Chi siamo? Dove andiamo? Ci simu? a ddo’ ciamu?

Siamo abbondantemente entrati nell’autunno. Lo dimostra anche il clima, con le sue giornate guastate da venti e venticelli che spesso e volentieri elargiscono nuvole alle volte bianche, alle volte grigie, e quando sono stufe anche nere. Piogge alternate ad un Sole che comunque non la vuole dar vinta all’inesorabile moto di rivoluzione della Terra attorno a lui, rivoluzione che presto ci porterà a sentire le campane di Babbo Natale (ma anche a vedere la Via Lattea più lucente, e per un appassionato di stelle è sempre una cosa meravigliosa). Ecco perché siamo stressati da questo up & down delle temperature; e non sappiamo se indossare ancora la manica corta, o la manica lunga, oppure tagliare la testa al toro e portare la giacca anti-assideramento autunnale.
Ma secondo Te, caro lettore…. sarà davvero solo questo tempo un po’ marzolino a scombussolare le menti di noi animali intellettivi? Insomma, di sicuro non stiamo affrontando un periodo memorabile. Basta guardarsi attorno, crisi economica a livello mondiale, crisi sociale che in Italia è sfociata rapidamente in un razzismo dilagante (chi ha il coraggio di negare questo ha davvero fegato), crisi dei valori della vita… e quante altre cose per cui, su livelli locali o globali, pensavamo “abbiamo toccato il fondo, ora possiamo soltanto risalire”, e invece stiamo notando con raggelante perplessità che stiamo scavando per andare ancora più giù. E io che pensavo bastasse scappare dall’Italia… Terrestri tutti! La situazione é davvero preoccupante! Io vado dritto per dritto e mi ritengo convinto che l’economia è la causa di tutto, sia per come viene gestita, sia per i valori che diffonde con le sue produzioni e il suo modo perpetuo di sostentarsi e nutrirsi. Direte voi “E mo’ questo che ha detto?”. Chiarisco subito il secondo punto: si tratta innanzitutto del consumo, anzi, chiamiamolo col suo vero nome, il consumismo, un consumismo a più non posso, che è fatto di usa & getta, di compra & butta. Più velocemente lo fai, più nutri i canini “draculati” dell’economia. E oltre a questo, poniamoci una domanda cruciale: cos’è che ci propina il mercato? Riflettete… oggetti completamente futili, di cui si può fare tranquillamente a meno e che non é assolutamente urgente comprare. Pensate all’ultimo cellulare, l’ultimo jeans o occhiali da sole firmato, l’ultima TV al plasma… senza parlare di automobili… ma cosa pretendono? Che ognuno ne compri una ogni due anni? Queste, e decine di altre cose, sono futili, dicevamo, però…. però l’economia fa si che diventino importanti, necessarie, diventano parte del proprio status sociale, e quindi un valore… se non ce li hai sei uno sfigato, uno che non capisce niente.
Questo apre anche un capitolo sui rifiuti, che però non intendo approfondire, eccetto che per citare un paio di piccoli aneddoti personali che mi fa piacere condividere con Te, caro lettore, premettendo un dato: NON CONCEPISCO LO SPRECO!
1) Ogni giorno al lavoro, bevo una bottiglietta d’acqua, che però io non butto, ma bensì riporto a casa e la riempio ogni giorno con altra acqua (personalmente ho anche il lusso di avere l’acqua del rubinetto potabile). In media, la utilizzo per un paio di mesi, quindi vuol dire circa 60 bottigliette di plastica in meno da produrre (e buttar via)… se tutti o quasi facessimo cosi, vorrebbe dire diminuire la produzione di bottigliette di ben 60 volte!!! Usate la stessa filosofia per tante altre cose, e vedrete che risultati…..
2) Ogni volta che faccio la doccia (o che devo usare l’acqua calda), devo sempre aspettare alcuni secondi affinché l’acqua calda arrivi. Bene. L’acqua che scorre in quei secondi non lasciatela scappare cosi, ma riempiteci l’annaffiatoio, cosi quando dovete dar da bere alle piante ce l’avete già pronto, e non sprecate acqua!
E ora passiamo alla vera chicca, ovvero, come dicevo prima, la gestione dell’economia. Sappiamo un po’ tutti che uno dei princìpi (già discutibili) dell’economia è quello di produrre (e vendere) sempre di più. Non esiste un imprenditore (uno solo!) il cui obiettivo è quello di ripetere l’anno precedente, no. L’obiettivo è salire, sempre salire. E’ come la costruzione di un grattacielo: i primi piani non sono difficili da fare, sono anche stabili… il brutto è quando si va ai piani alti… sono meno stabili, bisogna essere più attenti, più chirurgici nella loro costruzione… se le cose non vanno bene, poi sono cavoli amari. Bene. Negli ultimi anni le varie Borse mondiali si sono gestite con acrobazie sempre più funamboliche. La più assurda è rappresentata dai cosiddetti titoli “Future”, che tutti hanno sentito e che nessuno sa cos’è. In parole povere si comprano ad un prezzo stabilito delle azioni (appunto, i future) relative a un qualcosa che ancora non esiste, di cui non si ha la certezza che verrà fatta, e che se verrà fatta, al suo termine avrà una ripercussione sul costo di queste azioni, ripercussioni che dipendono dall’andamento dell’economia. Volendo fare un ulteriore riassunto: gioco d’azzardo puro!!! Allora qui non si tratta solo di costruire i piani alti del grattacielo, ma si tratta di fare un vero e proprio castello di carta… basta il celeberrimo Butterfly Effect (battito d’ali di farfalla) per far crollare tutto. Egoisticamente speravo che ci fosse un po’ di recessione… lo so, tanti disoccupati in giro, ma anche un ritorno a terra per chi volava davvero troppo alto… Comunque siamo ancora agli inizi. Tante cose ancora succederanno e tanti nuovi problemi si creeranno, ne sono convinto. Preparatevi a fare l’orticello nei vostri giardini e sulle vostre terrazze, come si faceva 50 anni fa, e ad allevare le 3 o 4 galline per garantirvi l’ovetto fresco la mattina… Rispolverate gli stili di vita di autosostentamento che praticavano i nostri nonni… Per molti di noi ce ne sarà bisogno….
Per tutto il resto, forse è meglio adottare la filosofia dell'”occhio non vede, cuore non duole”…
Socializziamo con le persone con cui ci fa piacere parlare e bere un buon bicchiere di vino.
Regaliamo sorrisi per quel che possiamo.
Leggiamo dei bei libri – promuovo “L’amore ai tempi del colera” di Marquez, e in generale quelli scritti dagli SCRITTORI, NON le stupidate di Fabio Volo, Simona Ventura, Costantino e tuuutti quelli che fanno libri solo per farsi un po’ di soldi, ok??!!
Facciamo un po’ di viaggi per aprire un po’ la mente (dopo il week-end nella Napoli settembrina, spero vada in porto la quattro-giorni nella Londra novembrina e la montagna calabrese in inverno).
Ascoltiamo la musica nuova (bocciando per favore la stupid-pop, come la chiamo io) e rivisitiamo quella meno nuova – chi l’avrebbe mai detto che mi sarebbe piaciuta una versione acustica con voce maschile di “One more time” di Britney Spears????? E aspettate, questo è il terzo grave sintomo, dopo la versione – sempre unplugged – di “Umbrella” di Rihanna, preceduta a sua volta da una mia iniziativa nel 2006, ai tempi delle sbronze polacche… “I want it that way” dei Backstreet boys…. Qui mi sottopongo alla pubblica gogna con scritto “Io sono Flavio e sto diventando un idiota” 🙂 Spero di non rivalutare troppo in positivo anche Paolo Meneguzzi e Laura Pausini 🙂
P.S. Chiedo scusa per l’eccessiva serietà espressa in gran parte dell’articolo nel trattare i vari temi ed argomenti. Grazie
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