 27.10.2009; 01.06.2010; 23.11.2010; 2) Rai1 – Porta a Porta: 08.10.2009; 3) La7 – L’Infedele: 24.01.2011. Non parliamo poi delle barzellette e degli aneddoti che racconta a vagonate, e delle sue epiche performance canore con il menestrello Mariano Apicella.
E’ affascinante osservare anche un piccolo “esercito” di politici e giornalisti che di professione fanno gli arrampicatori sugli specchi,  difendendo il 74enne Silvio sempre e comunque. E’ difficile stabilire una classifica di fedeltà in quanto i devoti di San Silvio di Arcore fanno quasi a gara per il ruolo di “Maddalena” della situazione. Politici: Sandro Bondi, Paolo Bonaiuti, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Michela Vittoria Brambilla, Laura Ravetto, Micaela Biancofiore, Daniela Santanchè, Maria Stella Gelmini, Alessandra Mussolini, Maurizio Sacconi, Maria Elisabetta Casellati… Giornalisti: Emilio Fede, Paolo Liguori, Giuliano Ferrara, Alessandro Sallusti, Mario Sechi, Carlo Rossella, Maurizio Belpietro…
Ma il fenomeno antropologicamente più interessante restano le persone comuni che partecipano al convegno o al comizio di turno di Berlusconi, le quali gridano a squarciagola e sono convintissimi, più sicuri di tutto il resto che Berlusconi sia un messia in terra. Ci chiediamo: ma in base a che cosa sono così sicuri? E soprattutto, quando finirà quest’incubo?
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